<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424</id><updated>2011-07-08T05:58:07.874+02:00</updated><title type='text'>CUENTOS PEREGRINOS</title><subtitle type='html'>"Reescribí todos los cuentos otra vez desde el principio en ocho meses febriles en los que no necesité preguntarme dónde terminaba la vida y dónde empezaba la imaginación...la escritura se me hizo entonces tan fluida que a ratos me sentía escribiendo por el puro placer de narrar, que es quizás el estado humano que más se parece a la levitación" Gabriel Garcìa Marquez, Doce cuentos peregrinos</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>268</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5991200504784229121</id><published>2011-04-30T14:59:00.010+02:00</published><updated>2011-04-30T15:37:14.524+02:00</updated><title type='text'>TRASLOCO</title><content type='html'>Chi passa di qua di tanto in tanto si sarà accorto del lungo silenzio...stavo traslocando! In senso creativo ovviamente, che per fortuna Internet ci segue ovunque ed i traslochi fisici non incidono - quasi mai - nella possibilità di raccontare. Il fatto è che ora il racconto si sposta su tutt'altra dimensione, come spesso succede nella vita...del resto, si tratta pur sempre di &lt;em&gt;cuentos peregrinos&lt;/em&gt;...Ed eccoci allora pronti (-e!) ad iniziare una nuova avventura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosi di seguirmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Infilate le scarpette e vi troverete in ottima compagnia... &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cosettediv.wordpress.com/"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 187px; DISPLAY: block; HEIGHT: 135px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601368398804198050" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/---8XdUKPcTc/TbwO4aLSoqI/AAAAAAAABVo/plw2Tgxn0zg/s320/scarpette%2B1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Che state facendo ancora qui ??&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto: letiziajp 2011&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5991200504784229121?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5991200504784229121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5991200504784229121&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5991200504784229121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5991200504784229121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2011/04/trasloco.html' title='TRASLOCO'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/---8XdUKPcTc/TbwO4aLSoqI/AAAAAAAABVo/plw2Tgxn0zg/s72-c/scarpette%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6858491542038918572</id><published>2010-09-25T17:00:00.001+02:00</published><updated>2010-09-25T17:03:29.631+02:00</updated><title type='text'>Roba da inizio secolo....</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Catturare l’attenzione, persuadere e ottenere l’appoggio solidale della grande massa inerte che noi chiamiamo pubblico è un compito delicato e difficile. La stampa, in quanto principale mezzo di informazione, è l’unica all’altezza di farlo. E se svolgerà questo compito con intelligenza, coscienziosità e coraggio, diffondendo consapevolezza come il sole diffonde la luce, il potere dell’opinione pubblica contribuirà alla giustizia nel governo, alla trasparenza in politica e a una più alta moralità negli affari e nella vita sociale della nazione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Joseph Pulitzer&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; - 1904 &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6858491542038918572?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6858491542038918572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6858491542038918572&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6858491542038918572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6858491542038918572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/09/roba-da-inizio-secolo.html' title='Roba da inizio secolo....'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-2618321411785325274</id><published>2010-08-27T09:49:00.005+02:00</published><updated>2010-08-27T10:09:46.264+02:00</updated><title type='text'>Splendida virtù chiamata disubbidienza</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Vorrei tu fossi donna. Vorrei che tu provassi un giorno ciò che provo io. Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna. La prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai. Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo,essere donna è così affascinante. E’ un’avventura che richiede un tale coraggio,una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da fare se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o un bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva,colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che urla d’essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E’ solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto ad urlarlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti. Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più bello che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi. Sì, spero tu sia una donna. (O.F.)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;Non pensavo che fosse ancora necessario citare frasi cosi. Nella mia testa era comunque una semplice questione di civiltà, di buon senso. Eppure è arrivata al momento giusto e ha colto nel segno, ha scavato dentro una fessura nuda che sta diventando crepa. E non è un buon segno. Per l'Italia, intendo. Per me si invece, è un buon segno che queste parole mi parlino dentro, perchè in un attimo ho capito che non sono una pazza irresponsabile, ma solo una di quelle che si trova a suo agio dentro la propria disubbidienza...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-2618321411785325274?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/2618321411785325274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=2618321411785325274&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2618321411785325274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2618321411785325274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/08/splendida-virtu-chiamata-disubbidienza.html' title='Splendida virtù chiamata disubbidienza'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1021500367710708820</id><published>2010-07-22T10:05:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T10:07:29.781+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/TEf7-3gf8oI/AAAAAAAABLY/xWyHQJJyJYw/s1600/viola.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; 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A questo punto si intende che le suddivisioni sono infinite, ma i tratti distintivi di entrambe le categorie sono abbastanza netti: la prima categoria, ovvero il materiale, parlando in termini generali consiste in persone per loro natura conservatrici, ammodo, che vivono nell'obbedienza e amano essere obbedienti. (...) Nella seconda categoria, invece, tutti violano la legge, sono dei distruttori, o sono inclini a esserlo, a seconda delle capacità. S'intende che i delitti di queste persone sono relativi, e dei più vari; perlopiù essi esigono, nelle forme più svariate, la distruzione del presente in nome di qualcosa di migliore. (...) La prima categoria è sempre signora del presente, la seconda categoria è signora del futuro.I primi conservano il mondo e l'accrescono numericamente, i secondi muovono il mondo e lo conducono verso una meta. Tanto questi che quelli hanno esattamente lo stesso diritto di esistere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;FËDOR DOSTOEVSKIJ - &lt;em&gt;Delitto e castigo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5699497829332925515?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5699497829332925515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5699497829332925515&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5699497829332925515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5699497829332925515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/03/leggi-di-natura.html' title='Leggi di natura'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8595405447496571179</id><published>2010-02-12T15:16:00.003+01:00</published><updated>2010-02-12T15:23:25.934+01:00</updated><title type='text'>New skills for new jobs: action now!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/S3Vjf59ujEI/AAAAAAAABGg/Rnyjy9zK_aY/s1600-h/zzzclss.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437361524906560578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/S3Vjf59ujEI/AAAAAAAABGg/Rnyjy9zK_aY/s320/zzzclss.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel dicembre 2008 la &lt;a href="http://ec.europa.eu/"&gt;Commissione Europea &lt;/a&gt;lanciò un’iniziativa politica volta a costruire legami più solidi tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Il gruppo di esperti creato a tale scopo ha recentemente evidenziato - in una conferenza tenutasi a Bruxelles il 4 febbraio dal titolo “New skills for new jobs” - che una delle maggiori sfide dell’Europa da qui al 2020 sarà proprio quello di comprendre come ampliare e qualificare il portafoglio di competenze degli individui, affinchè siano in grado di generare nuove forme – non solo nuovi posti - di lavoro e di dotarsi delle capacità per gestirle al meglio. Secondo le ultime proiezioni di &lt;a href="http://www.cedefop.europa.eu/EN/"&gt;CEDEFOP &lt;/a&gt;sull’evoluzione della domanda e offerta di competenze in Europa, entro il 2020 saranno creati 7 milioni di nuovi posti di lavoro, a cui si aggiungono i 73 milioni di opportunità lavorative frutto della naturale evoluzione del mercato (pensionamenti o mobilità). Se dal lato della domanda di personale le proiezioni evidenziano che la richiesta di capacità e competenze è in costante aumento, dal lato dell’offerta si registra un trend simmetrico, con una diminuzione delle persone meno qualificate (anche dovuto al ricambio generazionale) e l’aumento di persone altamente o mediamente qualificate. Tuttavia, le previsioni suggeriscono un ulteriore appesantimento della tendenza già in atto, che vede molte persone con qualifiche elevate ricoprire posti di lavoro di basso profilo. Le ricerche di Cedefop suggeriscono che il problema non è tanto essere “sovraqualificati”, ma è il sotto utilizzo di qualifiche e competenze a costituire una seria minaccia per il benessere degli individui, delle imprese e della società nel suo complesso....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;....Continua su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.progetto-rena.it/public/post/laboratorio-italia/114-new-skills-for-new-jobs--action-now!-.asp"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;RENA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.businesspundit.com/"&gt;&lt;em&gt;Fonte foto&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8595405447496571179?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8595405447496571179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8595405447496571179&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8595405447496571179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8595405447496571179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/02/new-skills-for-new-jobs-action-now.html' title='New skills for new jobs: action now!'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/S3Vjf59ujEI/AAAAAAAABGg/Rnyjy9zK_aY/s72-c/zzzclss.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8209689244765621020</id><published>2010-02-01T21:18:00.010+01:00</published><updated>2010-02-02T08:32:36.518+01:00</updated><title type='text'>Ḥammām</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/S2dUbaNZG9I/AAAAAAAABGY/UmHRWDY2qbY/s1600-h/foto+hammam+ro+m+r.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433404305314487250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/S2dUbaNZG9I/AAAAAAAABGY/UmHRWDY2qbY/s320/foto+hammam+ro+m+r.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'invasione della Siria bizantina nel VII secolo portò agli arabi conquistatori il dono inaspettato degli edifici termali. Preservati dalla distruzione, i bagni di vapore riuscirono a compiere l'incantesimo più ardito: sposare il culto pagano del corpo con l'anelo purificatore della relegione. E' dal matrimonio più improbabile tra occidente e mondo islamico che nasce &lt;em&gt;l'hammam&lt;/em&gt;, luogo di pace e penombra, di preghiera e socialità. Se l'Islam fu alla base della fortunata diffusione dei bagni termali in tutto il mondo arabo, il bisogno di incontrarsi, chiacchierare e fare affari, coccolati da atmosfere dense e profumate, è per i frequentantori dell'hammam tanto importante quanto le impellenze igenica e religiosa. La rigorosa separazione tra i sessi, a orari distinti del giorno, consente la totale libertà d'espressione del lavarsi, che dall'atto accelerato e inconscio a cui ci ha abituato il nostro concetto di tempo - tra le impellenze di onnipresenti impegni e neoattuali emergenze ambientali - diventa un vero e proprio rito di socializzante virtù. Domenica pomeriggio ho scoperto che l'hammam non è altro che una formula sofisticata di moderna terapia, una ricetta a metà strada tra un corso di autostima e un social network di comunità. Varcata la soglia de &lt;a href="http://www.blogger.com/www.leriad.be"&gt;Le Riad &lt;/a&gt;ci lasciamo alle spalle il quartiere grigio cemento di Schaerbeek e pensando di essere ancora in Belgio, entriamo di fatto in un quartiere popolare di Marrakesh. Profumo d'incenso e mirra, risate sommesse, passi attutiti, donne grasse e more che intrecciano capelli bevendo thè alla menta, mentre ogni tanto una voce schioccante e acuta improvvisa un suono che sa di canzone e i corpi iniziano una danza strana. Movimenti, per le nostre figure impacciate e tese, impossibili da replicare. Ci muoviamo con circospezione in questo vociante universo di donne berbere, attente ad ogni passo, ad ogni rumore, in balìa di una balia pesante che in poche parole ci spiega di sloggiare, parcheggiandoci in un angolo tra cuscini e candele. Entrare per la prima volta in un hammam è come lanciarsi in una pista da ballo senza conoscere i passi, come essere allo zoo dalla parte di quegli animali esotici rinchiusi in gabbiette strette, tutti ti guardano con un risolino strano, a metà tra il divertimento e la compassione... Arriva finalmente il nostro turno e infiliamo costume e sandali, asciugamano caldo di panno e in fila scendiamo le scale in direzione del vapore. Di sotto ci aspetta la prova concreta della nostra menomazione culturale: l'occidente delle libertà stridenti, nel ventre caldo dell'hammam fa i conti con le proprie radicate inibizioni. Di fronte a quella piccola folla di donne festose, coperte solo di sapone nero e carne molle, i nostri quattro costumi da mare fanno lo stesso effetto di quattro armature dietro cui nasconderci, piano, fino a scomparire. La domenica pomeriggio l'hammam è lo spazio delle donne: madri, figlie, sorelle, amiche che condividono un'epidermide spessa e scura, la voce allegra, il tempo del lavarsi a vicenda, a fondo. Come se quello strofinare forte fosse la prova del loro legame più solido, fatto di pelle rigorosamente protetta all'esterno, che in quel luogo spensierato e buio diventa il palcoscenico della loro reale libertà. Dove i segni del tempo sui corpi non sono mai oggetto d'attenzione, ma solo il segnale cronologico della parabola che percorrerà inevitabilmente la vita di ciascuna, la vita di tutti. Mentre indugiano a lungo nei pavimenti di pietra, nell'intercalare cantilenante di quella loro lingua rauca, io mi lascio rigirare e strofinare da una corpulenta &lt;em&gt;Hamami&lt;/em&gt;, che solo con strizzate d'occhi e movimenti di mano mi indica la posa da prendere e quando è ora di andare. L'epidermide morta viene via insieme al sapone nero di Aleppo e io sento che il mio peso perde sostanza inutile, diventa leggero. Mi guardo intorno e penso a questi spazi di madri-figlie-sorelle-amiche, piazze sotterranee riempite di una fisicità sana - serena - dove si insegna a prendersi cura di se prendendosi cura degli altri. Ed esco con una rilassatezza anomala, come se in quello strofinare graffiante e ruvido le mani sapienti avessero attraversato il corpo, toccando in qualche interstizio dimenticato, un nodo gonfio da massaggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://meduse2.blogspot.com/"&gt;fonte foto&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8209689244765621020?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8209689244765621020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8209689244765621020&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8209689244765621020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8209689244765621020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/02/hammam.html' title='Ḥammām'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/S2dUbaNZG9I/AAAAAAAABGY/UmHRWDY2qbY/s72-c/foto+hammam+ro+m+r.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8655959809241266453</id><published>2010-01-18T10:14:00.002+01:00</published><updated>2010-01-18T10:15:08.384+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;L'inizio di una conoscenza, che sia di persone oppure di cose, consiste nell'ottenere un contorno definito della nostra ignoranza. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;(George Eliot)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8655959809241266453?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8655959809241266453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8655959809241266453&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8655959809241266453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8655959809241266453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/01/linizio-di-una-conoscenza-che-sia-di.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' 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src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-2115145705354647521?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/2115145705354647521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=2115145705354647521&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2115145705354647521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2115145705354647521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/01/il-talento-vorrebbe-cittadinanza.html' title='Il Talento avrà mai cittadinanza italiana?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5332437375105635588</id><published>2010-01-11T19:26:00.005+01:00</published><updated>2010-01-11T21:03:19.405+01:00</updated><title type='text'>Porto di mare</title><content type='html'>Le notizie dovrebbero nascere per veicolare abbastanza informazioni per farsi un'opinione. Questa di &lt;a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/01/10/la_torre_di_babele_di_porto_recanati.html"&gt;SkyTV&lt;/a&gt; sull'Hotel House - 480 appartamenti anni 70 alle porte di Porto Recanati (MC)dove vivono più o meno stipate circa 2000 persone, in grande maggioranza extracomunitari - a dir la verità mi ha lasciato...perplessa. La velocità dei tempi video si sa, è impietosa: raccogliere-comprimere-filmare-passare ad altro. Però, sarà che mi sento parte in causa, sarà che l'Hotel House si è stagliato per tanti anni come uno spillo inguardabile sull'orizzonte delle mie biciclettate da casa al mare e ritorno - non senza una punta, ammetto, di inquietudine nell'affrontare il tragitto a certe ore del giorno - sarà che ho un caro amico che ha tentato di amministrare quei condomini per anni e saprebbe raccontarci molte più storie di quelle racchiuse nei 3.30 del servizio. Sarà per tutto questo e per la sensazione, in fondo, di indignato stupore per la frase di chiusura del cittadino più illustre, che definisce l'inguardabile gruviera come "motivo d'orgoglio di questa città".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;embed height="412" name="flashObj" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=" width="486" src="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/1445085911" swliveconnect="true" seamlesstabbing="false" base="http://admin.brightcove.com" flashvars="videoId=61164206001&amp;amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Fvideo.sky.it%2Fvideoportale%2Findex.shtml%3FvideoID%3D61164206001&amp;amp;playerId=1445085911&amp;amp;viewerSecureGatewayURL=https://console.brightcove.com/services/amfgateway&amp;amp;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&amp;amp;cdnURL=http://admin.brightcove.com&amp;amp;domain=embed&amp;amp;autoStart=false&amp;amp;" bgcolor="#FFFFFF"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non avremo mai registrato "motivi di intolleranza" - ed è proprio tutto da dimostrare - ma una soluzione dove non esiste integrazione, dove non c'è un progetto di cittadinanza e appartenenza, dove la periferia diventa canale di spurgo di operazioni immobiliari sempre orientate al massimo profitto a prescindere dagli effetti sociali, economici e culturali. Dove si vive stipati, dove si continua a parlare di Noi e Loro, dove non c'è dialogo nè conoscenza reciproca, dove si vive come vicini ma senza capirsi, negando qualsiasi flebile legame di comune appartenenza - come se il territorio non creasse radici comuni! - non è una soluzione di cui andare orgogliosi. Io non la definirei neppure una soluzione. E' una scelta di comodo avvenuta abbastanza per caso, che andrà bene finchè la "babele" sarà socialmente disciplinata e geograficamente contenibile. L'alternativa sarebbe ammettere che forse c'è qualcosa che non va nella gestione degli spazi urbani e della socialità in questo bel porto di mare, l'alternativa sarebbe discuterne, aprire spazi di confronto, mettersi in discussione, non certo per il mea culpa personale ma per il bene comune, che è poi il ruolo e la missione di cui è investito qualsiasi eletto alla cosa pubblica.&lt;br /&gt;Un pò dura? Dall'estero l'attaccamento alle origini si sa, si fa più forte. In fondo in fondo resta lo sconcerto per una notizia che non mi ha dato strumenti per capire. A me che in quel paese ci sono cresciuta, figurarsi a chi ci arriva per caso, come succede sempre, nei porti di mare....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;PS: grazie a Francesca A, per aver fatto girare la notizia...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5332437375105635588?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5332437375105635588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5332437375105635588&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5332437375105635588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5332437375105635588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2010/01/porto-di-mare.html' title='Porto di mare'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8965538460299939163</id><published>2009-12-12T11:00:00.001+01:00</published><updated>2009-12-12T11:00:43.050+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NVGGgncVq-4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/NVGGgncVq-4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8965538460299939163?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8965538460299939163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8965538460299939163&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8965538460299939163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8965538460299939163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/12/blog-post.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3433251966993546041</id><published>2009-11-23T23:36:00.006+01:00</published><updated>2009-11-23T23:58:32.214+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Però, (cosa vuol dire però)&lt;br /&gt;Mi sveglio col piede sinistro&lt;br /&gt;Quello giusto &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Forse Già lo sai che a volte la follia&lt;br /&gt;Sembra l'unica via&lt;br /&gt;Per la felicità &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;C'era una volta un ragazzo&lt;br /&gt;chiamato pazzo&lt;br /&gt;e diceva sto meglio in un pozzo&lt;br /&gt;che su un piedistallo &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Oggi indosso&lt;br /&gt;la giacca dell'anno scorso&lt;br /&gt;che così mi riconosco&lt;br /&gt;ed esco &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo i fiori piantati&lt;br /&gt;quelli raccolti&lt;br /&gt;quelli regalati&lt;br /&gt;quelli appassiti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ho deciso&lt;br /&gt;di perdermi nel mondo&lt;br /&gt;anche se sprofondo&lt;br /&gt;lascio che le cose&lt;br /&gt;mi portino altrove&lt;br /&gt;non importa dove&lt;br /&gt;non importa dove&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Io, un tempo era semplice&lt;br /&gt;ma ho sprecato tutta l'energia&lt;br /&gt;per il ritorno&lt;br /&gt;Lascio le parole non dette&lt;br /&gt;prendo tutta la cosmogonia&lt;br /&gt;e la butto via&lt;br /&gt;e mi ci butto anch'io&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sotto le coperte&lt;br /&gt;che ci sono le bombe&lt;br /&gt;è come un brutto sogno&lt;br /&gt;che diventa realtà&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ho deciso&lt;br /&gt;di perdermi nel mondo&lt;br /&gt;anche se sprofondo&lt;br /&gt;Applico alla vita&lt;br /&gt;i puntini di sospensione&lt;br /&gt;Che nell'incosciente&lt;br /&gt;non c'è negazione&lt;br /&gt;un ultimo sguardo&lt;br /&gt;commosso all'arredamento&lt;br /&gt;e chi si è visto, s'è visto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Svincolarsi dalle convinzioni&lt;br /&gt;dalle pose e dalle posizioni &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lascio che le cose&lt;br /&gt;mi portino altrove&lt;br /&gt;altrove&lt;br /&gt;altrove&lt;br /&gt;Svincolarsi dalle convinzioni&lt;br /&gt;dalle pose e dalle posizioni&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=oSbW6nIoCQw"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Altrove&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3433251966993546041?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3433251966993546041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3433251966993546041&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3433251966993546041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3433251966993546041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/11/pero-cosa-vuol-dire-pero-mi-sveglio-col.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5381158333589516501</id><published>2009-11-22T10:37:00.011+01:00</published><updated>2009-11-23T11:01:32.112+01:00</updated><title type='text'>Aggiungo stella a stella, sbucherò da qualche parte*</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SwmM0I0yiwI/AAAAAAAABGE/dyMH6K3tijs/s1600/coverimage.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407007654984977154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 204px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SwmM0I0yiwI/AAAAAAAABGE/dyMH6K3tijs/s320/coverimage.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;“Ho sempre avuto, nel corso della mia intera esistenza, la netta sensazione di aver vissuto in altri tempi e in altri luoghi, di aver addirittura ospitato in me altre persone”. A parlare è Darrel Standing - professore rinchiuso nel carcere di San Quentin per un delitto passionale e in attesa della pena capitale per aver accidentalmente colpito di striscio un secondino - ma è anche e soprattutto il suo autore. Scrittore prolifico – anche se in Italia poco conosciuto, se non nelle vicende epiche in versione cartonata di &lt;em&gt;Zanna Bianca&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Il richiamo della foresta&lt;/em&gt; - Jack London (1876 – 1916) ha impregnato di vissuto tutta la sua scrittura, attingendo alle suggestioni di un’esistenza eclettica che lo ha visto strillone di giornali, pescatore di ostriche, lavandaio, cacciatore di foche, corrispondente di guerra russo-giapponese e cercatore d'oro, per poi diventare uno scrittore ricco e di successo già tra i suoi conteporanei.&lt;br /&gt;Le sue pagine sono infatti imbevute di estremo realismo anche nei passaggi più surreali, che nel &lt;em&gt;Vagabondo delle stelle &lt;/em&gt;si trasformano in viaggi mentali nella galassia di vite anteriori, in fuga dal corpo e dalla realtà disumana di San Quentin. Eppure, nonostante l’apparente suggestione di paesaggi fantastici, il libro resta in ogni rigo uno strumento terreno - storico - un veicolo di denuncia sociale, per mettere i suoi contemporanei di fronte alle condizione carcerarie di un’America che si voleva civile e civilizzata.&lt;br /&gt;Da lì il pensiero dell’eternità. La sensazione che in fondo l’uomo non fa che ripetere i propri gesti all’infinito, in un incessante e monotono ripetersi di errori e tentativi di catarsi travestiti da progresso. La passeggiata tra le stelle è una presa di coscienza, non la salvazione. Una coscienza intrisa di disillusione quella di London, che determinerà anche il corso – e la fine – della sua esistenza. In fondo, se Darrell Standing riesce nella tecnica di sgusciare via dal corpo per librarsi alla ricerca di precedenti vite, questo non serve a modificare il presente e renderlo più giusto – sarebbe stato banale, un sortilegio senza possibilità di immedesimazione - ma aiuta invece a liberarsi dalle barriere che gli impedivano di ricordare e - ottenuta la prova dell’eternità umana - non impazzire dal dolore. Del resto, a cosa serve condannarlo a morte se nessuno di noi può morire, se la sua sarà solo una “morte minore”, quella del corpo, mentre l’anima intatta cercherà nuove galassie dove atterrare?&lt;br /&gt;Condanna anche questo London, che nella vita ha sperimentato di tutto, ma non si illude che l'aver scoperto la possibilità di viaggiare tra le stelle gli dia la chiave per sconfiggere l'ingiustizia. Lo dice bene il titolo, il suo è un vagabondaggio, un oblio che non porta salvezza, ma solo la scoperta di una maggiore consapevolezza. Che libera dalle frenesie del contingente e da un’umanità ipocrita e noiosa, incapace di redimersi nel ricordo delle sue precedenti edizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;*Battiato, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=MfAuiF-EHv4"&gt;Vite parallele&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5381158333589516501?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5381158333589516501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5381158333589516501&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5381158333589516501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5381158333589516501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/11/aggiungo-stella-stella-sbuchero-da.html' title='Aggiungo stella a stella, sbucherò da qualche parte*'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SwmM0I0yiwI/AAAAAAAABGE/dyMH6K3tijs/s72-c/coverimage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8065869320204843668</id><published>2009-10-06T22:50:00.004+02:00</published><updated>2009-10-06T22:59:49.640+02:00</updated><title type='text'>Adiós Negra....</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/g8VqIFSrFUU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/g8VqIFSrFUU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Miguel de Tucumán 9/7/1935 – Buenos Aires 4/10/2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8065869320204843668?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8065869320204843668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8065869320204843668&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8065869320204843668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8065869320204843668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/10/adios-negra.html' title='Adiós Negra....'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5559309083782511598</id><published>2009-09-06T19:56:00.015+02:00</published><updated>2009-09-08T10:00:32.877+02:00</updated><title type='text'>Il viaggio dell'elefante</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqVDacCpgnI/AAAAAAAABEw/QHtZFyPAFhc/s1600-h/uno.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378779451446887026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqVDacCpgnI/AAAAAAAABEw/QHtZFyPAFhc/s320/uno.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si narra che durante il regno di Dom João III, detto &lt;em&gt;Il Pio&lt;/em&gt;, quindicesimo reggente del Portogallo e dell'Algarve, un elefante asiatico - frutto delle colonie e per due anni parcheggiato a Belem - fu offerto in dono a Massimiliano d'Austria, potente Imperatore del Sacro Romano Impero, nonchè apparentato col lusitano reggente. Correva l'anno 1551 e l'epico elefante, chiamato Salomone, si trovò a percorrere mezza Europa sorretto solo da quattro pachidermiche zampe, per assecondare, nel silenzio composto di chi non ha voce, capricci reali e assurde strategie. Strane logiche segue la storia: delle corti e dei reggenti sono pieni i libri, mentre delle sorti del prode Salomone non è rimasta traccia, se non nella sapiente penna di Saramago José (A viagem do elefante - Alfaguara Editore). Il mio primo pensiero appena atterrata a Lisbona, dopo due ore e trenta di volo, è corso a Salomone e a quanto piovosa e grigia &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqVDlypc2oI/AAAAAAAABE4/N3j5WwFQl-Q/s1600-h/P1010487.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378779646493776514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqVDlypc2oI/AAAAAAAABE4/N3j5WwFQl-Q/s320/P1010487.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;deve essergli sembrata Vienna al &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQxmMiDGwI/AAAAAAAABDs/vupzz2D1_cM/s1600-h/due.JPG"&gt;&lt;/a&gt;confronto del riflesso abbagliante della capitale Portoghese, con tutti i suoi più antichi edifici in mostra al margine del Rio Tejo, ispiratore silente di tante fortunate scoperte, quando ancora il mondo era fatto per farsi scoprire. Spesso la storia fa tabula rasa, nel caso di Lisbona è come se i pezzi fossero rimasti tutti li, a disposizione del conquistatore di turno, per tener buona la forma e cambiarne a piacimento il contenuto. Costruita sugli strati sovrapposti di fenici e romani, mori e cristiani, spagnoli e rifugiati coloniali, l'antica Olissipo oggi punta i piedi su pietre sacre - pietre dure - che devastanti terremoti hanno più volte rimescolato e amalgamato con la terra, tanto che da nessuno dei suoi sette colli è oggi possibile afferrare la città nel suo insieme. Il confine è mobile, circoscritto nei diversi quartieri, come nei disegni esperti dei più celebri &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Azulejo"&gt;&lt;em&gt;azulejos&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;. Tra tanta geografia racchiusa in così angusti spazi, io non ho dubbi, chiudo gli occhi e scelgo, &lt;em&gt;Alfahama&lt;/em&gt;. Quartiere arabo che sa d'Europa, losco di notte, una miscela di sardine alla griglia, panni stesi, vicoli &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQzZi7hCwI/AAAAAAAABEM/MAg58hqpHxc/s1600-h/quattro.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378480368953395970" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQzZi7hCwI/AAAAAAAABEM/MAg58hqpHxc/s320/quattro.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stretti di sassi e scale, dove i colori si stemperano nel bianco scrostato dei muri e il vento ti investe all'improvviso, in un angolo a caso, giù verso le Avenidas ampie del porto e le braccia aperte al cielo del Cristo gemello di Rio. Lisbona, anche lei porto di mare, dove lo sguardo si impiglia ovunque ma sempre trova una via di fuga nell'orizzonte. Barcellona mi era sembrata sporca, Lisbona decadente, è diverso. Dove là i vicoli del porto sembravano unti, qui anche i palazzi sventrati hanno dietro pezzi di cielo, a rivestire una perdizione dignitosa, consapevole che l'umanità che passa aggiunge, grazie a quell'inconsapevole dote che fa&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQyEOIPk_I/AAAAAAAABD0/RXF7a7gXsIA/s1600-h/cinque.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378478903080752114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQyEOIPk_I/AAAAAAAABD0/RXF7a7gXsIA/s320/cinque.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; del diverso un'opportunità di creazione. Guardata da Bruxelles, Lisbona appare ancora oggi periferia d'Europa. Neutrale nelle guerre, ambigua nelle alleanze, disciplinata nelle rivoluzioni. E' proprio questione di prospettive. Ho passato cinque intensissimi giorni con lo sguardo infilato tra la &lt;a href="http://www.lonelyplanet.com/portugal"&gt;Lonely Planet &lt;/a&gt;e il paesaggio intorno e, passo dopo passo, cresceva la sensazione che per capire Lisbona bisognasse guardare in senso oppostp al continente. Il mare aperto, quell'orizzonte perso nella mancanza di appigli, la promessa di terre gemelle, l'attrazione per lontananze segrete. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQyo94MKeI/AAAAAAAABD8/Pzi-FTeFFHk/s1600-h/otto.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378479534373612002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQyo94MKeI/AAAAAAAABD8/Pzi-FTeFFHk/s320/otto.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non fanalino di coda ma avamposto a ovest, questa è Lisbona, che ha dalla sua quell'inesauribile vista che si perde in mare, libera dalle logiche ristrette di ogni confine. Certo, la libertà non si compra ad etti e raramente è gratis. E' più facile ricordarsi il nome del paese scoperto piuttosto che quello dell'ardito scopritore. E così Vasco de Gama si scolora tra il bianco della pietra e i volti attenti dei suoi marinai, congelato e anonimo ai bordi della caravella di pietra di Belem. Mentre Joao I, ispiratore celebrato delle scoperte africane e antenato di quel III che per un frivolo vezzo mandò all'esilio Salomone, deve accontentarsi di fungere da triste bersaglio per piccioni e graffitari, in attesa che in Praca da Figueira torni l'ordine e la pulizia. La memoria dell'uomo, si sa, è cosa corta, ma non tutto &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378479772477711522" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqQy204oZKI/AAAAAAAABEE/uTH0kcPXZSk/s320/sei.JPG" border="0" /&gt;si perde. In fondo, del passato di Lisbona resta il mosaico dei suoi antenati, un vuoto che dà un senso alla &lt;em&gt;saudade&lt;/em&gt; e che il fado - musica popolare portoghese dalle origini meticce - canta ancora come un comune destino. &lt;em&gt;Che fai lì, Lisbona, con gli occhi puntati al fiume, Gli occhi non sono ormeggi per ancorare la nave...&lt;/em&gt; Del resto è proprio questo che intendeva Pessoa, rincorso per tutta la vita da quella serpeggiante inquietudine. Non sai mai cosa ti aspetta dall'altra sponda di un viaggio. Ho scoperto che molti alberghi del Tirolo e dell’Austria sono davvero intitolati all’Elefante e a Trento un ricercatore, impiegato nella Biblioteca comunale, ha recentemente pubblicato un racconto sul passaggio per la città del corteo di Massimiliano d’Asburgo e Maria di Spagna. Titolo: “Suleyman l’elefante: un barrito in Contrada Larga”. Ha ragione Saramago, s&lt;em&gt;iempre acabamos llegando adonde nos esperan.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto: letiziajp © , Lisbona - agosto 2009&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5559309083782511598?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5559309083782511598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5559309083782511598&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5559309083782511598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5559309083782511598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/09/il-viaggio-dellelefante.html' title='Il viaggio dell&apos;elefante'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SqVDacCpgnI/AAAAAAAABEw/QHtZFyPAFhc/s72-c/uno.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5634845076806952398</id><published>2009-08-26T21:19:00.004+02:00</published><updated>2009-08-26T21:29:08.251+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;...Stava per andare a Lisbona ma non associava ancora il nome della città dove forse Billy Swan sarebbe morto con il titolo di una canzone che lui stesso aveva composto e nemmeno con quel luogo che a lungo aveva sbarrato alla sua memoria. Solo alcune ore dopo, all'aereoporto, quando vide &lt;em&gt;Lisboa&lt;/em&gt; scritto a lettere luminose sul tabellone dei voli in partenza, ricordò quanto questa parola avesse significato per lui, tanto tempo prima, in un'altra vita, e capì che tutte le città dove aveva vissuto dopo aver lasciato San Sebastian erano i prolungati episodi di un viaggio che forse adesso avrebbe concluso: tutto quel tempo ad aspettare e fuggire, e nel giro di due ore sarebbe arrivato a Lisbona. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Antonio M. Molina - L'inverno a Lisbona&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5634845076806952398?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5634845076806952398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5634845076806952398&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5634845076806952398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5634845076806952398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/08/blog-post.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1002532199317879456</id><published>2009-07-28T12:56:00.002+02:00</published><updated>2009-07-28T13:01:34.410+02:00</updated><title type='text'>Tempo di andare...</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sm7afia_dHI/AAAAAAAAA80/QA3lTMdJDrg/s1600-h/stampa.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363464441595655282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sm7afia_dHI/AAAAAAAAA80/QA3lTMdJDrg/s400/stampa.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto: 2009 letiziajp ©&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1002532199317879456?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1002532199317879456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1002532199317879456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1002532199317879456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1002532199317879456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/07/tempo-di-andare.html' title='Tempo di andare...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sm7afia_dHI/AAAAAAAAA80/QA3lTMdJDrg/s72-c/stampa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6498882210597450968</id><published>2009-07-06T23:24:00.003+02:00</published><updated>2009-07-06T23:42:12.697+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Blackbird singing in the dead of night&lt;br /&gt;Take these broken wings and learn to fly&lt;br /&gt;All your life&lt;br /&gt;You were only waiting for this moment to arise&lt;br /&gt;Black bird singing in the dead of night&lt;br /&gt;Take these sunken eyes and learn to see&lt;br /&gt;all your life&lt;br /&gt;you were only waiting for this moment to be free&lt;br /&gt;Blackbird fly,&lt;br /&gt;Blackbird fly&lt;br /&gt;Into the light of the dark black night.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Blackbird fly,&lt;br /&gt;Blackbird fly&lt;br /&gt;Into the light of the dark black night.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Blackbird singing in the dead of night&lt;br /&gt;Take these broken wings and learn to fly&lt;br /&gt;All your life&lt;br /&gt;You were only waiting for this moment to arise,&lt;br /&gt;You were only waiting for this moment to arise&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=-ERnT1X9HPw"&gt;You were only waiting for this moment to arise...&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6498882210597450968?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6498882210597450968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6498882210597450968&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6498882210597450968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6498882210597450968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/07/blackbird-singing-in-dead-of-night-take.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6152813302082175595</id><published>2009-07-03T15:29:00.016+02:00</published><updated>2009-07-03T18:25:24.750+02:00</updated><title type='text'>L'Honduras nell'era dell'informazione di massa</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4tjHG8-LI/AAAAAAAAA70/W32whnAyyjA/s1600-h/persecucion.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354267088216979634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4tjHG8-LI/AAAAAAAAA70/W32whnAyyjA/s320/persecucion.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’Honduras ogni tanto rientra nella mia vita, nei modi più impensati. Una lettera o una foto trovata in un armadio dopo l'ennesimo trasloco, l'insofferenza per le scelte di marketing del famoso &lt;a href="http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=58!12!58!500!46554!"&gt;reality&lt;/a&gt;, il ricordo vago di un frutto, la mail di un amico. Ma l'ultima cosa a cui avrei mai pensato era un colpo di stato.&lt;br /&gt;Sottolineo il termine e sottolineo il fatto che prima di usarlo ci ho pensato. Mi sono documentata. Mi sono fatta un'opinione, che non deve quasi nulla - se non nelle sue sfumature più ciniche - alla stimatissima stampa nazionale. Ammetto di avere la fortuna dell'osservatore privilegiato, quello che ha vissuto abbastanza nel teatro dei fatti da poter contare su una buona memoria e su una rete di amicizie pronte a fotografare la realtà. Ma proprio per questo riesco ad aprire gli occhi sull'imprecisione, mancanza di senso critico e assenza di approfondimento con cui vengono confezionate le notizie oggigiorno. E mi limito solo alla stampa nazionale. Partiamo dal principio, la stampa italiana riporta la notizia: la Corte Suprema di Tegucigalpa ha ordinato ai militari di agire, deponendo&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4tuRz9nxI/AAAAAAAAA8E/_eKWF4_P_pE/s1600-h/manifestantres.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354267280068681490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 238px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4tuRz9nxI/AAAAAAAAA8E/_eKWF4_P_pE/s320/manifestantres.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il Presidente Honduregno Miguel Zelaya, poiché quest’ultimo aveva tentato di "violare la legge facendo votare un referendum per autorizzare la sua elezione". Scendiamo nei dettagli: il &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/06/Honduras_Zelaya_colpo_stato.shtml?uuid=d11622b8-63e5-11de-8b03-f08a56c1f940&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;Sole 24 Ore&lt;/a&gt; parla di "arresto", riferendosi a quello che di fatto è stato un sequestro di persona ad opera delle Forze Armate, su incarico della Corte Suprema. (Sarò pignola?) Poi poco più avanti, in chiusura, sempre lo stesso autorevole quotidiano cita come unica fonte &lt;a href="http://www.laprensahn.com/"&gt;La Prensa&lt;/a&gt;, quotidiano hondureno che - come la maggior parte dei giornali locali - non brilla certo per obiettività. Passiamo a &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/honduras/honduras/honduras.html"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;, che fin dall’occhiello del suo articolo fa prontamente capire di avere gli stessi informatori del Sole24Ore, quando scrive “Zelaya arrestato e trasferito in Costa Rica. Voleva riformare la Costituzione per essere rieletto”. Per non parlare di &lt;a href="http://gdata.youtube.com/feeds/base/videos/MSyA_C1eIm0/related?client=ytapi-youtube-watch&amp;amp;v=2"&gt;Studio Aperto&lt;/a&gt; (…) che ha mandato in onda un servizio nel quale i compatrioti bergamaschi di Micheletti - di origini apunto bergamasche – gli inviavano i migliori auguri per il “nuovo incarico presidenziale”.&lt;br /&gt;L’Honduras lo conoscono in pochi – 7 milioni di abitanti, povertà e violenza, caffè e banane, non ne fanno la meta più ambita del turismo mondiale – e capisco che tenere un corrispondente sul posto, in un momento in cui i fatti Iraniani (solo per citarne una) stanno mettendo a rischio il delicato equilibrio mediorientale, possa rappresentare per molta stampa un costo inutile. Ma possibile che nessun quotidiano si sia preso la&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4uFKBYq0I/AAAAAAAAA8M/xnN0wBXizxg/s1600-h/periodista.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354267673114487618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4uFKBYq0I/AAAAAAAAA8M/xnN0wBXizxg/s320/periodista.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; briga di verificare quelle “due o tre verità che contano”? Come l’Iran ci ha già insegnato – e come sarà sempre più preponderante in futuro? – le versioni meno facili, meno precotte, meno edulcorate dai passaparola delle agenzie di stampa ufficiali, sono quelle che arrivano via facebook, twitter, o per e-mail da quei pochi amici o amici di amici che per scelta o per nascita sono ancora sul posto, a raccontare, dei fatti, un’altra versione. Il contraddittorio, si dice, è la base della giustizia, a maggior ragione quando l’imputato è la stessa democrazia.&lt;br /&gt;Bene, il popolo della rete questo racconta: la quarta urna voluta da Zelaya per il referendum popolare non avrebbe avuto l’effetto di “permettergli di candidarsi per un secondo mandato”, ma quello di consultare la popolazione sulla possibilità di una riforma costituzionale, più complessa e articolata della sola rielezione su cui si è concentrata tutta la stampa italiana. Anche se il referendum fosse andato in porto, la riforma della Costituzione non sarebbe stata avviata prima del 2010, cioè con già un nuovo presidente in carica (le elezioni sono previste per novembre 2009). L’anomalia che si voleva riformare – eredità della repressione militare degli anni 80, quando il paese veniva utilizzato dagli USA come base di appoggio per le operazioni antiguerriglia &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4topbYZOI/AAAAAAAAA78/0VeFzDCS8hE/s1600-h/herido2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354267183328814306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 244px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4topbYZOI/AAAAAAAAA78/0VeFzDCS8hE/s320/herido2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nei paesi limitrofi - è una anomalia istituzionale che vive della sostanziale assenza di separazione dei poteri, in uno stato dove il Legislativo (Congresso Nazionale della Repubblica) si sovrappone all’Esecutivo nella gestione di gran parte del budget nazionale, senza che ci sia nessuna istituzione che ne controlli l’operato. Da qui l’alto livello di corruzzione che affligge da sempre il paese e che impedisce qualsiasi speranza di uno sviluppo diffuso. E il terzo potere? In Honduras i giudici sono nominati dal Congresso Nazionale. Il Potere Legislativo fa le veci del Potere Esecutivo su ampia quota della finanziaria locale e nomina il Potere Giudiziario. Che effetto avrebbe su questo schizzofrenico equilibrio istituzionale una riforma volta a porre le basi per la modernizzazione del paese? La risposta se la devono essere data abbastanza in fretta i rappresentanti della minoranza privilegiata che siedono nel Congresso e nella Corte Suprema. Portare le Forze Armate dalla loro parte non deve essergli poi costato neanche tanto. Separazione dei Poteri, uno dei principi fondamentali dello stato di diritto e tema del test di ingresso a Gorizia, nel lontanissimo 1997. Incredibili i giri che fa la storia, a volte, per tornarti incontro.&lt;br /&gt;Miguel Zelaya non è un martire del regime. Delle promesse fatte in campagna elettorale molte sono rimaste nella sfera dei buoni propositi e sembra che negli ultimi tempi il consenso popolare nei suoi confronti fosse in netto calo. Anche avesse puntato alla rielezione, non avrebbe potuto condidarsi prima del 2013, correndo ad armi pari con altri precedenti presidenti rimessi &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4uYLJ2heI/AAAAAAAAA8c/cYWM7n2cU8E/s1600-h/manifestante2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354267999835948514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 226px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4uYLJ2heI/AAAAAAAAA8c/cYWM7n2cU8E/s320/manifestante2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;in pista dalla sua stessa riforma. E forse, in fondo, l’Honduras – con un livelo di corruzzione tra i più alti al mondo, povertà, generalizzata apatia e onnipresenza del narcotraffico - non è ancora pronto a gestire in trasparenza una Costituzione degna di un moderno stato democratico, che la riforma tentata da Zelaya puntava a creare. Forse i poteri devono ancora restare accentrati, sicuramente con maggiore controllo da parte di organismi esterni, magari internazionali. C’è poi &lt;a href="http://www.hacer.org/report/2009/06/opinion-was-it-legal-coup-in-honduras.html"&gt;chi sostiene&lt;/a&gt; che esistono anche altri modelli per organizzare una società e che il colpo di stato in Honduras non solo sia perciò legittimo, ma anche dovuto, in ottemperanza alla legge locale. Poi però non dice nulla se sia legale o meno che in questo momento siano stati sospesi - su richiesta del nuovo, temporaneo, Presidente post-golpe - tutti i principali diritti costituzionali.&lt;br /&gt;Ma non è questo il punto. Il governo golpista non durerà a lungo, stretto tra le pressioni popolari e l’isolamento internazionale. Il punto è che nessun giornale degno di questo nome ha riportato i fatti ragionandoci sopra, cercando risposte, investigando su più fonti. In sostanza, facendo quello che ci si aspetta faccia il giornalismo: spiegare la realtà. Non semplificarla, appiattendola sulla ripetizione ossessiva di passaparola vuoti di significato e valore.&lt;br /&gt;Questi sono i fatti come me li hanno riportati testimoni diretti come &lt;a href="http://www.elpais.com/yoperiodista/articulo/Periodista/Espana_Madrid/golpe_de_estado/manuel_zelaya/poderes_del_estado/presidente/conflicto/honduras/Honduras/conflicto/poderes/Estado/elpepuyop/20090629elpyop_1/Tes"&gt;Carlos Penalver&lt;/a&gt; o come COFADEH, Sergio Fernando Bahr Caballero, Luisa Cruz, Alerta Libre e tanti altri che in questi giorni ho seguito su Facebook o sentito via e-mail e che raccontano di giovani nei quartieri poveri reclutati a forza dai militari, repressioni violente, televisioni chiuse, giornali e siti web oscurati. Mi chiedo quale sarebbe stata la mia opinione se non avessi avuto un canale diretto con l’Honduras. Mi chiedo quante volte ho avuto la &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4un73HlkI/AAAAAAAAA8k/5IPcmNpoKHY/s1600-h/gases1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354268270608750146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4un73HlkI/AAAAAAAAA8k/5IPcmNpoKHY/s320/gases1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sensazione di ascoltare notizie e leggere articoli che per fretta o distrazione ho preso per veri, perdendomi così pezzi essenziali di verità. Se anche l’informazione è diventata un’industria – non una professione, non un diritto/dovere essenziale – allora mi chiedo, infine, se la carta stampata deciderà di combattere sul piano della concorrenza le moderne, immateriali ma efficacissime, evoluzioni della comunicazione (da Facebook a Twitter passando per YouTube) o se preferirà giocare in ritirata, in nome dell’ormai purtroppo diffusa differenziazione tra “informazione di massa” e “informazione di qualità”. Tante domande mi faccio, le risposte ho come il sospetto che dovrò cercarmele da me. Un effetto positivo questa vicenda ce l’ha comunque avuto: portare il popole honduregno per strada, dargli finalmente lo stimolo per alzare la voce. Le foto sono gentile cortesia di chi è rimasto, per raccontare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6152813302082175595?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6152813302082175595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6152813302082175595&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6152813302082175595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6152813302082175595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/07/lhonduras-nellera-dellinformazione-di.html' title='L&apos;Honduras nell&apos;era dell&apos;informazione di massa'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Sk4tjHG8-LI/AAAAAAAAA70/W32whnAyyjA/s72-c/persecucion.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3639332830235620776</id><published>2009-06-29T22:34:00.012+02:00</published><updated>2009-07-03T15:29:33.945+02:00</updated><title type='text'>L'Eurotunnel, dove ci porterà</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SklB-LVEtcI/AAAAAAAAA60/tjxpjq4hzRg/s1600-h/treno+londra+003.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352882168555419074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SklB-LVEtcI/AAAAAAAAA60/tjxpjq4hzRg/s320/treno+londra+003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Se mi chiedessero con quale mezzo mi sposto più volentieri risponderei senza indugio &lt;em&gt;il treno! ,&lt;/em&gt; non solo per la libertà silenziosa che ti concedono rotaie ben piantate sulla terra, ma anche per il frastorno di arrivi e partenze in tante stazioni diverse del pianeta. Quelle pance scure e umide, sempre brulicanti di odori e di mondo, a metà strada tra la hall di un aereoporto e la fermata del tram. Le stazioni ti fanno guadagnare il viaggio e ti danno il tempo di rimettere in moto i cinque sensi, prima di lanciare il piede fuori, tra la luce e la folla. Quello di sabato 27 giugno, ad esempio, è stato un viaggio fuori dal comune, destinazione: stazione di Londra St-Pancras. Viaggio non proprio esotico, ma speciale per vari motivi: andavo al mio primo concerto di &lt;a href="http://www.hardrockcalling.co.uk/home/"&gt;Neil Young&lt;/a&gt; ed era la prima volta che a Londra ci arrivavo in treno, viaggiando a -40 metri &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SknQjs2mERI/AAAAAAAAA7E/kE0AV6sviRI/s1600-h/HARD+ROCK+%26+CICCIA.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353038943860691218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SknQjs2mERI/AAAAAAAAA7E/kE0AV6sviRI/s320/HARD+ROCK+%26+CICCIA.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sotto il fondale marino. E poi il fatto che, a 1 ora e 57 minuti dalla capitale d'Europa, collegata da un passaggio chiamato "Eurotunnel", si piombi in un paese che guarda alla casa comune con costante, britannico, distacco, come quelle automobili che riempi con solo 10 euro alla volta, giusto per evitare di rimanere a secco proprio il giorno del bisogno. Essere costretta ad affrontare una frontiera europea dovendo riesumare i gesti tipici di un viaggio intercontinentale - carta d'identità, controllo di sicurezza, cambio valuta (!) - mi ha fatto riflettere sull'incongruenza della situazione in cui ci troviamo, a un mese dalle elezioni europee: da un lato, la maggioranza dei cittadini ha espresso un (non) voto di sostanziale sfiducia (o inconsapevolezza?) nei confronti del progetto europeo, confermando la freddezza inglese verso il processo di integrazione; dall'altro, resta l'indiscutibilità incompresa degli innumerevoli vantaggi che ha portato con se l'unificazione, nonostante i costi, i rallentamenti e i compromessi che il delicato processo di composizione delle diversità sempre comporta. Per rendersene conto basterebbe sperimentare un giorno senza Europa: annullare l'euro tornando nel caos inflazionistico dei biglietti da 1000 lire, ristabilire con un tratto di penna tutte le frontiere che &lt;a href="http://ec.europa.eu/youreurope/nav/it/citizens/travelling/schengen-area/index.html"&gt;Schengen &lt;/a&gt;ha eliminato, revocare ogni centesimo di sussidio erogato da fondi comunitari, discriminare i lavoratori di un altro paese europeo ma anche viceversa, rialzare le tariffe di trasporti aerei, cellulari e trasferimenti bancari e chiudere tutte le strutture costruite grazie ai fondi strutturali.&lt;br /&gt;Sarà che ho passato gli ultimi quattro mesi immersa in strade e discorsi e documenti che sudano retorica europeista. Saranno gli effetti della crisi finanziaria che ha colpito duro nel cuore della &lt;em&gt;city. &lt;/em&gt;Oppure il dispetto per la capacità targata UK di venderci l'inglese come lingua franca, il latte nel thè e la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MiFID"&gt;MIFiD&lt;/a&gt;, per poi utilizzare immancabilmente il trucchetto &lt;em&gt;dell'opting-out&lt;/em&gt; ogni volta &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SknQ11beueI/AAAAAAAAA7M/9kDqR2CGP94/s1600-h/GENTE.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353039255400528354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SknQ11beueI/AAAAAAAAA7M/9kDqR2CGP94/s320/GENTE.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;che una decisione a 27 puzza troppo di deriva sovranazionale. Sarà tutto questo e la voglia, in fondo, di prendere le meritate distanze dall'indigestione brussellese, eppure sabato, mentre calcolavo quanti euro fanno i pound per un caffè, l'Europa non mi è mai sembrata cosi lontana e arrugginita. Forse è davvero arrivato il momento di nuove idee, dopo aver vissuto per cinquant'anni della rendita lungimirante di uomini che avevano vissuto la guerra e per questo erano determinati a non volerne più sapere. Ma le novità in tempi di crisi, si sa, raramente pagano in consenso popolare. Per questo ha ragione l'Economist, quando sostiene che in fondo Barroso è tanto criticato non tanto perchè sia stato un amministratore inefficiente di una Commissione poco ambiziosa, ma perchè incarna la cattiva coscienza di ciascun capo di governo, che in pubblico muove critiche virtuose, ma nel privato sa che non avrebbe mai sostenuto un capo della Commissione determinato a giocare la partita europea a scapito dei poteri nazionali. Insomma, nella famiglia europea contano ancora più le singole stelline che lo sfondo blu dell'unione. La crisi ci ha reso particolarmente ipocondriaci: costruiamo ponti sugli stretti, canali a ventimilaleghe sotti i mari, gallerie e trafori, perchè cosi è più comodo passare da una parte all'altra, per poi immancabilmente blindarci nel nostro orticello quando fuori tira aria di tempesta. Questo devono aver pensato anche i &lt;a href="http://www.conservatives.com/"&gt;Tory &lt;/a&gt;del partito conservatore inglese, che come promesso in campagna elettorale, sono usciti dal PPE per dare vita ad un nuovo gruppo &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SkntL9HoznI/AAAAAAAAA7k/kLi1_VZZpy8/s1600-h/MATITE.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353070421747486322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 164px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SkntL9HoznI/AAAAAAAAA7k/kLi1_VZZpy8/s400/MATITE.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;parlamentare europeo, i Conservatori e Riformisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la pluralità di espressioni è la ricchezza della democrazia, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SknRDSXMxQI/AAAAAAAAA7U/5g42QNQqZdc/s1600-h/NEIL+%26+PAUL.JPG"&gt;&lt;/a&gt;l'assortimento euroscettico-nazionalista degli alleati dei Tory nel nuovo gruppo solleva forti dubbi sui vantaggi del caso. Di certo non migliora i rapporti già tesi tra Londra e Bruxelles, nonostante l'Eurostar costi cosi poco e il viaggio duri in fondo solo due ore. Chissà come si sarebbe espresso il corrispondente di guerra e primo ministro britannico (1940 - 1945 e 1951-1955) Wiston Churchill, uno dei primi ad invocare la costruzione degli Stati Uniti d'Europa, unica soluzione che "in pochi anni renderebbe tutta l’Europa .... libera e.... felice."&lt;br /&gt;Sulla via del ritorno St-Pancras-Bruxelles, piena delle emozioni di un concerto storico e della variegata umanità di Camden Town, mi sono venuti in mente i latinoamericani, che ogni volta che li incontri in giro per il mondo e gli chiedi da dove vengono, la prima risposta - quella istintiva, quella di pancia - non è quasi mai &lt;em&gt;Messicano, Boliviano o Peruviano&lt;/em&gt;, ma quasi sempre, indiscutibilmente, &lt;em&gt;latinoamericanos.&lt;/em&gt; Gli Argentini fanno in genere eccezione, ma questa è una storia che ho già raccontato tempo fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte foto: Londra, Hyde Park, giugno 2009 letiziajp ©&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3639332830235620776?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3639332830235620776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3639332830235620776&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3639332830235620776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3639332830235620776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/06/se-mi-chiedessero-con-quale-mezzo-mi.html' title='L&apos;Eurotunnel, dove ci porterà'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SklB-LVEtcI/AAAAAAAAA60/tjxpjq4hzRg/s72-c/treno+londra+003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3233619840581370782</id><published>2009-06-22T09:44:00.001+02:00</published><updated>2009-06-22T09:46:15.977+02:00</updated><title type='text'>3 - NOTTE</title><content type='html'>Lucciole girovaghe&lt;br /&gt;ubriacano il crepuscolo&lt;br /&gt;di vivaci interruzioni&lt;br /&gt;Evaporano i contorni&lt;br /&gt;di ciò che resta del giorno&lt;br /&gt;Attutiti i passi&lt;br /&gt;Sapiente distacco&lt;br /&gt;scompone il pensiero&lt;br /&gt;Lo rifonde&lt;br /&gt;Mentre brezze leggere&lt;br /&gt;trasportano odori&lt;br /&gt;Intuizioni&lt;br /&gt;come radici e foglie&lt;br /&gt;Vaga lo sguardo&lt;br /&gt;La terra suda&lt;br /&gt;il calore del giorno&lt;br /&gt;Insetti distratti&lt;br /&gt;dipingono inattese geometrie&lt;br /&gt;Sapori agrodolci&lt;br /&gt;Animali selvatici&lt;br /&gt;che la coltre lunare risveglia&lt;br /&gt;Richiamo di specchi d’acqua&lt;br /&gt;Cristallina clandestinità&lt;br /&gt;Echeggia un piacere&lt;br /&gt;sussurrato alle soglie del buio&lt;br /&gt;Puntini fluorescenti&lt;br /&gt;Città disseminate&lt;br /&gt;bucano di vita&lt;br /&gt;l’abbraccio oscuro&lt;br /&gt;tra terra e cielo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3233619840581370782?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3233619840581370782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3233619840581370782&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3233619840581370782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3233619840581370782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/06/3-notte.html' title='3 - NOTTE'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1147593978610351403</id><published>2009-06-19T15:27:00.005+02:00</published><updated>2009-06-19T15:33:31.784+02:00</updated><title type='text'>2 - MERIGGIO</title><content type='html'>Stelle filanti&lt;br /&gt;Assenza di pensieri&lt;br /&gt;Riluce l’essenza a brandelli&lt;br /&gt;Stanche le membra stanche&lt;br /&gt;Sopiti gli istinti&lt;br /&gt;di attiva ribellione&lt;br /&gt;Sguardi allungano l'orizzonte&lt;br /&gt;come allucinazione&lt;br /&gt;Bruciore scomposto&lt;br /&gt;invade i sensi&lt;br /&gt;Li disperde&lt;br /&gt;Asseconda l’istinto&lt;br /&gt;una malata apatia&lt;br /&gt;L’intorno agli occhi è vuoto&lt;br /&gt;Immobilizza i desideri&lt;br /&gt;li sfuma&lt;br /&gt;Anestetizzati dall’ansia del vivere&lt;br /&gt;Analizzati alla luce di esotiche patologie&lt;br /&gt;Ricadere esausti&lt;br /&gt;La volontà perduta&lt;br /&gt;Setacciata in granelli di tempo&lt;br /&gt;rincorrendo l’ombra&lt;br /&gt;di una fugace immortalità&lt;br /&gt;Attendere il cambiamento&lt;br /&gt;Ore più tiepide&lt;br /&gt;Bramata frescura&lt;br /&gt;L’azione riscopre&lt;br /&gt;nell’istante&lt;br /&gt;il nucleo arancio&lt;br /&gt;del suo ardore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1147593978610351403?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1147593978610351403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1147593978610351403&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1147593978610351403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1147593978610351403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/06/2-tramonto.html' title='2 - MERIGGIO'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8803785447884175956</id><published>2009-06-18T14:04:00.005+02:00</published><updated>2009-06-19T15:34:39.844+02:00</updated><title type='text'>1 - RISVEGLI</title><content type='html'>Sussurri&lt;br /&gt;Interrotti dallo svolgersi limpido&lt;br /&gt;di brina&lt;br /&gt;Gocce lente rotonde&lt;br /&gt;Scivola il respiro&lt;br /&gt;dall’ansia del risveglio&lt;br /&gt;Battito di ciglia&lt;br /&gt;Immagini&lt;br /&gt;di un tempo interiore&lt;br /&gt;sfuggono l’informe&lt;br /&gt;Riconquista di geometrie conosciute&lt;br /&gt;Incresparsi impreciso&lt;br /&gt;di labbra sottili&lt;br /&gt;Carne&lt;br /&gt;è il sapore pulito dell’alba&lt;br /&gt;Scivola il corpo&lt;br /&gt;l’anima torna sopita&lt;br /&gt;Lascia il battito&lt;br /&gt;il ritmo consueto del vivere&lt;br /&gt;La notte risponde a melodie&lt;br /&gt;che accendono luci dopo il tramonto&lt;br /&gt;Tra le crepe confuse di un sogno&lt;br /&gt;una nostalgia interrompe la quiete&lt;br /&gt;La trasforma&lt;br /&gt;Pieghe tra le lenzuola tiepide&lt;br /&gt;tra la pelle&lt;br /&gt;Muscoli riassaporano la vita&lt;br /&gt;dopo la distrazione dell’incontro&lt;br /&gt;Nell’attimo esatto di un movimento&lt;br /&gt;sospinta con forza&lt;br /&gt;oltre distanze e finiti contorni&lt;br /&gt;Ogni estremità&lt;br /&gt;beve avida&lt;br /&gt;il presente antico&lt;br /&gt;del nuovo giorno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8803785447884175956?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8803785447884175956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8803785447884175956&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8803785447884175956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8803785447884175956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/06/risvegli.html' title='1 - RISVEGLI'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3234205669269072108</id><published>2009-05-27T16:07:00.001+02:00</published><updated>2009-05-27T16:08:42.363+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza&lt;br /&gt;L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso&lt;br /&gt;Perché quando saranno passati amori e battaglie&lt;br /&gt;Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara&lt;br /&gt;Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota&lt;br /&gt;Il poco, il meno il non abbastanza &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stefano Benni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3234205669269072108?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3234205669269072108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3234205669269072108&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3234205669269072108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3234205669269072108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/05/non-disprezzare-il-poco-il-meno-il-non.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6124643242312801786</id><published>2009-05-24T10:12:00.009+02:00</published><updated>2009-06-30T17:34:54.191+02:00</updated><title type='text'>Cosa sto facendo nel frattempo (7 marzo 2009 - ....)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SkowGAUY9kI/AAAAAAAAA7s/a9j2prR0zjw/s1600-h/penna.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353143986806126146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SkowGAUY9kI/AAAAAAAAA7s/a9j2prR0zjw/s320/penna.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Adesso basta. Mi avete ripreso da più fronti con la stessa frase appuntita ("Non scrivi più?!" cit.). Ma ammetto che la cosa, invece di stizzirmi, mi ha felicemene stupito. Ho anch'io i miei 20 fedelissimi lettori, e la cosa non è per niente scontata. Tuttavia, vi rassicuro, l'assenza di post non è assenza di vita, qualcosa starò pure facendo nel frattempo (e neanche questa è per niente scontata...). Ma dirlo non basta. Per cui stamattina ho inumidito il dito indice e ho preso a &lt;em&gt;sfogliare&lt;/em&gt; freneticamente &lt;a href="http://www.garzantilinguistica.it/"&gt;http://www.garzantilinguistica.it/&lt;/a&gt;. Ne è venuto fuori che una spiegazione c'è: sto metabolizzando.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Metabolizzare:&lt;/strong&gt; 2 (fig.) assorbire trasformando in qualcosa di compatibile con sé; assimilare, digerire: &lt;em&gt;es. gli americani sono in grado di metabolizzare gli apporti culturali più diversi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Sull'esempio portato dal sign. Garzanti avrei qualche dubbio, ma quello che conta in questa sede è che la definizione mi calza a pennello. Per cui, fedelissimi lettori, portate pazienza. Non ho il blocco dello scrittore, niente apatie, nè viaggi intorno al mondo (&lt;em&gt;sic&lt;/em&gt;!). Sto semplicemente sperimentando il complesso delle trasformazioni di natura chimica che avvengono negli organismi viventi e attraverso le quali essi si conservano e si rinnovano...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto: letiziajp ©&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6124643242312801786?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6124643242312801786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6124643242312801786&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6124643242312801786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6124643242312801786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/05/cosa-sto-facendo-nel-frattempo-7-marzo.html' title='Cosa sto facendo nel frattempo (7 marzo 2009 - ....)'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SkowGAUY9kI/AAAAAAAAA7s/a9j2prR0zjw/s72-c/penna.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7933414875102932687</id><published>2009-03-02T20:58:00.003+01:00</published><updated>2009-03-07T09:06:21.708+01:00</updated><title type='text'>L'evoluzione impercettibile dei cambiamenti</title><content type='html'>...Bruxelles, coi suoi viali ampi e le case basse      che lasciano sempre vedere il cielo, anche quando il grigio della pioggia lo      ricopre di nuvole. Bruxelles e il profumo di kebab, cannella e goffres      dolciastre che riempie l’aria, i suoi quartieri multietnici e i canti arabi      a due passi dalla Cattedrale, la Stazione Centrale e il fiume incessante di      volti che mi passa accanto, senza fretta e senza rumore. Bruxelles e i suoi      spazi aperti, il parco dietro casa e l’autobus numero 92, il cicaleccio dei      bambini turchi sotto la finestra di camera mia, le passeggiate fino a casa      di Laurence, un bicchiere di birra e il calore sicuro di un’amicizia. E la Grand Place, piazza centrale che ti sorprende alla fine di un dedalo stretto      di vicoli con uno degli scorci più suggestivi d’Europa, dove così tante      volte sono corsa la domenica mattina, alla ricerca del profumo dei primi      giorni d’inverno e dei tesori del mercatino delle pulci da esplorare. Da questa distanza, finalmente, capisco come      appare l’Italia all’esterno, Italia così gelosa dei suoi confini      territoriali da considerarsi ancora Stato-Nazione autonoma e a se stante, in      una geografia che invece si fa sempre più europea. Cittadini d’Europa,      sembrava un concetto da campagna politica, buono per convincere un      elettorato sfiduciato e stanco di anni di promesse non mantenute, invece      Bruxelles dimostra che è davvero possibile sentirsi così.&lt;br /&gt;    Non si tratta solo di questioni economiche, non è una moneta comune che ci fa essere parte      dell’insieme, è piuttosto una coscienza storica, una nostalgia per elementi      che accomunano piuttosto che dividere. Nei dibattiti del Parlamento Europeo,      negli incontri tra Commissione e Società Civile, nelle manifestazioni per la      pace, negli scontri tra immigrati e nei poveri che affollano la Stazione      Nord alla ricerca di un posto caldo e di un arrivo definitivo, in tutto      questo c’è qualcosa che mi riguarda, che ci riguarda tutti e ci trascina a      forza al di fuori dei nostri singoli rassicuranti confini. E’ l’inevitabilità di un destino comune, nato      per evitare una volta per tutte gli orrori di una nuova guerra e cresciuto      grazie alla convinzione di chi ha creduto nel potere creativo della      collaborazione e della fiducia reciproca. La fluttuazione dei prezzi nei mercati francesi, i disastri naturali spagnoli o italiani, la politica      agricola tedesca, tutto ciò avrà delle ripercussioni in ogni singolo stato      membro, impossibile poter pensare ancora di vivere in territori a      compartimenti stagno.&lt;br /&gt;    Ma l’importanza di quest’appartenenza comune è visibile solo dal di fuori,      quanti in Italia percepiscono il loro essere europei, quanti ci credono,      quanti conoscono i loro diritti, i loro doveri, le loro possibilità al      di fuori e all’interno dell’Italia stessa? Le vicende politiche nazionali si fanno sempre      più sconcertanti, gli interessi dei singoli hanno la meglio sul benessere      della collettività, il sistema scolastico sta implodendo sotto i colpi di      una riforma caotica che insegue modelli esteri vincenti, i prezzi aumentano,      le contestazioni meschine tra partiti accrescono la sfiducia nel potere di      un voto e di un ideale. Questa è l’Italia vista dall’esterno, questa è l’Italia dipinta dai giornali stranieri,      derisa nelle conversazioni tra colleghi in un ufficio qualunque di Bruxelles, l’Italia che non riesco a      difendere, che non riesco a giustificare.&lt;br /&gt; Eppure non posso che credere che le cose cambieranno, devono cambiare, il cammino verso una identità europea non può che essere      inevitabile. Una identità che non si basi solo sui proventi economici di un      mercato comune, libero e senza barriere, né solo su strategie di difesa      militare contro una minaccia esterna da cui difendersi. La base di tutto va ricercata nell’apertura      mentale verso tutto ciò che è diverso da noi stessi, nella predisposizione      all’ascolto, nel contributo costante per rendere la nostra società un posto      migliore da abitare. E’ il principio democratico che si fa spazio tra le      pieghe dei particolarismi nazionali e degli interessi individuali e sul      quale bisogna partire per costruire il paese Europa. Democrazia che non è solo l’espressione di un diritto di voto ma anche il dovere di costruirsi      sempre un’opinione, invece di trincerarsi dietro un velo di cieca      indifferenza per ciò che ci accade intorno. Inutile lamentarsi che le cose      non funzionano se poi non si propone un’idea per cambiarle, un’alternativa      da cui ricominciare.&lt;br /&gt;    Siamo ancora in tempo per far si che la società in cui      ci ritroveremo a vivere tra due, cinque, dieci anni, sia il frutto di un      cammino liberamente scelto e intrapreso e non piuttosto il risultato casuale      della nostra inerzia intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Leti appunti - Bruxelles, luglio 2003&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7933414875102932687?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7933414875102932687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7933414875102932687&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7933414875102932687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7933414875102932687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/03/levoluzione-impercettibile-dei.html' title='L&apos;evoluzione impercettibile dei cambiamenti'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6889674472723981477</id><published>2009-02-08T22:03:00.006+01:00</published><updated>2009-02-08T23:31:03.766+01:00</updated><title type='text'>Sistema dis-incentivante</title><content type='html'>L'altro giorno ero a lezione. Una delle ultime, una delle tante. Stava quasi per riprendermi quella smania impotente di essere altrove, quando è successo un fatto che ha dato un senso all'intero pomeriggio di ascolto forzato. Quando un mio compagno seduto qualche sedia più in là, ha lasciato che una frase volutamente provocatoria restasse nell'aria un minuto di troppo, infiammando un'aula di colpo ingestibile per quel dirigente in pensione che era andato avanti a ripetere la sua lezionioncina da manuale con la diligenza di chi non si aspetta mai domande fuori dalle righe. Il tema: la gestione delle risorse umane; il passaggio critico: la bontà intrinseca dei sistemi incentivanti; la provocazione del collega: dobbiamo riconoscere che l'uomo è sempre e comunque mosso da motivazioni economiche, per cui l'esistenza di un sistema incentivante di natura monetaria è l'unico strumento per ottenere risultati aziendali soddisfacenti. In quel momento ci siamo tutti svegliati di colpo, diventando un turbinio ingestibile di pro e contro, il cui unico obiettivo era del resto liberarci della passività dell'ascolto. Un modo come un altro per dissentire. Possibile essere tacciati di beata ingenuità perchè si crede fermamente che quello che ci muove nella vita non è il mero istinto di gonfiare il portafoglio? In ogni caso, il pensiero pesante e contorto che mi sono portata a casa non è tanto il sospetto istintivo per i sistemi incentivanti di qualsisi natura - è come il discorso sul PIL: in un mondo finito, fino a quando la crescita potrà essere considerata un obiettivo irrinunciabile per misurare il nostro ben-essere futuro? - quanto il fatto che spesso, sopraffatti dalla stanchezza e da tante parole, mettiamo il cervello in stand by e diamo per scontato che chi siede al di là della cattedra debba essere per forza un oracolo di scienza infusa. Lo spirito critico non scatta o lo fa quando è ormai troppo tardi. La lezione si è già sedimentata, pesante e tronfia, è diventata "verità" perchè nessuno l'ha messa in discussione e noi abbiamo perso l'ennesima occasione di lottare per dar vita ad un'idea, per insignificante che fosse. Eppure tutto, ma proprio tutto, dipende dalla nostra visione del mondo, o meglio, dalla visione del mondo della corrente dominante. Tempo fa ho regalato ad un amico una stampa del &lt;a href="http://www.inrete.ch/cult/pittura/picasso/picasso04.htm"&gt;Don Quixote &lt;/a&gt;di Picasso. Molti l'hanno vista e hanno pensato: "per tutte le battaglie perse contro i mulini a vento!". Nella mia testa c'era invece Sancho Panza e l'incrollabile, inspiegabile, fedeltà, che solo la vera amicizia ti può regalare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6889674472723981477?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6889674472723981477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6889674472723981477&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6889674472723981477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6889674472723981477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/02/sistema-dis-incentivante.html' title='Sistema dis-incentivante'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8232542601606290657</id><published>2009-01-22T09:50:00.002+01:00</published><updated>2009-01-22T09:54:42.832+01:00</updated><title type='text'>Come Ulisse a Itaca, iniziò il 2009...</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Nella mia giovinezza ho navigato&lt;br /&gt;lungo le coste dalmate. Isolotti&lt;br /&gt;a fior d’onda emergevano, ove raro&lt;br /&gt;un uccello sostava intento a prede,&lt;br /&gt;coperti d’alghe, scivolosi, al sole&lt;br /&gt;belli come smeraldi. Quando l’alta&lt;br /&gt;marea e la notte li annullava, vele&lt;br /&gt;sottovento sbandavano più al largo,&lt;br /&gt;per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno&lt;br /&gt;è quella terra di nessuno. Il porto&lt;br /&gt;accende ad altri i suoi lumi; me al largo&lt;br /&gt;sospinge ancora il non domato spirito&lt;br /&gt;e della vita il doloroso amore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ulisse&lt;/em&gt;, Umberto Saba&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8232542601606290657?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8232542601606290657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8232542601606290657&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8232542601606290657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8232542601606290657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2009/01/come-ulisse-itaca-inizi-il-2009.html' title='Come Ulisse a Itaca, iniziò il 2009...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6314782664896436641</id><published>2008-12-18T08:50:00.003+01:00</published><updated>2008-12-18T08:56:32.325+01:00</updated><title type='text'>Anche bancariamente parlando</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SUoCDkynRiI/AAAAAAAAA30/0ljf7elC8S4/s1600-h/microcredito-thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281035773484156450" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 314px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SUoCDkynRiI/AAAAAAAAA30/0ljf7elC8S4/s320/microcredito-thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In Italia due milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà e quasi un milione è a rischio povertà. Ciò significa che qualsiasi evento imprevisto può influire negativamente sul precario benessere familiare, spesso in maniera irreversibile. A dirlo non è soltanto l’Istat, ma soprattutto le testimonianze raccolte dalla Caritas in molte città italiane. Storie che parlano di famiglie comuni che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e sono costrette a indebitarsi o a ricorrere ai centri assistenziali, nonostante abbiano un lavoro e un reddito. Per queste persone l’accesso a un credito agevolato può diventare determinante per superare il momento di crisi. Da questa consapevolezza la &lt;a href="http://www.brescia.caritas.it/" target="_blank"&gt;Caritas &lt;/a&gt;della diocesi di Brescia, in collaborazione con tre banche di credito cooperativo della provincia ha avviato un progetto Microcredito Sociale, per concedere prestiti di piccolo ammontare a condizioni favorevoli a persone in situazioni di particolare difficoltà. Come funziona? Il meccanismo è semplice: la Caritas ha predisposto un fondo di garanzia di 45.000€, le tre BCC lo hanno moltiplicato per quattro, stanziando risorse per 180.000€ e hanno messo a disposizione tre ex dipendenti in pensione che, con la loro esperienza possono aiutare a trovare le soluzioni più adatte ai bisogni incontrati. Per accedere al microcredito bisogna rivolgersi a un “garante morale” che verifichi i requisiti e introduca la persona al progetto. In questo modo si è dato vita a una rete di soggetti che accompagnano l’individuo per tutto il periodo di difficoltà, ben oltre l’aspetto finanziario.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Un’analisi dei primi mesi di progetto ha evidenziato che chi accede al microcredito ha bisogni che vanno dalle spese scolastiche dei figli al pagamento della cauzione dell’affitto, all’acquisto di un’auto per recarsi al lavoro, ma soprattutto per estinguere debiti pregressi, sintomo di una società che vede nel consumo un obiettivo irrinunciabile e sta perdendo il senso di un uso consapevole delle risorse a disposizione. Bisogna sottolineare che il microcredito non è un’attività di beneficienza. Ha in sé una dimensione economica importante, che punta a restituire dignità e autonomia alle persone. Dare soldi a fondo perduto sarebbe più facile, ma di certo non utile. Anche se concesso a condizioni particolari un prestito deve essere rimborsato, il debitore deve farsi carico degli impegni assunti. L’obiettivo del Microcredito Sociale è dunque più ambizioso del semplice prestare: punta ad accompagnare le persone verso una più consapevole gestione del denaro, responsabilizzarle sull’importanza del risparmio, inserirle in una rete che dia punti di riferimento e consigli. Per le tre BCC partecipare al progetto è stata una scelta naturale: le casse rurali in Italia sono nate per combattere l’usura e permettere l’accesso al credito alle categorie più deboli. Nei vecchi registri contabili delle casse rurali si scopre che i primi prestiti erano stati concessi per comprare sementi, aratri, una mucche. La vera scommessa, in quei casi, non era farsi restituire il prestito da gente umile, povera, ma il fatto di credere che da quell’aratro o da quelle sementi potesse scaturire il benessere futuro di quelle persone. Fare microcredito oggi vuol dire rinnovare quella fede, quella speranza di cento anni fa. Il progetto Microcredito Sociale può essere dunque riassunto in due elementi: una sfida e una speranza. La &lt;em&gt;sfida&lt;/em&gt; è dimostrare che anche la solidarietà, se lungimirante, può essere efficiente: il prestito se ben gestito, a differenza della beneficienza, autoalimenta i fondi a disposizione e permette di arrivare a più persone, durare nel tempo. La &lt;em&gt;speranza&lt;/em&gt; è che queste iniziative servano a ricondurre l’attenzione dai numeri all’uomo, con le sue debolezze, i suoi bisogni e i suoi progetti di futuro. Progetti che non sempre sono economicamente misurabili, ma che possono comunque essere degni di fiducia. Anche bancariamente parlando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://economiaefinanza.blogosfere.it/images/microcredito-thumb.jpg"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6314782664896436641?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6314782664896436641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6314782664896436641&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6314782664896436641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6314782664896436641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/12/anche-bancariamente-parlando.html' title='Anche bancariamente parlando'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SUoCDkynRiI/AAAAAAAAA30/0ljf7elC8S4/s72-c/microcredito-thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1181611491317154961</id><published>2008-12-05T04:08:00.003+01:00</published><updated>2008-12-05T04:18:01.133+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Je n'ai pas peur de la route&lt;br /&gt;Faudra voir, faut qu'on y goûte&lt;br /&gt;Des méandres au creux des reins&lt;br /&gt;Et tout ira bien (là)&lt;br /&gt;Le vent nous portera &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tout disparaîtra mais&lt;br /&gt;Le vent nous portera &lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1181611491317154961?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1181611491317154961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1181611491317154961&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1181611491317154961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1181611491317154961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/12/je-nai-pas-peur-de-la-route-faudra-voir.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-9163780936930328665</id><published>2008-12-02T13:26:00.009+01:00</published><updated>2008-12-10T08:50:09.651+01:00</updated><title type='text'>Controluci di Natale</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278063586070732530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/ST9y3f2rnvI/AAAAAAAAA3c/4lxIvv4O48k/s320/DSC_0019.JPG" border="0" /&gt;Nonostante i suoi 20 gradi al sole, anche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Durango&lt;/span&gt; si prepara al Natale. Se da noi vanno di moda le luminarie natalizie, che fanno cosi atmosfera se accompagnate da qualche fiocco di neve, qui l'illuminazione si moltiplica per quattro, non c'è albero, palo della luce, balcone dei palazzi o semaforo che la scampi dal rivestimento &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;navideno&lt;/span&gt;. Nella migliore tradizione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;latinoamericana&lt;/span&gt;, quello che conta è eccedere e a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Durango&lt;/span&gt;, altopiano temperato situato nel cuore della mezzaluna messicana, nessuno vuol essere da meno. Mi aggiro nel tripudio di luci e lucine, mentre la gente come onda di formiche invade la piazza principale di chiacchiere e risate e mi chiedo se per una volta il Messico sia rimasto indenne dalla crisi. I messicani ci tengono ad essere chiamati nordamericani, per non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;confornderli&lt;/span&gt; con i vicini del centro - decisamente più poveri - e con i cugini del sud - decisamente un emisfero a parte. Con l'America targata USA, invece, sono tante le cose in comune: le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;maquilladoras&lt;/span&gt;, il trattato di libero commercio, la repubblica presidenziale, l'idiosincrasia per lo spostarsi a piedi e il mangiare salutare, una delle frontiere più trafficate del mondo, l'hobby di passare i sabati pomeriggio a spasso per il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Mall&lt;/span&gt;, l'alto tasso di diabete e obesità, anche fra i più giovani. Eppure l'attuale crisi finanziaria non sembra aver scosso più di tanto Mexico City, nonostante il panorama bancario messicano sia popolato quasi esclusivamente da banche straniere. Un Natale tranquillo dunque, per gli Stati Uniti del Messico. Eppure....&lt;br /&gt;Eppure qualche cambiamento c'è stato. Le crisi finanziarie sono le più subdole, le uniche in grado di innescare in pochissimo tempo una diffusione sistemica di malanni e crepe. Per questo non c'è da stupirsi se il primo campanello di allarme per il Messico non sia da ricercare nei bilanci delle banche, ma nei dati demografici. Negli ultimi sei mesi i flussi migratori si sono invertiti. Nonostante le traversie affrontate per passare in terra statunitense, la gente - soprattutto quella in possesso di visto - ritorna a casa. E non certo per festeggiare il Natale. La crisi dell'economia reale americana ha aperto le porte allo spettro della disoccupazione anche e soprattutto per gli immigrati latini, che fino ad oggi con le loro rimesse hanno contribuito sostanzialmente alla crescita del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Pil&lt;/span&gt; dei rispettivi paesi di origine. L'impossibilità di mantenersi nella terra del fast food e generare al tempo stesso un reddito sufficiente per inviare risparmi a casa li ha convinti ad intraprendere la strada all'inverso. Un dato preoccupante per il Messico, per cui le rimesse negli ultimi anni hanno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;rappresentato&lt;/span&gt; la seconda entrata del paese, dopo il petrolio.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/ST9y_ggohII/AAAAAAAAA3k/Bu23kKRsycE/s1600-h/DSC_0020.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278063723685643394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/ST9y_ggohII/AAAAAAAAA3k/Bu23kKRsycE/s320/DSC_0020.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Durango&lt;/span&gt; è uno dei paesi della federazione con il più alto tasso di immigrazione: si stima che circa il 30% della popolazione economicamente attiva viva attualmente negli USA. Di solito il ritorno in patria coincide con il raggiungimento del benessere economico, in questo caso parliamo di una misura di emergenza: tra essere disoccupati a Chicago e essere disoccupati a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Durango&lt;/span&gt;, meglio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Durango&lt;/span&gt;. Dove la vita costa meno, la gente è sempre sorridente, non vieni trattato da cittadino di seconda mano e nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;informalità&lt;/span&gt; si trova sempre un modo per potersi arrangiare. Solo che nel tempo gli standard di vita mantenuti dalle rimesse calano, i posti di lavoro che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Città&lt;/span&gt; del Messico promette di creare attraverso le grandi opere pubbliche non sono comunque sufficienti per assorbire i nuovi flussi in entrata e cresce in modo preoccupante il tasso di criminalità dovuto, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;secondo&lt;/span&gt; studi dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Università&lt;/span&gt; locale, proprio alla mancanza di occupazione. Dati alla mano, forse le luci Natalizie di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Durango&lt;/span&gt; appaiono in un certo senso meno luminose, ma per i messicani le nuvole oscure che si ammassano all'orizzonte non sono mai un buon motivo per non festeggiare. Il presente è ciò che conta e nel presente, seppur incerto, !&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;que&lt;/span&gt; viva Mexico! Con un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;pò&lt;/span&gt; di pazienza la locomotiva americana si rimetterà in moto e comincerà ad emergere con ancora più chiarezza che i posti vacanti lasciati dagli emigrati tornati in patria sono un costo insostenibile per un paese che ha l'ambizione di continuare a crescere. Intanto i ladinos emigrati in Italia sembrano immuni all’austerità europea, obbedendo alla lettera all’incitamento del primo ministro dello stato che li ospita: consumano, riempiendo bagagli a mano straripanti e gonfi. Con buona pace di chi attende pazientemente in fila la possibilità di raggiungere il proprio posto, incastrato tra il cicaleccio di due simpatiche signore messicane e lo spazio ingombrato dai loro vistosissimi regali di Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto: Messico, novembre 2008 letiziajp ©&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-9163780936930328665?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/9163780936930328665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=9163780936930328665&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/9163780936930328665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/9163780936930328665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/12/controluci-di-natale.html' title='Controluci di Natale'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/ST9y3f2rnvI/AAAAAAAAA3c/4lxIvv4O48k/s72-c/DSC_0019.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7364218440974646682</id><published>2008-11-13T17:07:00.009+01:00</published><updated>2008-11-19T18:04:28.710+01:00</updated><title type='text'>L'epoca delle passioni tristi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SSREXNs1XbI/AAAAAAAAA20/HCZnw3PqDBs/s1600-h/epocatrisit.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270412629535710642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 317px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SSREXNs1XbI/AAAAAAAAA20/HCZnw3PqDBs/s320/epocatrisit.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La fiducia è una cosa importante. E fra tutte, la fiducia nel futuro è l'unico motore in grado di alimentare la vita, renderla diversa dal mero sopravvivere. C'è stata un'epoca in cui tutto era possibile, l'avvenire carico di promesse, la strada dell'umanità pavimentata col cemento solido di un progresso inevitabile. Gramsci diceva che bisogna essere pessimisti con la ragione e ottimisti con la volontà. Forse voleva dire che nella vita occorre pragmatismo e che a vedere il mondo solo rosa si cade nello stesso errore del bianco e nero, l'illusione che sia possibile definire la complessità con un solo colore.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Pensavamo che avremmo potuto risolvere qualsiasi cosa "non ancora conosciuta" soltato rendendola intelleggibile, trovando il teorema alla base del dubbio. Per questo il futuro era speranza, perchè in esso si celavano, ai nostri occhi, tutte le risposte ai problemi del presente. Ma quando ci siamo resi conto che la guerra è ancora un evento possibile, che la ricerca medica non ha trovato rimedi sicuri contro le piaghe del nostro secolo, che siamo ancora oggi in balia dell'ignoto, dell'imprevedibile, abbiamo perso quell'ingenuo equilibrio che ci tendeva proiettati verso un futuro sicuramente migliore. Da quell'altezza non potevamo che farci male. Oggi l'individuo è inserito in un contesto di costante precarietà, dove il modello pregnante &lt;em&gt;dell'homo oeconomicus&lt;/em&gt; lo spinge a misurare il proprio grado di successo solo in termini di forza, di capacità di emergere anche - e nonostante - a scapito degli altri. All'ottimismo verso il futuro si sostituisce uno stato di perenne emergenza . E' questo il fattore scatenante delle &lt;em&gt;passioni tristi&lt;/em&gt; che Miguel Benasayag e Gerard Schmit passano al lumicino, cercando di dimostrare in un libro fino e accessibile, che la ragione profonda di tanta tristezza non è il sintomo di una patologia diffusa, ma piuttosto la reazione inevitabile alle regole economicistiche su cui si basa la nostra società. La forza rappresenta una tale ossessione che libero diventa colui che &lt;em&gt;domina&lt;/em&gt;, il suo tempo, il suo ambiente, le sue relazioni, gli altri. Il mito della società dell'individuo, "ci fa credere che tutto quello che ci accade potrebbe essere diverso e ognuno di noi potrebbe essere un altro". Se questa è l'impostazione, è chiaro che qualsisi tentativo di staccarci da noi stessi per emulare un modello ci insinua dentro un senso di irrimediabile tristezza, "perchè negare ciò che siamo non ci rende altri, ci rende soltanto più impotenti". La ricetta per uscirne? Non necessariamente facendo dello psichiatra il nostro punto di riferimento, come accade oggi in paesi insospettabili come l'Argentina, che ha il maggior numero di psicologi per abitante - uno ogni 1000 - più piscologi che sportelli bancari insomma. Nell'immediato sarebbe sufficiente invertire la tendenza e coltivare passioni gioiose, efficaci per fagocitare quel sottofondo di perenne tristezza che ci fa vivere il mondo come un'ingestibile minaccia. Consapevoli di non essere soli. I legami con gli altri non sono un vincolo alla libertà, ma piuttosto la radice che ci tiene ancorati al mondo e nel farci parte di esso, dà un senso credibile alla nostra esistenza. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7364218440974646682?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7364218440974646682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7364218440974646682&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7364218440974646682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7364218440974646682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/11/lepoca-delle-passioni-tristi.html' title='L&apos;epoca delle passioni tristi'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SSREXNs1XbI/AAAAAAAAA20/HCZnw3PqDBs/s72-c/epocatrisit.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5878709718725671231</id><published>2008-11-11T14:07:00.004+01:00</published><updated>2008-11-11T14:12:33.390+01:00</updated><title type='text'>Cartoline per Natale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SRmEMiM2R9I/AAAAAAAAA2s/8reL_VcFa0o/s1600-h/35324.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267386590060496850" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SRmEMiM2R9I/AAAAAAAAA2s/8reL_VcFa0o/s400/35324.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nasce in Inghilterra &lt;em&gt;The &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.thebigpicture.coop/content/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Big Picture&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; – il grande disegno – cooperativa che commercializza le opere d’arte create dai bambini di strada di diverse parti del mondo. Secondo le &lt;a href="http://www.un.org/" target="_blank"&gt;Nazioni Unite&lt;/a&gt;, i bambini di strada nel mondo sono oggi 100 milioni e lo stato di abbandono in cui si trovano a vivere li rende più vulnerabili all’insorgere di problemi psicofisici, abusi sessuali, dipendenza da droghe e propensione a cadere nel vortice della criminalità. Da parte sua, la cooperativa rifornisce di materiali e finanziamenti le organizzazioni partner che lavorano con bambini di strada. I bambini usano il materiale per produrre lavori artistici che poi vengono venduti dalla Big Picture tramite il proprio web site. Dall’altro lato, le organizzazioni che collaborano al progetto ricevono dalla cooperativa anticipi mensili per realizzare i lavori e ulteriori fondi in base al fatturato. I disegni sono poi incorniciati da dei detenuti che lavorano nella cooperativa per cicli di quattro settimane, come parte del proprio programma di riabilitazione. Durante tutto il periodo i detenuti vengono totalmente integrati nella cooperativa e hanno voce in capitolo sulle scelte aziendali, ricevono formazione sulla storia, valori e principi del Movimento Cooperativo e hanno la possibilità di sperimentare una modalità di lavoro autenticamente democratico. La speranza della Big Picture è che una volta scontata la pena, i detenuti possano reinventarsi una vita all’interno del settore cooperativo.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Voglia di contribuire, senza rinunciare a un regalo originale? Il sito web della Big Picture è ricco di stampe e disegni che possono essere acquistati direttamente &lt;a href="http://thebigpicture.coop/shop/" target="_blank"&gt;on-line&lt;/a&gt; e usati come biglietti natalizi o come carte da visita per imprese che vogliono investire in attività di responsabilità sociale. Il ricavato dalla vendita delle opere dei bambini viene equamente suddiviso tra la cooperativa e i partner stranieri, per il momento organizzazioni che lavorano in Messico, Swaziland e India. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5878709718725671231?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5878709718725671231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5878709718725671231&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5878709718725671231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5878709718725671231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/11/cartoline-per-natale.html' title='Cartoline per Natale'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SRmEMiM2R9I/AAAAAAAAA2s/8reL_VcFa0o/s72-c/35324.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8370497569455823450</id><published>2008-11-01T10:40:00.009+01:00</published><updated>2008-11-01T11:11:15.138+01:00</updated><title type='text'>Relativamente, a volte</title><content type='html'>Ogni tanto viaggio e sto via a lungo. Non so mai quando sarà la prossima partenza, quanto durerà, le persone che incontrerò. E' come vivere sospesi, ma bene, con curiosità, con attesa. L'ultima volta, tra un giro e l'altro, è durata tre settimane. Su e giù per il Messico, dai saloni soffusi e ovattati del Congresso di un piccolo stato, su a nord, alle baracche umili ma fieramente dignitose di una comunità che ancora oggi lotta - rischiando, per inerzia, di dimenticare perchè - per mantenere la sua identità. Viaggio, insomma, con la passione del viaggiare. Poi torno e ogni volta ho la sensazione di essere stata sempre lì, ma con qualcosa dentro in più, a premere, a iniettarmi dentro quella droga del ripartire ancora. Anche l'Italia è cambiata in questi anni, i suoi colori, i suoi odori intendo. I miei vicini di casa sono indiani e ogni volta che salgo le scale, sul pianerottolo, mi assale il profumo dolce e pungente di piatti lontanissimi epenso che non ci vuole niente, a volte, a portarsi dietro la propria casa. L'altro giorno, appena rientrati dal Messico, la mamma indiana mi ferma per le scale esclamando: "Alisha (non ha mai imparao il mio nome, ho lasciato fare...), tantissimo che non vedo te, dove andata?". Sono stata via per lavoro - faccio io - in Messico. "Messico??" fa lei sgranando gli occhioni. Poi deve averci pensato su, credendo di aver capito e con tutto il trasporto che ti dà l'empatia aggiunge "perchè Messico, non esserci più lavoro in Italia per te?".&lt;br /&gt;Non esserci più lavoro in Italia per me...come glielo spiego che il mio lavoro in Italia prevede proprio che io me ne vada in giro per l'America Latina, che il mio viaggio non è imposto, come il suo, che in India ci ha lasciato genitori e un figlio e la prospettiva di rivederli è tra due anni perchè il volo da qui a là costa una fortuna? Ho pensato di spiegarglielo ma poi ci siamo guardate, lì sulle scale, con il passo di entrambe già per metà altrove. La libertà è un concetto relativo e io non ho trovato le parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8370497569455823450?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8370497569455823450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8370497569455823450&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8370497569455823450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8370497569455823450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/11/relativamente-volte.html' title='Relativamente, a volte'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6803308066064010261</id><published>2008-10-31T09:21:00.004+01:00</published><updated>2008-10-31T09:32:09.240+01:00</updated><title type='text'>Società Aperta</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SQrBdaLkyNI/AAAAAAAAA2c/ERDMjbWeWy4/s1600-h/Melting%20pot_1208688065.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263231825524082898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 258px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SQrBdaLkyNI/AAAAAAAAA2c/ERDMjbWeWy4/s320/Melting%2520pot_1208688065.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho sempre pensato che l’ingrediente fondamentale di un buon programma TV fosse prima di tutto un buon presentatore. Eppure, nonostante preferissi di gran lunga la pinguedine acuta di Giuliano Ferrara, &lt;a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&amp;amp;video=18529"&gt;&lt;em&gt;Otto e Mezzo&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;continua ad essere un bel programma di approfondimento, a prescindere dal restiling imposto dai primi piani civettuoli delle pose sbilenche della Gruber.&lt;br /&gt;L’altra sera il programma era incentrato sul rapporto tra Chiesa e Islam alla vigilia dell'apertura del Forum cattolico musulmano. Dopo un primo tumulto iniziale di &lt;em&gt;noi&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;voi&lt;/em&gt;, Samir Khalil Samir docente all'Università Saint Joseph, in collegamento da Beirut, ha preso timidamente la parola con un commento che non m’aspettavo. Non cito testualmente, ma suonava più o meno cosi: “voi italiani dovreste smetterla di discutere se togliere o meno il crocifisso, fare o meno il presepe, ammettere o meno il velo nelle scuole. Avete le vostre leggi, fate in modo che siano uguali per tutti e non smontabili caso per caso a seconda degli influssi esterni. Dovreste prima di tutto essere orgogliosi della vostra cultura e coerenti con essa. Le altre culture dovrebbero servire per arricchirvi non per creare confusione sociale”. Ovvero, non possiamo essere dei mediatori culturali, se non abbiamo chiaramente presente qual è la nostra identità, come possiamo dialogare con gli altri? Mi sento di condividere, al di là di qualsiasi convinzione velatamente buonista. Il punto è proprio qui, nel corpo molle dell’identità italiana.&lt;br /&gt;Mi viene in mente un libro di Sartori che ho letto tempo fa, intitolato &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.italialibri.net/opere/?Pluralismo,%20multiculturalismo%20e%20estranei&amp;amp;id=163"&gt;Pluralismo, Multiculturalismo ed estranei&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. Partiva dalla domanda “posto che una buona società non deve essere chiusa, quanto &lt;em&gt;aperta&lt;/em&gt; può essere una società aperta?”. Secondo Sartori la società aperta coincide con una società pluralistica – contrapposta a quella multiculturale perché fondata sulla tolleranza e non sulla differenziazione a tutti i costi - una comunità nella quale i diversi e le loro diversità si rispettano e si fanno concessioni reciproche. Rendere cittadino chi si prende i beni-diritti soggettivi, ma non si sente tenuto in cambio a contribuire alla loro produzione, è creare un cittadino “differenziato” che rischia di balcanizzare la città pluralistica. Il che equivale a dire che “il muticulturalismo crea identità rafforzate…configurando lo spezzettamento della comunità pluralistica in sottoinsiemi di comunità chiuse e disomogenee”. Il saggio di Sartori è complesso, ma il pensiero di fondo è che l’armonia di una società pluralistica sta nell’accettare la diversità che vive in essa, senza voler omogeneizzare in nome di un illuminato &lt;em&gt;melting pot&lt;/em&gt;. Perché se nell’accettazione di culture “altre” non c’è reciprocità - ma piuttosto rifiuto della nostra – il gioco non è a somma zero. Essere tolleranti non vuol dire negare se stessi, perché la &lt;em&gt;tolleranza non esalta l’altro e l’alterità: li accetta…Nell’essere tolleranti verso gli altri ci aspettiamo a nostra volta di essere tollerati.&lt;/em&gt; Purtroppo per la nostra società, che si vuole multiculturale, non sempre funziona cosi.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.thevillager.com/villager_150/thestillsimmeringmelting.html"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6803308066064010261?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6803308066064010261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6803308066064010261&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6803308066064010261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6803308066064010261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/10/societ-aperta.html' title='Società Aperta'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SQrBdaLkyNI/AAAAAAAAA2c/ERDMjbWeWy4/s72-c/Melting%2520pot_1208688065.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-731981862645497209</id><published>2008-10-29T22:29:00.009+01:00</published><updated>2008-10-29T22:48:17.541+01:00</updated><title type='text'>appunti calligrafici</title><content type='html'>Dove sto andando? – si domandò&lt;br /&gt;Il vento sfogliava le pagine spesse di un giornale locale, con colori lucidi tra le dita callose dell’uomo di fronte, sgualciti come parole sbavate. C’era calma, nonostante il rumore del traffico di sottofondo. Sbattere di posate appena lucidate, tintinnio di bicchieri, pochi avventori data l’ora e un silenzio ispessito da conversazioni sussurrate a metà. La semplicità di una farfalla che svolazzava tra i fiori di un cespuglio curato da poco, l’odore di erba giovane tosata, di escrementi di cani sciolti, di margherite gialle inclinate storte verso un sole finalmente primaverile. Si nasconde una qualche consapevolezza dietro l’accortezza di mani che avvicinano la tazza fumante al viso, sorseggiando piano un caffè da due lire? Vita semplice, in assenza di metafore, l’ombra di un moscerino che incide un solco breve sulla pagina che stava scrivendo, come il viaggio di un aeroplano, una traccia o un cammino. Notò che non aveva più nulla da dire. Forse le parole sarebbero uscite sotto altra forma, come la coscienza che argina il flusso per non lasciarsi sopraffare dal vuoto, per navigare nell’unico tratto di mare calmo, il silenzio. L’unica regola da seguire sarebbe comunque stata la rigorosità, l’accortezza nella descrizione dell’esistenza umana, che esclude la banalità da ogni riflessione. L’inutilità di alcune osservazioni ti lasciano inerte. Voleva in fondo quello che tutti vogliono, sentirsi conforme con le pieghe quotidiane dell’esistenza. Intanto i bambini di strada - figli delle strade di Baires dal 2002 - trascinavano la loro povertà tra i tavoli, mentre gli avventori di mezzogiorno continuavano le loro conversazioni indispensabili e urgenti, come se la vita non fosse di fatto solo un perpetuo altrove.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-731981862645497209?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/731981862645497209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=731981862645497209&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/731981862645497209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/731981862645497209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/10/quando-domandarsi-conviene.html' title='appunti calligrafici'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4789747294115316543</id><published>2008-10-27T12:57:00.009+01:00</published><updated>2008-10-28T08:22:11.146+01:00</updated><title type='text'>Terra, lavoro e capitale interest free</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SQXejsXT-PI/AAAAAAAAA2U/OqODL_XiOY8/s1600-h/moneycogs.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261856444438018290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 319px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SQXejsXT-PI/AAAAAAAAA2U/OqODL_XiOY8/s320/moneycogs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nella stessa giornata mi è capitato tra le mani più volte, un articolo di giornale, un amico che me ne parla, una rivista che lo mette in prima pagina. Non è ancora un fenomeno ma l'attualità a cui assistiamo inermi ne fa sicuramente una potenziale tendenza e allora ho deciso di rifletterci su. Si chiama &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Jak&lt;/span&gt; (terra, lavoro, capitale), è una banca cooperativa e nasce in Svezia, patria di molte altre trovate ecologiche e sostenibili. Questa volta la trovata è di natura finanziaria e non è una novità: la &lt;a href="http://www.jak.se/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Jak&lt;/span&gt; B&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;ank&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;opera &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;informalmente&lt;/span&gt; dal 1965, opera su tutto il territorio svedese e nel 1997 è stata riconosciuta come banca dall'autorità di vigilanza nazionale. Ad essere rivoluzionaria - rispetto al comune sentire - è piuttosto la filosofia che c'è &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;dietro&lt;/span&gt;: il credito non deve generare interesse. Concetto molto vicino a quello promosso dalla "finanza islamica", l'idea dei fondatori della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Jak&lt;/span&gt; è che qualsiasi tipo di speculazione non può essere sostenibile nel lungo periodo, a maggior ragione la speculazione sul denaro, monito amaro in un'epoca che sta assistendo all'implosione dei &lt;em&gt;credo&lt;/em&gt; universalmente accettati dell'alta finanza. Il sistema promosso dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Jak&lt;/span&gt; si fonda sull'assenza di interesse nei servizi di raccolta e d'impiego: i soci della banca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;possono&lt;/span&gt; accedere ai prestiti in proporzione al risparmio accumulato - punti di risparmio - su cui pagano una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;commissione&lt;/span&gt; complessiva che serve &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;esclusivamente&lt;/span&gt; a ripagare la banca dei costi sostenuti per il servizio (intorno al 2.5% fisso). Il sistema può presentare delle criticità nel momento in cui si passa da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;microprestiti&lt;/span&gt; a crediti di più alto ammontare, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;tenendo&lt;/span&gt; in considerazione che il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;risparmio&lt;/span&gt; obbligatorio è comunque non remunerato e se immobilizzato per lungo periodo, in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;condizioni&lt;/span&gt; di alta inflazione, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;può&lt;/span&gt; portare all'erosione del proprio capitale. Tuttavia, come tutti gli strumenti fuori dal comune, il sistema difeso da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Jak&lt;/span&gt; per tutti questi anni lancia dei segnali che oggi più che mai risultano appetibili - socialmente parlando....Nel maggio 2008, pochi mesi prima dello scoppio della crisi finanziaria, l'esperienza della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Jak&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Bank&lt;/span&gt; diventava protagonista su &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Rai&lt;/span&gt; 3 di una puntata di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Report&lt;/span&gt;. Da lì il tam tam è stato immediato, tanto che a settembre di quest'anno nasceva formalmente &lt;a href="http://www.jakbankitalia.it/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Jak&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;bank&lt;/span&gt; Italia&lt;/a&gt;, un'associazione culturale con sede a Firenze che si propone di lavorare sulle orme &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;della&lt;/span&gt; banca cooperativa svedese per arrivare presto a una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Jak&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;bank&lt;/span&gt; anche in Italia. Sarà - culturalmente - fattibile nel &lt;em&gt;belpaese&lt;/em&gt;? In Italia esistono 449 banche di &lt;a href="http://www.creditocooperativo.it/home/home.asp"&gt;credito cooperativo&lt;/a&gt;, una &lt;a href="http://www.bancaetica.com/Default.ep3"&gt;Banca Etica &lt;/a&gt;e una neonata &lt;a href="http://www.microfinanza-italia.org/ritmi.html"&gt;rete &lt;/a&gt;di istituzioni di microfinanza che a vario titolo si muovono nel microcosmo di famiglie italiane che pur in crescente difficoltà non hanno ancora raggiunto i livelli di indebitamento del resto d'Europa (fino a poco tempo fa venivamo considerati arretrati per questo, oggi sembra averci salvato - per il momento - dal tracollo finanziario) . Un microcosmo complesso, in bilico tra il bancario e il sociale, che pur ricercando una logica nella contraddizzione apparente tra beneficio sociale e profitto, non rinuncia alla ricerca di un utile annuale, elemento in molti casi essenziale per rendere l'istituzione forte e sostenibile. Il caso della Jak Bank può essere applicabile su larga scala, lo dimostrano i suoi 35.000 soci, alcuni anche fuori confine e può effettivamente contaminare positivamente la società: un effetto &lt;em&gt;trickle-down&lt;/em&gt; virtuoso dove il costo più basso dei prestiti ricevuti da un produttore si riversano sul consumatore sotto forma di prodotti meno costosi. Ma c'è qualcosa in questo meccanismo che continua a non convincermi...la sua replicabilità &lt;em&gt;in ogni caso&lt;/em&gt;, intendo. Per essere veramente efficace dovrebbe essere in grado di sostenere il tessuto produttivo senza vincolare le imprese - strutturalmente bisognose di circolante - al risparmio obbligatorio. Ma in tal caso chi è disposto a risparmiare al loro posto a costo zero? E se una o più imprese in un momento di crisi non sono più in grado di restituire, come si mantiene in piedi il sistema se non ha accumulato riserve sufficienti? Forse la risposta è culturale, figlia di una società nordeuropea culturalmente diversa dall'Italia latina in cui viviamo. Da noi esperienze simili si chiamano MAG (mutue auto gestione) o GAS (gruppi di acquisto solidale), sono dimensionalmente limitate e le condizioni proposte volontaristiche, difficilemente sostenibili come modello su larga scala. Però...esistono anche esperienze di nicchia, che fanno della banca uno "strumento al servizio", veicolando il rispamio di cittadini consapevoli ed informati verso attività imprenditoriali meritevoli, ma prive di accesso al credito. Ancora una volta sono idee di frontiera, goegraficamente parlando. Una di queste è &lt;a href="http://ethicalbanking.altervista.org/index.php?lang=it"&gt;Ethical Banking&lt;/a&gt;, il servizio di finanza reposabile della cassa rurale di Bolzano. Vale sempre la pena informarsi, equivale a regalarsi la possibilità di scegliere.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mercatoliberonews.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4789747294115316543?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4789747294115316543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4789747294115316543&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4789747294115316543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4789747294115316543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/10/terra-lavoro-e-capitale-interest-free.html' title='Terra, lavoro e capitale interest free'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SQXejsXT-PI/AAAAAAAAA2U/OqODL_XiOY8/s72-c/moneycogs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5957468709945442957</id><published>2008-10-23T09:28:00.002+02:00</published><updated>2008-10-23T09:57:23.606+02:00</updated><title type='text'>Una Rete per l'eccelenza nazionale</title><content type='html'>Esistono dei giovani in Italia che non hanno smesso di credere alla potenza delle idee che nascono tra una birra e l'altra degli anni dell'università. Me ne ricordo tanti di progetti così - bizzarri, sconclusionati ma cosi importanti per "fare atterrare" quelle formule astratte e fumose dei libri che tutti siamo stati costretti a digerire... - progetti forti, progetti spesso abortiti prima ancora di uscire dal locale. Tra tanti, ce n'è uno che invece  ha preso piede, poco a poco, grazie alla passione e alla dedizione di pochi giovani testardi, che non considerano poi cosi utopico poter cambiare l'Italia. E' cosi che è nata RENA - una rete per l'eccellenza nazionale - "spazio dove si incontrano, si conoscono, e sviluppano progetti comuni un giornalista del Financial Times, un neurologo, un imprenditore del settore delle telecomunicazioni, una sociologa dell’organizzazione, un architetto, un funzionario della Commissione europea, un pubblicitario, una ricercatrice sui temi dell’immigrazione, un assessore del Comune di Ancona, un tenente della Difesa, un progettista di impianti chimici, un docente di diritto urbanistico, e altre decine di italiani come loro".&lt;br /&gt;Molti di loro li ho conosciuti tra i banchi dell'università. Le idee non sono solo bolle di speculazione astratta. A volte scoppiano e la contaminazione che ne deriva è tanto impercettibile quanto potente. Visti gli obiettivi che si propone, il miglior augurio che si può fare alla RENA è di riuscire a contaminare, in maniera irreversibile, il nostro paese.&lt;br /&gt;Per saperne di più, visitate: &lt;a href="http://www.progetto-rena.it/dblog/default.asp"&gt;RENA&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5957468709945442957?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5957468709945442957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5957468709945442957&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5957468709945442957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5957468709945442957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/10/una-rete-per-leccelenza-nazionale.html' title='Una Rete per l&apos;eccelenza nazionale'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8264475530965502214</id><published>2008-10-14T15:37:00.017+02:00</published><updated>2008-12-10T08:51:36.160+01:00</updated><title type='text'>Le jour où le Mexique fut privé de tortillas...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWTEq1Ux5I/AAAAAAAAA2E/0T7oSsFJfZw/s1600-h/angolo.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257269848451630994" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWTEq1Ux5I/AAAAAAAAA2E/0T7oSsFJfZw/s320/angolo.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche tempo fa scriveva Anne Vigna, su &lt;a href="http://www.monde-diplomatique.fr/"&gt;&lt;em&gt;Le Monde Diplomatique&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;, che "entré en vigueur il y a quatorze ans, l'accord de libre-échange nord américain a eu des effets dévastateurs sur l'agriculture du Mexique. Les productions américaines (subventionnées) ont inondé ce pays et ruiné des millions de petits paysans". La prima volta che sono andata in Messico la stampa locale salutava con giubilo l'apertura totale del commercio con gli altri due giganti del NAFTA (USA e Canada) avvenuta nel gennaio del 2008, sostenendo che avrebbe permesso al Messico di aumentare ulteriormente la produzione di mais, grazie soprattutto alla domanda crescente per la produzione di etanolo. Cosi, mentre alla frontiera tra Messico e Stati Uniti si inaspriscono filo spinato e controlli, il commercio tra i due paesi non è mai stato così libero di circolare. O almeno sulla carta. Perchè gli steccati, anche quelli economici, sono duri a cadere del tutto, soprattutto quando c'è in gioco la difesa dell'interesse nazionale. Ed è così che la nazione che più di tutte ha incarnato l'ideale di libertà, si permette delle licenze proprio nei confronti dei propri produttori: nonostante il NAFTA, i sussidi al'agricoltura ammontano in Messico a 700 US$/produttore, ma negli Stati Uniti gli US$ sono 21.000. Cosi, mentre il potere giudiziario americano si prodigava per imporre una serie di embargo ai prodotti messicani in entrata, il Messico diventava dipendente dalla produzione di mais degli Stati &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWRnIppvyI/AAAAAAAAA1c/i76CEaAfAhc/s1600-h/anziani+in+riunione.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257268241548033826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWRnIppvyI/AAAAAAAAA1c/i76CEaAfAhc/s320/anziani+in+riunione.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Uniti , sovvenzionata e quindi paradossalmente meno costosa della produzione interna. Durante l'ultimo viaggio, solo pochi giorni fa, ho voluto quindi approfondire. Il mio unico interlocutore, per molti giorni, è stato un funzionario governativo, onesto ma per sua natura...diplomatico. Mi ha detto che si, potrebbe andare meglio, il &lt;em&gt;campo&lt;/em&gt; messicano sta soffrendo di una crisi seria, prima di tutto perchè l'apertura del commercio con i vicini più a nord non è stata a suo tempo accompagnata da seri investimenti in formazione, miglioramento della produzione e certificazioni di qualità. Inoltre l'abbandono quasi totale dei sussidi non è stato a sua volta compensato da un accesso al credito per il settore agricolo, che si è trovato quindi solo e inevitabilmente impreparato di fronte all'apertura delle frontiere doganali. Ultimamente il governo messicano - o meglio, a discrezione, i singoli stati che compongono la federazione - ha cercato di ovviare alle debolezze dei propri produttori, inventando programmi pubblici a finanziamento del settore. Risorse comunque limitate, di difficile accesso, che sostituiscono un'attenta politica di promozione dell'efficienza con una &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWRxYuPFHI/AAAAAAAAA1k/3pl03S1b6SA/s1600-h/banda.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257268417660916850" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWRxYuPFHI/AAAAAAAAA1k/3pl03S1b6SA/s320/banda.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;toppa pubblica di stampo velatamente paternalista. Alcuni stati, più lungimiranti, si stanno ingegnando nella ricerca di più illuminate alternative, vedendo nelle cooperative di credito un possibile strumento di sviluppo dal basso, più efficace perchè alternativo allo Stato, più efficiente perchè basato su una logica di imprenditoriale reciprocità.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Intanto rifletto sull'ironia di una situazione in cui un kilo di mais riesce a passare la frontiera &lt;em&gt;off limits&lt;/em&gt; di Sonora con molta più facilità - e comodità - di un qualsiasi cittadino messicano. Del resto, a cosa serve la liberalizzazione del commercio se poi non si traduce in un reale progresso di tutti gli Stati che vi partecipano? Per i motivi di cui sopra, e per alcuni altri, il NAFTA non si è tradotto per il Messico in uno strumento capace di creare posti di lavoro. Anzi, nel caso dell'agricoltura li ha addirittura distrutti e anche nel terziario, dopo l'entrata della Cina nel WTO, l'orizzonte non è roseo. Di cosa vivono dunque i Messicani? Paradossalmente, il bene d'esportazione più redditizio per il Messico è attualmente....l'uomo. Un terzo della popolazione messicana dipende &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWTjoG_bfI/AAAAAAAAA2M/9KfAuA7NsSE/s1600-h/prato.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257270380296367602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWTjoG_bfI/AAAAAAAAA2M/9KfAuA7NsSE/s320/prato.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;dal sostegno finanziario dei parenti emigrati negli Stati Uniti, flussi di rimesse che nel 2006 hanno raggiunto i 23 miliardi di dollari. E' banale, ma finchè non si creeranno alternative credibili e durature in loco, gli Stati Uniti non potranno pensare di arginare il flusso di immigrazione clandestina che giornalmente mette alla prova le sue frontiere, e il Messico non potrà investire le risorse generate dall'immigrazione e dal commercio in azioni di sviluppo per la propria popolazione...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli ultimi giorni li abbiamo passati in una comunità indigena Tepehuana dello Stato di Durango, una delle tante rappresentanti dell'incredibile varietà etnica di questo meraviglioso, contraddittorio, ricchissimo paese. Niente energia elettrica, niente telefono, niente Internet, niente strade asfaltate. Soltanto distese interminabili di fiori rosa punteggiate di bambini e baracche. Un paradiso fatto però di povertà. La gente senza tutti questi "beni materiali" vive più serena? No, è semplicemente più fatalista. L'alcolismo è un problema ancora forte in queste comunità, così come l'analfabetismo e, negli ultimi anni, l'obesità. Rigoberta Menchù, pacifista guatemalteca, nobel per &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWS1KJQp3I/AAAAAAAAA18/48DjfZrC4q8/s1600-h/recinti.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257269581978838898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWS1KJQp3I/AAAAAAAAA18/48DjfZrC4q8/s320/recinti.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;la pace, diceva: "c'è a chi tocca dare il proprio sangue e c'è a chi tocca dare le proprie forze; perciò, finchè possiamo, diamo forza". Il Messico è oggi considerata la 12° potenza economica al mondo, la 2° d'America Latina, uno dei maggiori produttori di petrolio, partner commerciale delle economie più avanzate. I suoi cittadini stanno già "dando forza", ma per almeno il 70% di loro sono briciole quelle che tornano indietro. Fino a quando immigrare sarà l'unica alternativa possibile, cosa può essergli chiesto di dare ancora?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto: Messico, ottobre 2008 letiziajp ©&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8264475530965502214?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8264475530965502214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8264475530965502214&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8264475530965502214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8264475530965502214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/10/le-jour-o-le-mexique-fut-priv-de.html' title='Le jour où le Mexique fut privé de tortillas...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SPWTEq1Ux5I/AAAAAAAAA2E/0T7oSsFJfZw/s72-c/angolo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-252771894104936222</id><published>2008-10-03T00:09:00.002+02:00</published><updated>2008-10-03T00:15:46.583+02:00</updated><title type='text'>Caminante no hay camino...</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Caminante, son tus huellas&lt;br /&gt;el camino y nada más;&lt;br /&gt;caminante, no hay camino,&lt;br /&gt;se hace camino al andar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al andar se hace camino&lt;br /&gt;y al volver la vista atrás&lt;br /&gt;se ve la senda que nunca&lt;br /&gt;se ha de volver a pisar.&lt;br /&gt;Caminante, no hay camino&lt;br /&gt;sino estelas en el mar…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Todo pasa y todo queda,&lt;br /&gt;pero lo nuestro es pasar,&lt;br /&gt;pasar haciendo caminos,&lt;br /&gt;caminos sobre el mar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Antonio Machado&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-252771894104936222?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/252771894104936222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=252771894104936222&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/252771894104936222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/252771894104936222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/10/caminante-no-hay-camino.html' title='Caminante no hay camino...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4432096112766508479</id><published>2008-09-08T16:50:00.013+02:00</published><updated>2008-09-09T08:03:43.282+02:00</updated><title type='text'>Il golfo dei poeti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVMUf5jOGI/AAAAAAAAApY/5Rwj67KFLh0/s1600-h/portovenere.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243681256186787938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVMUf5jOGI/AAAAAAAAApY/5Rwj67KFLh0/s320/portovenere.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"...veggo dall'alto fiammeggiar le stelle, cui di lontan fa specchio il mare...", cantava Leopardi perso nei versi della Ginestra. Parole dimenticate, che ho ritrovato incastonate in una lastra di marmo sulla parete di un sentiero a picco sul mare, a molti chilometri di distanza dalla terra natia del mio compaesano. Non ho ben capito cos'abbia a che vedere Leopardi con La Spezia, ma del resto, la location che ha voluto ricordare il poeta recanatese è più che azzeccata. Il Golfo dei Poeti, gomito di mare che si estende da Lerici a Portovenere - abbracciando tra due promontori spiagge, coste frastagliate, mare azzurro, antichi borghi e natura selvaggia - è stato amato e ricordato da poeti e scrittori come Shelley, Byron, Petrarca e Montale. E non faccio fatica a capire perchè. Quello di Portovenere è un mare che ispira, soprattutto se ci si arriva dall'alto, accompagnati da passi incerti, uliveti e natura aggrovigliata su 6 ore di sentiero a picco&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVKHrvR6PI/AAAAAAAAAog/nJmGRUJHTrM/s1600-h/vista+mare.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243678837003380978" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVKHrvR6PI/AAAAAAAAAog/nJmGRUJHTrM/s320/vista+mare.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; sul mare. La natura ha di stupefacente il fatto che ti permette di esserne parte e di osservare al tempo stesso, come dal di fuori, un &lt;em&gt;didentro &lt;/em&gt;fatto di viottoli di terra battuta, barchette colorate, persone lontanissime, piccole e lente, che si muovono nei mercati come api assonnate, gente &lt;em&gt;vip&lt;/em&gt; a bordo di barconi lussureggianti, che sfoggia un benessere sicuro ma mai sfacciato, protetto com'è dal contorno del mare. Portovenere è stato, da un certo punto di vista, un ritorno ad una realtà preconfezionata, dopo due giorni intensi passati a percorrere a piedi i cinque punti cardinali della bassa Liguria. Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, paesini con una manciata di case che abbracciano la parete di roccia a strapiombo sul mare, per gettarsi verso l'alto, sviluppando vicoli e vicoletti, insenature di pietra tra le case punteggiate di orti, ulivi, vigneti fitti e odore di pesce arrostito. Sarà stata la tranquillità del finire d'agosto, che ha rinfrescato le serate e riportato la gente del posto a riappropriarsi degli spazi invasi dai turisti d'alta stagione. Sarà stata la suggestione dei tramonti, dove dalla terrazza del nostro B&amp;amp;B guardavo ogni sera lo &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVKR3zozTI/AAAAAAAAAoo/KBSKv5CEFWQ/s1600-h/tramonto.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243679012041575730" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVKR3zozTI/AAAAAAAAAoo/KBSKv5CEFWQ/s320/tramonto.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stupore di un sole sciogliersi nel mare, lasciando il posto a un &lt;em&gt;fiammeggiar di stelle&lt;/em&gt; mai disturbato dall'inquinamento luminoso dei miei giorni cittadini. Sarà stato tutto quel cicaleccio d'anziani, che ogni sera trovava posto sulle panchine di pietra davanti al mare, discutendo animatamente in un dialetto incomprensibile e salutando con un gesto lento della mano ad ogni mio passaggio. Insomma, porto a casa la sensazione di un'Italia di cui andare orgogliosi. A metà strada tra il chianti e il sud della Francia, le cinque terre non sono il posto più economico dove &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVKch09g0I/AAAAAAAAAow/IX-sbqEz46c/s1600-h/libri.JPG"&gt;&lt;/a&gt;passare le vacanze, ma sicuramente un rifugio ben protetto dove scappare in un week end fuori stagione, per riconciliarsi con il nostro paese. Cosi meschino a volte, cosi poco incline ad &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVMCr9h2TI/AAAAAAAAApQ/BwrePStxBuc/s1600-h/cactus.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243680950187055410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVMCr9h2TI/AAAAAAAAApQ/BwrePStxBuc/s320/cactus.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;essere lodato dalla stampa internazionale, ma nonostante tutto ricco di tante piccole pietre preziose, che sta solo al nostro buon senso non vendere per pochi denari, ma salvaguardare. Per noi, per non perdere quegli angoli dove andare per riconciliarsi col mondo. Altrimenti il futuro è incerto, rischiamo di perdere delle radici che ci appartengono, per andare alla ricerca di un turismo preconfezionato. Di quelle partenze comode dove giri il mondo senza sapere dove sei stato, chiuso nel perimentro sicuro e circoscritto di un villaggio-vancaze. Il B&amp;amp;B che mi ha ospitato bisogna avere la pazienza di cercarselo su Internet e arrivarci a piedi da Manarola attraverso un sentiero di gradini che sale per circa mezz'ora negli uliveti. E' una faticaccia che si può evitare, il Comune ha messo a dispozione navette a basso impatto ambientale. Ma vi assicuro che la scarpinata vale la gentilezza della gente del posto, la terrazza luminosa a picco sul mare e una delle colazioni più dolci e più lente che riusciate ad immaginare. Eppure..chissà cos'ebbe il privilegio di vedere a Portovenere Lord Byron solo duecento anni fa..&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto: Cinque Terre, agosto 2008 letiziajp ©&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4432096112766508479?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4432096112766508479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4432096112766508479&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4432096112766508479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4432096112766508479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/09/il-golfo-dei-poeti.html' title='Il golfo dei poeti'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SMVMUf5jOGI/AAAAAAAAApY/5Rwj67KFLh0/s72-c/portovenere.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6272745260233710674</id><published>2008-08-20T14:24:00.005+02:00</published><updated>2008-08-20T14:32:16.812+02:00</updated><title type='text'>La Montagna Sacra</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SKwOfCWyItI/AAAAAAAAAoA/3tcWuyKRLQw/s1600-h/kailash-sunrise.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236576393096209106" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SKwOfCWyItI/AAAAAAAAAoA/3tcWuyKRLQw/s400/kailash-sunrise.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Se non sai renderti conto che dentro l'uomo c'è qualcosa che vuole accettare la sfida di questa montagna e che lo spinge ad affrontarla; che la lotta è la lotta stessa della vita per salire in alto, sempre più in alto, allora non sei in grado di comprendere perché noi andiamo a scalare. Ciò che riceviamo da questa avventura è gioia allo stato puro. E se tu poni la domanda, vuol dire che non puoi capire la risposta."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' nato &lt;em&gt;&lt;a href="http://fratelli-rava.blogspot.com/"&gt;Kailash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, un blog a me molto caro, che ha l'ambizione di ripercorrere con immagini e scrittura viaggi ai confini del mondo conosciuto, per permettere finalmente anche a chi è rimasto a casa, l'impagabile privilegio di assistere all'ascesa. Buon viaggio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.project-himalaya.com"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fonte foto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6272745260233710674?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6272745260233710674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6272745260233710674&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6272745260233710674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6272745260233710674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/08/la-montagna-sacra.html' title='La Montagna Sacra'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SKwOfCWyItI/AAAAAAAAAoA/3tcWuyKRLQw/s72-c/kailash-sunrise.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7795373223849124026</id><published>2008-08-07T08:57:00.006+02:00</published><updated>2008-08-07T16:24:39.835+02:00</updated><title type='text'>Posta celere</title><content type='html'>Tempo fa aspettavo un pacco. Mi avevano detto che me lo avrebbero mandato, un regalo, un paio di libri. Ma la certezza del suo arrivo non era tanto questa - poteva essere uno scherzo, una di quelle cose che si dicono tanto per dire..- quanto la telefonata di un corriere, che in un italiano strascicato aveva ripetuto più volte &lt;em&gt;"come faccio ad arrivare a casa tua che nella carta non esiste?"&lt;/em&gt;. Casa mia non esiste...me lo sono sentito ripetere più volte da altri postini come lui, troppo forestieri o forse solo troppo pigri per prendersi la briga di chiedere in giro. Come se per il solo fatto di abitare in piena campagna, in una stradina sterrata senza semafori e linee di demarcazione, sia una scusa sufficiente per spazzarmi via dall'elenco telefonico. Mi prese un'impazienza improvvisa quel giorno, un bisogno urgente di ricevere quel pacco che all'improvviso si materializzava nel mio immaginario come qualcosa di vivo e reale, in attesa di giungere finalmente a casa. Fu solo quando attaccai di malomodo la cornetta del telefono che mi resi conto di non aver dato al corriere nessuna indicazione, niente di niente, neanche il tempo di chiedergli dove recuperare il mio pacco se alla fine si fosse arreso di cercare in aperta campagna una casa senza campanello e senza nome. Panico. So di avere un dono in viaggio per me, dal contenuto imprecisato - libri? lettere? - e lo vedo allontanarsi poco a poco nella nebbia fitta delle missive perdute. Cosa succede quando un pacco non trova il suo destinatario? Torna indientro al mittente, continua a vagare per l'Italia, sballonzolato tra treni troppo lenti e mani appiccicose, finchè qualcuno non si stanca di timbrare e bollare e lui diventa improvvisamente.....orfano? Sono passati tre giorni da quella telefonata, tre interminabili giorni di trepida attesa, di sbirciate al portone, di orecchie tese, finchè non è arrivato stropicciato e lucido, oscillando come una foglia tra le mani scure di mio padre.E' stato proprio in quel momento, quando di colpo mi si è materializzato davanti, piccolo e malconcio, che mi sono resa conto che non era lui che aspettavo e forse neanche il suo contenuto. Quel pacco portava con sè l'aspettativa di un impercettibile cambiamento nello scorrere lento e regolare delle mie giornate. Alla fine non importava cosa avrei trovato dentro, passiamo la vita ad ordinare certezze come fili di panni, come filari di pini, perchè il solo fatto di tendere quei fili ci rende più sopportabile l'incertezza dell'orizzonte. E non ci rendiamo conto che l'unica cosa che ci mantiene vivi, giovani, forti, sono i piccoli eventi quotidiani che ci fanno deragliare dal binario preciso in cui abbiamo incamminato la nostra esistenza. Ecco perchè mi piaceva cosi tanto ricevere lettere. Trovarle infilate nella buca mi dava l'impressione che non tutto dipendeva da me, che non tutto era già scritto e deciso. Questo mi ha fatto venire in mente quel piccolo pacco ocra che ora ho davanti agli occhi, senza nessuna fretta di aprire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7795373223849124026?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7795373223849124026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7795373223849124026&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7795373223849124026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7795373223849124026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/08/posta-celere.html' title='Posta celere'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3681317058356530020</id><published>2008-07-25T16:54:00.004+02:00</published><updated>2008-07-25T17:28:33.135+02:00</updated><title type='text'>Gastroturbamenti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SInw48X1ioI/AAAAAAAAAnw/OYN6d2eDUb0/s1600-h/maldipancia_N.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226973703609617026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SInw48X1ioI/AAAAAAAAAnw/OYN6d2eDUb0/s400/maldipancia_N.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Secondo le ultime statistiche sono dodici milioni gli italiani affetti da gastrite. Quali sono le cause? Se si esclude la recentissima scoperta del minuscolo e insidiosissimo batterio dell' &lt;a href="http://www.gastronet.it/divulgativo/faq/hp.html"&gt;&lt;em&gt;Helicobacter pyilori&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;(ormai presente nella maggior parte dei casi), il resto dei motivi possono essere in larga parte ricondotti allo.....stress. Leggo: "Lo stress può provocare un’eccessiva secrezione di acidi da parte dello stomaco, e quindi anch'esso rientra tra le cause che provocano la gastrite". Mi ci vedo, proprio qui, ai confini di una eccessiva secrezione di acidi, colpevole di una settimana piegata in due a guardare il mondo da sotto in su. Mai succeso prima, forse non è neanche un caso che la botta sia arrivata allo scadere dei fatidici trenta, gli anni, si sa, chiedono sempre il conto per poter passare...Ho avuto tempo per riflettere in quella infernale settimana, mentre la mente vagava alla disperata ricerca di quel punto esatto un pò più in su dell'ombelico, alla ricerca dell'origine del dolore. Dicono che utilizziamo soltanto una piccola percentuale del nostro cervello, io ho provato - senza successo - di svegliare il restante 90% nella speranza che ricordasse come si fa ad annullare il dolore, semplicemente annullando il pensiero del dolore. In fondo è ironico, siamo esseri &lt;em&gt;intelligenti &lt;/em&gt;ma di fronte a condizioni di eccessivo stress è sempre il nostro corpo, quasi mai la mente, a imporre un cambio di marcia. O di direzione.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Viviamo circondati di sostanze immateriali che ci sembrano fondamentali - questioni di lavoro, rapporti tra persone, legami di dipendenza - e non siamo capaci di un atto tanto banale come controllare il nostro dolore. Che esseri &lt;em&gt;stupidi&lt;/em&gt; che siamo in fondo, nel senso etimologico del termine ereditato dal latino: &lt;em&gt;stupidus&lt;/em&gt;, derivazione di &lt;em&gt;stupere&lt;/em&gt; (stupire). Presi dunque dallo stupore, attoniti, sbalorditi da questo nostro motore interiore che ci fa affliggere per le cose più banali del mondo: il lavoro, la famiglia, le preoccupazioni quotidiane. Cose fondamentali per il nostro benessere e che per questo dovremmo prendere più alla leggera. Per viverle bene, fino in fondo, sapendo ridere di noi stessi per la natura stessa della nostra caducità. Non possiamo controllare il nostro corpo, come possiamo pensare di influire anche solo minimamente sul corso dell'esistenza (soprattutto quando include l'esistenza degli altri)? Un lungo respiro, due pasticche chimicissime e la gastrite è scomparsa, sono di nuovo in forma. Di lei è rimasta però l'ombra che lasciano le cose incompiute: la mia purificazione interiore inizia proprio là dove l'avevo lasciata. Da domani sono in ferie e mi aspetta un lungo, solitario, viaggio in treno. Con &lt;a href="http://www.benharper.net/"&gt;Ben Harper &lt;/a&gt;nelle orecchie, che ieri sera all'arena di Villafranca di Verona mi ha di nuovo regalato il momento magico vissuto due anni fa - non sospetta neanche, lui, quanto sia stato importate. Non si possono vivere gli stessi istanti due volte, ma le suggestioni che lasciano sono come scie di ricordi perduti. Quando li ritrovi è come ritrovare una parte di te che pensavi ormai estinta. Invece non si perde mai niente, è sempre tutto lì, dentro di noi. Se non ci facciamo inquinare dall'eccesso di succhi gastrici prodotti dal nostro cervello, ci ricorderemo che in fondo possiamo &lt;em&gt;cambiare il mondo, soltanto con l'aiuto delle nostre due mani&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.guidasicilia.it/index.jsp"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;origine foto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3681317058356530020?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3681317058356530020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3681317058356530020&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3681317058356530020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3681317058356530020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/07/gastroturbamenti.html' title='Gastroturbamenti'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SInw48X1ioI/AAAAAAAAAnw/OYN6d2eDUb0/s72-c/maldipancia_N.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8210814205608997169</id><published>2008-07-21T10:44:00.002+02:00</published><updated>2008-07-21T10:47:17.551+02:00</updated><title type='text'>Dice il mio oroscopo....</title><content type='html'>&lt;em&gt;"la fantasia, che vi porta lontano da voi, quasi fuori dal corpo, non è fuga malinconica dal mondo, ma stile personalissimo di attraversarlo."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Posso tranquillizzarmi, almeno per il mese di agosto.,..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8210814205608997169?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8210814205608997169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8210814205608997169&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8210814205608997169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8210814205608997169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/07/dice-il-mio-oroscopo.html' title='Dice il mio oroscopo....'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6126933871184835407</id><published>2008-07-17T17:17:00.008+02:00</published><updated>2008-07-18T08:23:52.144+02:00</updated><title type='text'>Pasta, pizza e...?</title><content type='html'>&lt;em&gt;"Capitale sociale, ambiente, qualità della vita, senso della bellezza, storia. Tutto questo compone una miscela di fattori materiali e immateriali in grado di creare un modello di sviluppo specifico, con una dimensione di ricchezza che non si limita alle cifre puramente economiche"&lt;/em&gt; (Paolo Bricco, Più qualità nella crescita", Sole24Ore 17/06/2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per &lt;a href="http://www.symbola.net/din/agenda.php?year=2005"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Emerte&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Realacci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, recensito da Paolo Bricco, la qualità è un valore che le statistiche internazionali sottovalutano e che invece costituirebbe quel &lt;em&gt;plus&lt;/em&gt; che ci permetterebbe di conquistare nuove fette di mercato, a discapito delle più pessimistiche previsioni di una crescita allo 0,4% e statistiche mondiali che ci vogliono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;impietosamente&lt;/span&gt; sempre tra gli ultimi della classe. Ma in fondo, basterà mettere un marchio &lt;em&gt;Made In &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Italy&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; - nuovo di zecca, luccicante e innovativo - appiccicato sopra la solita "pasta piazza e mandolino", per vederci di colpo schizzare in alto nelle classifiche che tengono conto della qualità? Ho come l'impressione che del marchio abbiamo già abusato, forse ci vuole una cultura diversa anche nel saper fare... e che questo non possa prescindere dall'innovazione, prima di tutto innovando nel modo in cui ci vedono gli altri, fuori da questo caro, vecchio, sclerotico stivale. Del resto conta molto "come ci vedono gli altri", molto di più di come siamo realmente. In fondo è proprio questo che voleva dire &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Realacci&lt;/span&gt; ma, volendo banalizzare, le conclusioni a cui arriva sono per certi versi &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;italianissime&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;: certo abbiamo i nostri limiti (il Sud?) ma per la maggior parte delle cose sono loro ad aver sbagliato indicatori, per questo dalle statistiche risultiamo appiattiti...manca la dimensione qualitative della nostra bravura! Invece io credo che al di là del contenuto &lt;em&gt;(...senso della bellezza, storia...)&lt;/em&gt; è la forma in cui &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;viene&lt;/span&gt; presentato a fare la differenza, almeno in un mondo che vive di "breve periodo". E &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;em&gt;ainoi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;, nonostante il nostro didentro amalgami egregiamente le vicissitudini più o meno gloriose di grandi uomini, riusciamo sempre a presentarci all'esterno con un certo fragoroso baccano. Forse è quel nostro assiduo gesticolare che alla lunga ci frega, gli altri restano a guardarci a bocca aperta, ma non sai mai fino in fondo quanto riescano a capire....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6126933871184835407?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6126933871184835407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6126933871184835407&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6126933871184835407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6126933871184835407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/07/pasta-pizza-e.html' title='Pasta, pizza e...?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6248449080642216845</id><published>2008-07-16T15:53:00.002+02:00</published><updated>2008-07-16T15:56:54.655+02:00</updated><title type='text'>Piccoli campioni d'Europa</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SH3-D5rI1AI/AAAAAAAAAno/EVRJiMcCCgQ/s1600-h/elefanten_18906.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223610485794460674" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SH3-D5rI1AI/AAAAAAAAAno/EVRJiMcCCgQ/s320/elefanten_18906.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da Bruxelles arriva un importante riconoscimento del ruolo attivo delle banche di credito cooperativo nel favorire l'inclusione finanziaria in Europa, grazie alla solida relazione con i loro soci, clienti e comunità locali. Questa certezza è uno dei segnali più significativi emersi dal rapporto finale della &lt;a href="http://ec.europa.eu/index_it.htm" target="_blank"&gt;Commissione Europea&lt;/a&gt; sulla “fornitura di servizi finanziari e prevenzione dell’esclusione finanziaria” presentato a maggio a Bruxelles. Nel rapporto le banche di credito cooperativo sono definite “organizzazioni commerciali con orientamento sociale”. In effetti, la struttura societaria delle banche di credito cooperativo definisce una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;mission&lt;/span&gt; orientata alla massimizzazione del valore per i propri soci, con numerosi esempi di iniziative attivate per contrastare l’&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;esclusione&lt;/span&gt; sociale: dallo sviluppo di nuovi prodotti e servizi alla creazione di partnership per diffondere l’educazione finanziaria tra i soci. Inoltre, grazie all’appartenenza alla solida struttura a network decentralizzata, le banche di credito cooperativo riescono ad offrire servizi anche nelle aree più remote, permettendo una copertura bancaria estesa a tutti, anche al di fuori delle zone urbane. A livello Europeo le banche di credito cooperativo sono rappresentante dall’&lt;a href="http://www.eurocoopbanks.coop/" target="_blank"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;EACB&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;European&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Association&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;of&lt;/span&gt; Co-operative &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;banks&lt;/span&gt;). Fondata nel 1970, l’organizzazione promuove la cooperazione tra i soci e rappresenta il settore sia di fronte alle Istituzioni Comunitarie che presso la &lt;a href="http://www.ecb.int/ecb/html/index.it.html" target="_blank"&gt;Banca Centrale Europea&lt;/a&gt;. Le banche di credito cooperativo a livello europeo rappresentano 47 milioni di soci, danno lavoro a 730.000 persone e hanno in media una quota di mercato del 20%.&lt;br /&gt;La presa di coscienza della Commissione Europea è tanto più significativa se si considera che il modello della cooperazione di credito è stato a lungo assente dalla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;letteratura&lt;/span&gt; scientifica in materia: soltanto l'1% della ricerca economica in Europa è dedicata alle banche cooperative, nonostante rivestano un ruolo chiave nei sistemi bancari e finanziari europei.&lt;br /&gt;Al proposito, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;EACB&lt;/span&gt; ha recentemente creato un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;think&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;thank&lt;/span&gt; europeo sul credito cooperativo, con sede a Bruxelles, che avrà lo scopo di raccogliere il materiale esistente sul tema e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;distribuirlo&lt;/span&gt; al più vasto pubblico. Nel medio &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;periodo&lt;/span&gt;, l'obiettivo sarà anche quello di produrre nuove ricerche che vadano a colmare le lacune oggi esistenti e forniscano degli input rigorosi alle Istituzioni Europee e alle &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Organizzazioni&lt;/span&gt; Internazionali in sede di produzione normativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6248449080642216845?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6248449080642216845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6248449080642216845&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6248449080642216845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6248449080642216845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/07/piccoli-campioni-deuropa.html' title='Piccoli campioni d&apos;Europa'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SH3-D5rI1AI/AAAAAAAAAno/EVRJiMcCCgQ/s72-c/elefanten_18906.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3925705529148409462</id><published>2008-07-14T17:10:00.006+02:00</published><updated>2008-07-15T08:15:50.530+02:00</updated><title type='text'>Violazione dell'integrità, l'amore</title><content type='html'>Ho cercato a lungo una definizione consona, tra le pieghe dei pensieri altrui, le parole di qualche canzone illuminata, la penna audace di un temerario scrittore. E poi, rileggendo un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;po'&lt;/span&gt; stranita un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;po'&lt;/span&gt; nauseata le frasi sottolineate a matita nei libri della mia adolescenza, mi sono arresa all'idea che una definizione non esista se non nel momento storico in cui la vivi, una storia d'amore.&lt;br /&gt;Poi l'altro giorno, nei miei ormai &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;routinari&lt;/span&gt; passaggi Brescia-Milano e viceversa, mi sono imbattuta in una copia di un giornale già letto, abbandonata tra i sedili di un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;vuotissimo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Eurostar&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;L'ho&lt;/span&gt; sfogliata &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;lentamente&lt;/span&gt;, più per noia che per reale vivacità letteraria e mi sono imbattuta in qualcosa di illuminante, una di quelle cose che prima di averle incontrate non c'erano in te e quindi, in fondo, porti a casa qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;Era Umberto Galimberti, che rispondeva al solito lettore avanguardista, che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;disilluso&lt;/span&gt; e civilizzato diceva di non credere più alla sostanza spirituale di "innamoramento, amore, matrimonio e le varie forme di consolidamento dei rapporti di coppia". E Galimberti, con poche righe audaci, sentite cosa gli risponde: " Una sorta di rottura da sé &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;perché&lt;/span&gt; l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;altro lo&lt;/span&gt; attraversi. Questo è l'amore. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Non&lt;/span&gt; una ricerca di sé ma dell'altro, che sia in grado, naturalmente a nostro rischio, di spezzare la nostra autonomia, di alterare la nostra identità, squilibrandola nelle sue difese. L'altro infatti, se non passa vicino a me come noi passiamo vicino ai muri,mi altera. e senza questa alterazione che mi spezza, mi incrina, mi espone, come posso essere attraversato dall'altro, che è poi il solo che possa consentirmi di essere, oltre a me stesso, altro da me? L'amore non è la &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;ricerca&lt;/span&gt; della propria segreta soggettività, che non si riesce a reperire nel vivere sociale. Amore è piuttosto l'espropriazione della soggettività...per questo amore non è una cosa tranquilla, non è delicatezza, confidenza, conforto. Amore non è &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;comprensione&lt;/span&gt;, condivisione, gentilezza, rispetto, passione che tocca l'anima o che contamina i corpi. Amore non è silenzio, domanda, risposta, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;suggello&lt;/span&gt; di fede eterna, lacerazione di intenzioni un tempo congiunte, tradimento di promesse mancate, naufragio di sogni svelati. Amore è violazione dell'integrità degli individui. La sola cosa capace di aprirci all'altro."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3925705529148409462?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3925705529148409462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3925705529148409462&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3925705529148409462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3925705529148409462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/07/violazione-dellintegrit-lamore.html' title='Violazione dell&apos;integrità, l&apos;amore'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6098881002728536837</id><published>2008-06-23T18:14:00.017+02:00</published><updated>2008-06-24T16:39:28.082+02:00</updated><title type='text'>Un racconto detto da un idiota, la vita...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SGCuxmHlioI/AAAAAAAAAng/wIuxvPKyH8U/s1600-h/9788806179557g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215360535564225154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SGCuxmHlioI/AAAAAAAAAng/wIuxvPKyH8U/s320/9788806179557g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All'inizio sembra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Dilsey&lt;/span&gt; - la governante nera dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Compson&lt;/span&gt;, sudisti, in un'America dove ha ancora senso la distinzione tra nord e sud - sembra lei il punto di riferimento di questa famiglia perduta, il filo spesso che tesse tutte le loro storie (dei figli, dei padri) cercando di tenerle unite. Sembra lei, la roccia che non crolla. L'unica che salvando se stessa salva la speranza che nella vita esista ancora un senso. Ma proprio alla fine &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Dilsey&lt;/span&gt; dimentica, sceglie di dimenticare, negando di riconoscere tra le pieghe di una fotografia sgualcita, lo sguardo bellissimo e dannato della sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Caddy&lt;/span&gt;. Solo in quel momento l'ultima trama che teneva unita la famiglia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Compson&lt;/span&gt; si spezza, solo allora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Caddy&lt;/span&gt; è perduta per sempre.&lt;br /&gt;Mi sono chiesta, allora non c'è salvezza? Anche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Faulkner&lt;/span&gt; - come il dannato Macbeth shakespeariano citato nel titolo - crede davvero che la vita sia un racconto di un idiota "pieno di urlo e furore, che non significa nulla"? E invece no, esiste un punto di equilibrio, il meno evidente, il meno salvifico: è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Benji&lt;/span&gt;, l'idiota, il figlio sordomuto, vergogna e pentimento della madre ipocondriaca dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Compson&lt;/span&gt;. E' lui l'acqua che redime, lui con il suo ossessivo mugolio, lui che non ha coscienza di esistere eppure trova la felicità in piccolissime certezze: la fiamma del fuoco, lo stelo di un fiore, il campo venduto per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Harvard&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Quentin&lt;/span&gt;, tutto ciò che è rotondo, la ciabatta consunta che odora di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Caddy&lt;/span&gt;. Lui che non vive eppure è il più vivo di tutti, l'unico in grado di sopravvivere alla perdizione &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;perché&lt;/span&gt; non sa di &lt;em&gt;essere&lt;/em&gt;, in quel suo tempo che è solo lunghissimo presente. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Benji&lt;/span&gt; racchiude il dramma di una famiglia americana di inizio '900, che come tutte le famiglie ai margini di quel terribile 1929, perse molto più che benessere economico: la fine del sogno americano del "tutto possibile", l'incredulo stupore di un impensabile fallimento.&lt;br /&gt;Quindi l'Uomo, in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Faulkner&lt;/span&gt;, si salva o si perde? In fondo l'autore stesso uscirà dalla vita distrutto dall'alcool, in cura da uno psichiatra, in preda ad attacchi di amnesia. Il messaggio è ambiguo ma forse....&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788806179557/faulkner-william/urlo-furore.html"&gt;L'Urlo e il Furore &lt;/a&gt;&lt;/em&gt;è un libro complesso, sinfonico più che narrato, nell'intreccio musicale di quei flussi di coscienza ripresi dall'amico Joyce. Un libro che parla prima di tutto del suo autore, un uomo che come tanti ha avuto in dono una capacità durissima: la dannazione di chiedersi sempre il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;perché&lt;/span&gt; delle cose e saper leggere nell'esistenza tutte le risposte - &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;perché&lt;/span&gt; se non per questo finiscono tutti cosi, schiacciati da se stessi?.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Faulkner&lt;/span&gt;, che ha dedicato tutta la sua vita a ricercare il senso della vita, riesce ad affermare che "lo scrittore deve avere fede nel destino dell'umanità", deve aver trovato, nella sua ricerca, le giuste risposte. In fondo, della vita è proprio questo che conta: fino in fondo, averla vissuta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6098881002728536837?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6098881002728536837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6098881002728536837&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6098881002728536837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6098881002728536837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/06/un-racconto-detto-da-un-idiota-la-vita.html' title='Un racconto detto da un idiota, la vita...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SGCuxmHlioI/AAAAAAAAAng/wIuxvPKyH8U/s72-c/9788806179557g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1408620774543690630</id><published>2008-06-19T12:37:00.024+02:00</published><updated>2008-06-20T08:43:43.544+02:00</updated><title type='text'>La vetta vista da qui</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQB3guT0I/AAAAAAAAAmQ/urOgHy7xiPE/s1600-h/01+Alaska+-The+Last+Frontier-.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213848986622775106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQB3guT0I/AAAAAAAAAmQ/urOgHy7xiPE/s320/01+Alaska+-The+Last+Frontier-.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo5t6FYRkI/AAAAAAAAAkY/e9vR5poYsb8/s1600-h/panoramica.JPG"&gt;&lt;/a&gt;salita del Denali parte da Talkeetna, cui si arriva in macchina da Anchorage. Qui sulle targhe delle auto c’e’ scritto: Alaska –The Last Frontier- ed e’ proprio questa l’impressione che si ha giunti a Talkeetna. I tre giorni che servono per arrivare al campo 3, ci fanno capire subito che tipo di esperienza abbiamo iniziato, che tipo di viaggio, anche mentale, ci troveremo ad affrontare per i prossimo 14 giorni. Tirare con gli sci una slitta pesantissima su sterminate distese di ghiaccio, per poi arrivare, dopo 4 o 5 ore, in prossimita’ della zona dove scavare una buca nella neve, per piantare la tenda protetta dal vento gelido della notte artica, e poi iniziare a sciogliere neve per procurarsi acqua da bere e per cucinare, ti fa capire subito quanto si e’ lontano dalle abitudini di&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213544917521077090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo7et1jE2I/AAAAAAAAAlg/gcxbgLFbH_k/s320/11+Partenza+con+la+slitta.JPG" border="0" /&gt; casa, dove basta aprire un rubinetto per avere tutta l’acqua che si vuole, calda e fredda. I 4.400 m del campo 4, sono il punto in cui ci si ferma piu’ a lungo, tanto che ad un certo punto, questo luogo sembra trasformarsi nella nostra “casa”, soprattutto se, come nel nostro caso, il brutto tempo e la neve costringono a passare fermi in questo punto cinque giorni in attesa che il tempo migliori. Con il passare dei giorni si inizia a fare amicizia con le altre persone che, come noi, sono ferme qui in attesa di un miglioramento del tempo, persone che hanno condiviso con noi questa prima parte del percorso, e che condividono con noi il sogno di raggiungere la vetta. Ognuno segue la propria strada, la propria strategia di salita, ma per tutti l’incognita principale e’ il tempo, cosi’, quando ci si incontra nel campo, l’argomento di discussione è sempre lo stesso: quando migliorerà il tempo? C’e’ chi, in contatto satellitare con chissa’ chi, si fa mandare previsioni meteorologiche che immancabilmente vengono smentite, c’è chi si affida a strane conoscenze scientifiche acquisite sui libri, ma l’unica cosa certa e’ che in questo posto, prevedere il tempo che fara’ e’ impossibile. L’unico modo e’ alzarsi la mattina, uscire con la testa dalla &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo7juelTVI/AAAAAAAAAlo/y040cFAvnkc/s1600-h/45+Il+ghiacciaio+di+Kahiltna.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213545003592535378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo7juelTVI/AAAAAAAAAlo/y040cFAvnkc/s320/45+Il+ghiacciaio+di+Kahiltna.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tenda e sperare che se il tempo e’ bello rimanga tale, se invece e’ &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo5l-Bvf3I/AAAAAAAAAkQ/bkBT4p6SWJg/s1600-h/Il+ghiacciaio+di+Kahiltna.JPG"&gt;&lt;/a&gt;brutto migliori, permettendoti di fare quello per cui sei venuto fino a qui. Dopo 5 giorni di attesa, decidiamo che è venuto il nostro momento. I giorni a nostra disposizione stavano per finire, ma soprattutto lo stare fermi, l’impossibilità di agire e la vita entro le ridotte dimensioni di una tenda di 3 m X 2 m, stavano pesando piu’ che sul nostro fisico, sulla nostra mente. possiamo affrontare la lunga cresta di roccia e neve che porta al campo 5 (High Camp), posto proprio sotto la cima del Denali, a 5.300 m. Montata la tenda il tempo sembra migliorare, e progressivamente questo posto, da cupo e tetro come appare avvolto dalle &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo670eyECI/AAAAAAAAAlQ/len8y2J5tZA/s1600-h/45+Il+ghiacciaio+di+Kahiltna.JPG"&gt;&lt;/a&gt;nuvole, si rivela come una sorta di paradiso, quando le nuvole rimangono sotto di te a formare un tappeto soffice, e lo sguardo puo’ perdersi nell’orizzonte infinito che l’alta quota puo’ permetterti di ammirare. A questa altezza il respiro rimane sempre affannoso, ed ogni movimento deve essere lento e ragionato. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQPC_d2dI/AAAAAAAAAmY/ne2n7tTBMhc/s1600-h/23+Spunta+dalle+nuvole.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213849213042809298" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQPC_d2dI/AAAAAAAAAmY/ne2n7tTBMhc/s320/23+Spunta+dalle+nuvole.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Se provi anche solo un attimo a mantenere il ritmo frenetico che si ha a casa, la testa inizia a pulsare, riportandoti ad una lentezza &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo6nlgO_qI/AAAAAAAAAlA/Yh9jEGvcyw0/s1600-h/45+Il+ghiacciaio+di+Kahiltna.JPG"&gt;&lt;/a&gt;che ti permette di contemplare la magnificenza di quanto ti sta attorno. Visto l’accenno di miglioramento del tempo, decidiamo che domani sara’ il nostro giorno per tentare di raggiungere la vetta, avremo solo quello a disposizione, e cercheremo di fare di tutto per vincere la nostra sfida. La notte al campo alto trascorre lenta, si dorme poco (un po’ per la quota ed un po’ perche’ a queste latitudini, in questo periodo, il sole non tramonta mai) e fa molto freddo, e quando decidiamo che e’ ora di fare colazione e poi partire, ci accorgiamo che l’interno della tenda e’ completamente rivestito di ghiaccio, come ghiaccio si e’ formato sulla parte esterna dei nostri sacchi a pelo. Usciti dalla tenda ci accorgiamo subito che la giornata non e’ delle migliori. Alcune nuvole si stanno addensando sulla cima, ed il vento inizia a rinforzare. quando sbuchiamo in prossimita’ del Denali Pass a 5.700 m, il vento e’ talmente forte che quasi non ci &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQ5BSWQII/AAAAAAAAAmo/BUGw9GBOmb8/s1600-h/100_0660.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213849934139637890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQ5BSWQII/AAAAAAAAAmo/BUGw9GBOmb8/s320/100_0660.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;permette di rimanere in piedi, e si porta appresso anche un gelo che ti entra subito nelle ossa. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQcyEg19I/AAAAAAAAAmg/cukpykb5RGw/s1600-h/31+Notte+al+campo+alto.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Cerchiamo di procedere per vedere se la situazione accenna a migliorare, ma oltre al vento ed al freddo, dalle nuvole che progressivamente ci hanno circondato, inizia a nevicare. A questo punto basta uno sguardo tra di noi per prendere la decisione che non avremmo mai voluto prendere…: si torna indietro, il nostro tentativo di salire ai 6.194 m della vetta del Denali, si ferma a circa 5.700 m, ad un soffio dalla vetta. Mentre torniamo verso il campo alto, le condizioni peggiorano ulteriormente, la nevicata si fa piu’ intensa, e questo in parte ci rincuora sul fatto che la decisione presa sia stata qualla giusta. Questa volta ha vinto la Montagna, che si e’ presa anche la liberta’ di beffarci, dandoci, il giorno dopo la nostra partenza una giornata splendida di sole, senza vento ed ideale per salire sulla vetta, come poche se ne vedono da queste parti…...ma noi, ormai, stavamo gia scendendo, un po’ abbattuti, ma in fondo consapevoli di aver fatto una, per noi, grandissima esperienza, dove siamo usciti solo in parte sconfitti da una Montagna che si e’ rivelata essere al tempo stesso immensa e splendida, ma anche in certi casi terribile e temibile. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo6bvK4aGI/AAAAAAAAAk4/hMbCfJZDRus/s1600-h/26+panoramica.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213543766827755618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo6bvK4aGI/AAAAAAAAAk4/hMbCfJZDRus/s400/26+panoramica.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFo50kOUyhI/AAAAAAAAAkg/XBu5cdkJWYo/s1600-h/panoramica.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Noi siamo in ogni caso orgogliosi di quanto abbiamo fatto, e se non possiamo certo consigliare questo tipo di viaggio ad altri, quello che possiamo proporre e’ di cercare dentro se stessi la propria “Last Frontier” come abbiamo fatto noi, e di impegnarsi per raggiungerla, per quanto possibile ed indipendentemente dalla componente avventurosa o estrema che questa richieda. Spesso è più vicino e raggiungibile di quanto immaginiamo.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto e testo: Ivan &amp;amp; Gigi - Denali National Park, maggio-giugno 2008 ©&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1408620774543690630?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1408620774543690630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1408620774543690630&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1408620774543690630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1408620774543690630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/06/la-vetta-vista-da-qui.html' title='La vetta vista da qui'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SFtQB3guT0I/AAAAAAAAAmQ/urOgHy7xiPE/s72-c/01+Alaska+-The+Last+Frontier-.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8281803670350771893</id><published>2008-05-27T18:22:00.006+02:00</published><updated>2008-05-28T10:29:59.905+02:00</updated><title type='text'>Capitale giovane under 35</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SDw1T29yRjI/AAAAAAAAAkA/EYgK9dlZnzU/s1600-h/ing_barca.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205093884621899314" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SDw1T29yRjI/AAAAAAAAAkA/EYgK9dlZnzU/s320/ing_barca.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' uscito il rapporto del &lt;a href="http://www.cerved.com/xportal/web/ita/home.jsp"&gt;Cerved &lt;/a&gt;sull' imprenditoria giovanile nell'industria. Non ho ben capito se si tratti di dati incoraggianti, ma una cosa pare tuttavia certa: nel sottobosco mediatico dei bamboccioni, raccomandati, sbandati e figli-di-papà emerge chiaro il segno di un'Italia under 35 che si vuole combattiva, pronta a lanciarsi - con più successo di quanto si pensi - nei mari gonfi dell'economia mondiale. Si sente molto - troppo - parlare di un PIL in frenata, di competizione cinese e smarrimento imprenditoriale. Ma di fatto poco o nulla si dice in Italia delle imprese create dai giovani. Eppure ci sono, sono in crescita costante, nel segno del made-in-Italy ma non solo: sono sempre di più i giovani imprenditori stranieri residenti nel nostro paese. Il Cerved in questo senso viene a colmare una lacuna, mostrando il lato buono del vecchio stivale. Quello che si rifiuta di pensare che un piccolo PIL equivalga solo ad enormi preoccupazioni. Quello che ci spinge ad abbassare lo sguardo, a guardare la realtà da vicino e convincerci che ovunque si lasci spazio a creatività e fiducia ci sono possibilità di crescita e futuro. Anche su barchette modeste, ma dall'alto potenziale di navigazione in alto mare. Lo dimostrano i dati, anche al Sud, dove nascono cronicamente poche imprese ma tra queste vi è un contributo dei giovani maggiore che nel resto d'Italia. E allora perché non accompagnarli questi giovani? Invece che con spintarelle e balzani sgravi fiscali basterebbero passetti semplici, quasi ovvi. Tipo maggiore accesso al credito, che permetta non solo un efficace &lt;em&gt;start-up&lt;/em&gt; - sarebbe già molto...- ma anche un potenziamento del capitale quando arriva il momento di fare il salto, di dimensione e di qualità. Tipo l'offerta di strumenti effettivi che spingano ad investire nelle aziende più virtuose, non solo da parte delle banche (&lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venture_capital"&gt;venture capital&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Angel_investor"&gt;business angels&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;...già il fatto che siano in inglese disincentiva a partecipare?) . Sembra che le banche italiane in quanto a innovazione nel settore rimangano stitiche, ancora poco propense a credere nei giovani e nelle buone idee. Avessero avuto la stessa prudenza nell'avvicinarsi - e far avvicinare ...- ai fatidici strumenti di finanza creativa, pane quotidiano dei nostri giorni....ma questa è un'altra storia. O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per approfondire: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cerved.com/xportal/web/ita/cervedfree/focus/elenco_focus.jsp"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cerved BI &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sole 24 Ore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.quickit-boat.com/kit.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte immagine&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8281803670350771893?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8281803670350771893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8281803670350771893&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8281803670350771893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8281803670350771893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/05/capitale-giovane-under-35.html' title='Capitale giovane under 35'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SDw1T29yRjI/AAAAAAAAAkA/EYgK9dlZnzU/s72-c/ing_barca.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7255428334999852496</id><published>2008-05-23T09:39:00.002+02:00</published><updated>2008-05-23T11:12:25.271+02:00</updated><title type='text'>Il cuore sul Denali</title><content type='html'>In passato hanno compiuto imprese scalando varie vette in tutto il mondo: Imsa Tse (Nepal) - 6.189 m, Elibrus (Caucaso Russo) - 5.642 m, Licancabur (Cile/Bolivia) - 5.920 m, Aconcagua (Argentina) - 6.961 m, Kilimangiaro (Tanzania) - 5.895 m.&lt;br /&gt;Quest'anno hanno scelto il Mount McKinley in Alaska, conosciuto anche come &lt;a href="http://www.nps.gov/DENA" target="_blank"&gt;Monte Denali&lt;/a&gt; alto 6.194 m. Il McKinley è la montagna più alta di tutto il continente nordamericano e, vista la vicinanza con il Polo Nord, è anche uno di luoghi più freddi al mondo, spazzata da venti gelidi che portano la temperatura anche a 35 gradi sotto zero. La fase di acclimatamento prevede numerose salite e ridiscese ai campi alti che si trovano a 5.200 metri. Da lì partiranno, l'ultimo giorno, per la vetta. La discesa sarà affrontata con gli sci. Questo permetterà loro di ridurre i tempi del ritorno alla base della montagna. Tutta l'impresa verrà affrontata in totale autonomia senza l'aiuto di guide o portatori nel pieno rispetto dell'ambiente.&lt;br /&gt;A qualcuno potrà venire in mente chi sono questi pazzi e chi glielo fa fare di passare tre settimane delle loro ferie in uno dei posti più impervi del mondo....io mi sono fatta l'idea che non ci vuole coraggio ma un'immensa passione e che quando guarderanno giù, dopo aver patito e faticato per raggiungere l'ennesimo tetto del mondo, il loro sguardo si poserà lontano e il loro &lt;em&gt;Io&lt;/em&gt; per un lunghissimo minuto si sentirà una piccola parte del tutto. E saranno forti e vivi, come non mai.&lt;br /&gt;Potrei invidiarli, ma non lo faccio, perchè quella sensazione che non ho vissuto mi accompagnerà per i prossimi venti giorni, quando anche il mio cuore sarà lassù, con Ivan, sulla cima del Denali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7255428334999852496?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7255428334999852496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7255428334999852496&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7255428334999852496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7255428334999852496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/05/il-cuore-sul-denali.html' title='Il cuore sul Denali'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4211597455377813679</id><published>2008-05-13T17:00:00.003+02:00</published><updated>2008-05-13T17:08:27.224+02:00</updated><title type='text'>Honduras: ogni tanto se ne sente parlare...</title><content type='html'>"Chissà come si può fare per accendere un po’ di luce sulla lotta della magistratura dell’Honduras, da 35 giorni in sciopero della fame contro la corruzione nel paese centroamericano. Un paese periferico, completamente fuori dall’interesse dei media, lottando contro un fenomeno considerato normale, ineluttabile, al quale è meglio adeguarsi, "ma tu non tieni famiglia?"&lt;br /&gt;Più di un mese fa hanno cominciato quattro giovani magistrati nel Palazzo legislativo di Tegucigalpa. Oggi hanno l’appoggio di migliaia di persone. Hanno chiesto che il procuratore generale, Leónidas Rosa, e il suo vice, Omar Cerna, fossero rimossi dal loro incarico. Sono i vertici di un potere giudiziario tutt’altro che indipendente e profondamente compenetrato con gli altri poteri, quello legislativo, quello esecutivo e con l’immanente potere economico, quello dei soldi, quello reale che non ha nulla a che vedere con la democrazia. Quei quattro giovani lottavano da anni per capire come si potesse fare giustizia se i vertici della giustizia erano conniventi con il crimine. Finiti tutti i sistemi legali, sentendosi pressocché sconfitti, restava la lotta, ma quella testimoniale dello sciopero della fame, l’ultima risorsa di chi ha capito che nessuno, neanche l’opinione pubblica in quel momento, vuole ascoltare..." (&lt;em&gt;Gennaro Carotenuto, &lt;/em&gt;Gli straordinari giovani giudici dell'Honduras) Continua su &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.gennarocarotenuto.it/"&gt;Giornalismo Partecipativo&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Segnalato da: &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.francescomonaldi.it/"&gt;Francesco&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4211597455377813679?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4211597455377813679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4211597455377813679&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4211597455377813679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4211597455377813679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/05/honduras-ogni-tanto-se-ne-sente-parlare.html' title='Honduras: ogni tanto se ne sente parlare...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8744152415626898105</id><published>2008-05-08T19:08:00.009+02:00</published><updated>2008-05-13T17:05:45.130+02:00</updated><title type='text'>Durango: cinema western e revoluciòn</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChshu_tAWI/AAAAAAAAAj4/ILn7rMvDyVs/s1600-h/paese.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199525096605942114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChshu_tAWI/AAAAAAAAAj4/ILn7rMvDyVs/s320/paese.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Durango, capitale dell’omonimo stato a nord della Federazione Messicana, è una cittá pulita ed efficiente, lastricata di grandi opere e ambiziosi progetti, che il governo locale ci ha mostrato con orgoglio ripercorrendo con suoni, sapori e suggestioni, il passato glorioso del cinema western e della revolución. Proprio qui, piú di cento anni fa, venne alla luce Doroteo Arango Arambula, un semplice peon, figlio di braccianti da generazioni a servizio dei padroni. Un uomo umile, un analfabeta, che pure ebbe l’intuizione di stringere nelle sue mani le sorti della storia nazionale.&lt;br /&gt;Era il 1910 e dalla sierra di Durango, Doroteo abbandonava per sempre la vecchia pelle, per diventare Pancho Villa, uno dei padri della rivoluzione &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChqUu_tARI/AAAAAAAAAjQ/FTBWe6WvnCQ/s1600-h/uomo+cappello.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199522674244387090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChqUu_tARI/AAAAAAAAAjQ/FTBWe6WvnCQ/s320/uomo+cappello.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;messicana. L’uomo che insieme ad Emiliano Zapata, fu temuto dai governi non per la sua stazza o per la sua veloce carabina, ma per ciò che rappresentava: i rancheros, i peones, tutti i diseredati del Messico che con lui tornavano a credere in una ribellione possibile. Molte altre lotte sono passate da allora, mentre il Messico si guadagnava poco a poco uno dei posti d’onore tra i moderni paesi emergenti. Con un ritmo di crescita costante, un tasso di inflazione contenuto, accordi commerciali privilegiati e le immense risorse che riceve dai suoi emigrati, il paese oggi può giocare un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. Eppure non tutti i nodi sono stati risolti, permangono ancora contraddizioni, discriminazini, forti ingiustizie sociali. La ricchezza, la forza produttiva ed il potere, continuano ad essere questione di pochi, grandi, padroni e anche qui, in questa terra feconda di petrolio, fagioli e mais, la grande finanza passa al di sopra delle teste della maggior parte della popolazione. Certo, le PMI messicane oggi corrono sull’onda di una congiuntura economica favorevole, &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChqkO_tASI/AAAAAAAAAjY/GEdCqhsZigo/s1600-h/chiesa+alto.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199522940532359458" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChqkO_tASI/AAAAAAAAAjY/GEdCqhsZigo/s320/chiesa+alto.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ma senza possibilitá di accesso ad un credito onesto e lungimirante, sanno di non poter guardare con fiducia al futuro. Resta in sottofondo una sfumatura di diffidenza, la sensazione che finora lo Stato é stato molto presente, &lt;em&gt;paradossalmente troppo presente&lt;/em&gt;, accompagnando con sussidi e donazioni i produttori e le casse rurali, distribuendo con mano generosa gli effimeri frutti del petrolio nazionale. Cosa succederá quando tanta abbondanza avrá fine? I campesinos e i rappresentanti indigeni che abbiamo incontrato non sembrano avere una risposta, concentrano in un sentimento di precarietá e dipendenza le loro reticenze, i loro timori. Eppure, mi chiedo cosa abbia spinto Pancho Villa - un contadino, uno che in fondo era nato nessuno - a lanciarsi &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChsSu_tAVI/AAAAAAAAAjw/9Vlr1gFkxMc/s1600-h/manio.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199524838907904338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChsSu_tAVI/AAAAAAAAAjw/9Vlr1gFkxMc/s320/manio.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nell’impresa di cambiare secoli di stratificazione sociale. Lo hanno descritto come un rivoluzionario con una mentalità da rapinatore di banche, un uomo che non sapeva leggere ma &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChqs-_tATI/AAAAAAAAAjg/ppeqcJtQcJw/s1600-h/scatole.JPG"&gt;&lt;/a&gt;fondò 50 scuole, un violento, un bandolero. Ma in fondo, prima di tutto, Pancho Villa è leggenda, il mito in carne ed ossa di una utopia realizzabile. Nonostante le distese lunari dell’altipiano della sua Durango fossero possenti, giganti, immense, deve aver pensato che anche per uno piccolo come lui ci fosse possibilitá di riscatto. E che per farlo non fosse necessario un esercito, onorificenze o ricchi capitali, ma potessero bastare volontá e coraggio. O il bisogno urgente ed autentico di spingersi oltre le proprie paure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto: Durango, Messico - 3-11 maggio 2008 letiziajp ©&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8744152415626898105?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8744152415626898105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8744152415626898105&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8744152415626898105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8744152415626898105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/05/durango-cinema-western-e-revolucin.html' title='Durango: cinema western e revoluciòn'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SChshu_tAWI/AAAAAAAAAj4/ILn7rMvDyVs/s72-c/paese.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4213217993775353862</id><published>2008-04-28T10:12:00.006+02:00</published><updated>2008-04-28T10:28:45.587+02:00</updated><title type='text'>Problemi generici, Soluzioni personalizzate...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SBWKtYCNNQI/AAAAAAAAAi4/w4PB6Yo84ho/s1600-h/P1000308.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194210257392186626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SBWKtYCNNQI/AAAAAAAAAi4/w4PB6Yo84ho/s400/P1000308.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SBWKBYCNNPI/AAAAAAAAAiw/b4FzZPusBH8/s1600-h/P1000308.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: Mercato, Santiago del Estero - Argentina 2008, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.letiziajp.blogspot.com"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;letiziajp&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ©&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4213217993775353862?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4213217993775353862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4213217993775353862&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4213217993775353862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4213217993775353862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/04/soluzioni-personalizzate.html' title='Problemi generici, Soluzioni personalizzate...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SBWKtYCNNQI/AAAAAAAAAi4/w4PB6Yo84ho/s72-c/P1000308.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8303647002327773667</id><published>2008-04-23T09:46:00.003+02:00</published><updated>2008-04-23T10:11:06.381+02:00</updated><title type='text'>Appuntamento a Trento</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SA7u84CNNNI/AAAAAAAAAig/07MSLtOwfKU/s1600-h/logo_scoiattolo_sfondo_arancione_medium.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192350150005961938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SA7u84CNNNI/AAAAAAAAAig/07MSLtOwfKU/s400/logo_scoiattolo_sfondo_arancione_medium.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;...dal 29 maggio al 2 giugno per la terza attesissima edizione del Festival dell'Economia. Leitmotiv di quest'anno &lt;em&gt;"Mercato e Democrazia&lt;/em&gt;", declinato in molte salse, tutte decisamente commestibili anche per i non addetti ai lavori. Tutto il Programma &lt;a href="http://www.festivaleconomia.it/"&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al lato, oltre alle numerose manifestazioni enogastronomicheculturalsociali, anche un concorso fotografico promosso da &lt;a href="http://www.lavoce.info/suggerimenti/FestivalEconomia/-3ed/pagina4.html"&gt;LaVoce.info&lt;/a&gt;, dal titolo &lt;em&gt;Low Cost - organizzarsi una vita a basso costo.&lt;/em&gt; Direi che ognuno di noi può tirar fuori dal cassetto lo scatto giusto per partecipare...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8303647002327773667?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8303647002327773667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8303647002327773667&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8303647002327773667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8303647002327773667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/04/appuntamento-trento.html' title='Appuntamento a Trento'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SA7u84CNNNI/AAAAAAAAAig/07MSLtOwfKU/s72-c/logo_scoiattolo_sfondo_arancione_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-2611038942692727823</id><published>2008-04-22T17:19:00.009+02:00</published><updated>2008-04-23T09:21:48.016+02:00</updated><title type='text'>Credito vuol dire fiducia?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SA4CTYCNNMI/AAAAAAAAAiY/jYrCkugf7bk/s1600-h/presto+dinero+1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192089952297235650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SA4CTYCNNMI/AAAAAAAAAiY/jYrCkugf7bk/s400/presto+dinero+1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;"Presto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;dinero&lt;/span&gt; a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;bajos&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;intereses&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Pase&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Usted&lt;/span&gt;"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ovvero, l'insegna pubblicitaria che più spesso mi è capitato di incontrare viaggiando in lungo e in largo per l'America Latina. Passate pure, offro prestiti a interessi bassissimi, seguite la freccia senza timore. E la freccia porta un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;po'&lt;/span&gt; dappertutto, dal garage di pezzi di seconda mano, al supermercato-farmacia, al tinello di casa di qualsiasi persona che una mattina si sveglia con l'ispirazione da bancario. Niente di formale insomma, ma che c'è di male quando nel nostro stesso paese formalità fa rima con elefantiaca burocrazia? Non ci scandalizziamo, la maggior parte &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;delle&lt;/span&gt; volte la freccia l'abbiamo seguita con sincera curiosità. Il problema viene dopo, quando si inizia a discutere il significato (personalissimo) di cosa voglia dire "al più basso interesse".&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Perché&lt;/span&gt; in America latina i &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;tassi&lt;/span&gt; di interesse sui prestiti, siano essi applicati da istituti formali o da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;baracchine&lt;/span&gt; improvvisate, sono sempre altissimi, e non solo per i nostri schizzinosi standard occidentali. Bassi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;perché&lt;/span&gt; espressi in termini mensuali ma quando dei mesi si fa la dodicesima somma, l'interesse raggiunge e spesso supera il 100% del prestato. Nell'Italia contadina delle casse rurali, già cento anni fa questo tipo di pratiche le chiamavano "usura" (Ma in fondo pensando al credito al consumo, non serve andare tanto lontano...).&lt;br /&gt;E allora spesso ci è capitato di ripercorrere la freccia al contrario, riportando in strada i buoni propositi e qualche arrabbiata riflessione. Riflessione sul fatto che la parola credito deriva dal latino credere (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;em&gt;creditum&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;) ossia "ciò che è stato affidato sulla fiducia". Fiducia. Data e riposta, a volte anche in assenza di garanzie reali, sulla base della conoscenza reciproca, del reciproco rispetto. Oggi però nel mondo sta succedendo qualcosa di bizzarro: la finanza internazionale prende il largo e nel trasporto dell'euforia generale inizia a credere nel denaro facile - la facilità banale dello speculare su ciò che non esiste. E quando il castello crolla, da tanto si passa al niente. E credito nell'era dei &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;subprime&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; diventa piuttosto sinonimo di &lt;em&gt;rischio:&lt;/em&gt; da controllare, razionare, regolamentare.&lt;br /&gt;Ecco che la regolamentazione internazionale in materia su questo si fa - giustamente? - rigorosa. Va bene per le grandi banche, ma il discorso di complica per quelle piccole, quelle legate al territorio e a della &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;gente&lt;/span&gt; onesta, lavoratrice, che magari non ha garanzie reali e patrimonio da mettere in gioco - e quindi è considerata &lt;em&gt;rischiosa, non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;finanziabile&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; - ma è gente di cui dicono che ci si può fidare. Lo dimostrano i dati: il tasso di sofferenza delle istituzioni di credito popolare (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;microfinanziarie&lt;/span&gt;, casse rurali ecc..) in America Latina è in media del 2%. Basso. I poveri restituiscono. Ma il prestito deve essere onesto, deve avere un prezzo equo, non certo quello proposto dai signori del cartello esposto sopra. Tutti, ma davvero tutti, almeno una volta nella vita possiamo aver bisogno di un prestito, per realizzare i nostri progetti. Ma solo una piccola parte dei tutti, ancora oggi, ha accesso a un credito onesto. Il bisogno rimane, se un povero è scartato da una banca &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;perché&lt;/span&gt; rischioso troverà qualcun altro disposto a finanziare, a qualunque prezzo. Mettiamo da parte i pregiudizi: oggi nel mondo l'accesso al credito è ancora un diritto disatteso, ancora un elemento di priorità. Anche da questo dipende uno sviluppo sostenibile. Non solo degli altri, sto parlando anche del nostro paese. Pensate tra &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;qualche&lt;/span&gt; anno a che panorama, se di fianco a casa vostra iniziassero a spuntare insegne pubblicitarie cosi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: Puno, Perù, febbraio 2008 &lt;a href="http://www.blogger.com/www.letiziajp.blogspot.com"&gt;letiziajp&lt;/a&gt; ©&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-2611038942692727823?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/2611038942692727823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=2611038942692727823&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2611038942692727823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2611038942692727823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/04/credito-vuol-dire-fiducia.html' title='Credito vuol dire fiducia?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SA4CTYCNNMI/AAAAAAAAAiY/jYrCkugf7bk/s72-c/presto+dinero+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3550664333908315220</id><published>2008-04-07T10:27:00.002+02:00</published><updated>2008-04-07T10:31:29.271+02:00</updated><title type='text'>Andare a zigzag non è vero che allunga, a volte aiuta ad arrivare lontano</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_nbZHjK5PI/AAAAAAAAAiQ/5d2bbM3uVH4/s1600-h/PiccoDeiTreSignori07.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186417670463612146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_nbZHjK5PI/AAAAAAAAAiQ/5d2bbM3uVH4/s400/PiccoDeiTreSignori07.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto: Picco dei Tre Signori, 05/04/2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3550664333908315220?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3550664333908315220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3550664333908315220&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3550664333908315220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3550664333908315220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/04/andare-zigzag-non-vero-che-allunga.html' title='Andare a zigzag non è vero che allunga, a volte aiuta ad arrivare lontano'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_nbZHjK5PI/AAAAAAAAAiQ/5d2bbM3uVH4/s72-c/PiccoDeiTreSignori07.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3180147560102540328</id><published>2008-04-04T08:43:00.005+02:00</published><updated>2008-04-04T09:01:32.749+02:00</updated><title type='text'>Un fiore per Moki</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_XPxXjK5OI/AAAAAAAAAiI/rS4OpcklAQw/s1600-h/Occhietti_della_Madonna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185278993029063906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_XPxXjK5OI/AAAAAAAAAiI/rS4OpcklAQw/s400/Occhietti_della_Madonna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_XPo3jK5NI/AAAAAAAAAiA/bUFvFM1d0Wo/s1600-h/Occhietti_della_Madonna.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Si chiama anche "non ti scordar di me", ma mia nonna diceva che erano "gli occhi di Maria" e se cercavi di toccarli con troppo trasporto, la corolla blu volava via e si trasformava in tante piccole lacrime. Mia nonna mi diceva di non coglierli mai, di limitarmi a guardare, e allora tutti quei piccoli occhi sgranati si sarebbero tramutati in un unico grande sorriso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi lo regalo alla Moki, insieme al mio abbraccio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/canara/image..."&gt;&lt;span style="font-size:100%;color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/canara/image..."&gt;Fonte foto&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3180147560102540328?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3180147560102540328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3180147560102540328&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3180147560102540328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3180147560102540328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/04/un-fiore-per-moki.html' title='Un fiore per Moki'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R_XPxXjK5OI/AAAAAAAAAiI/rS4OpcklAQw/s72-c/Occhietti_della_Madonna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7451609069753811454</id><published>2008-04-02T14:36:00.005+02:00</published><updated>2008-04-02T14:52:48.693+02:00</updated><title type='text'>Il bisogno di chiamarsi e basta</title><content type='html'>&lt;em&gt;E' in questo silenzio dei circuiti che ti sto parlando. So bene che, quando finalmente le nostre voci riusciranno ad incontrarsi sul filo, ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa che ti sto chiamando, nè perchè creda che tu abbia da dirmi qualcosa. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci telefoniamo perchè solo nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un' eco, si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'è aperta sotto i piedi d'una coppia di esseri umani e gli abissi dell'oceano si sono spalancati a separarli mentre l'uno su una riva e l'altra sull'altra trascinati precipitosamente lontano cercavano col loro grido di tendere un ponte sonoro che ancora li tenesse insieme e che si faceva sempre più flebile finchè il rombo delle onde non lo travolgeva senza speranza. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da allora la distanza è l'ordito che regge la trama d'ogni storia d'amore come d'ogni rapporto tra viventi, la distanza che gli uccelli cercano di colmare lanciando nell'aria del mattino le arcate sottili dei loro gorgheggi, così come noi lanciando nelle nervature della terra sventagliate d'impulsi elettrici traducibili in comandi per i sistemi a relais: solo modo che resta agli esseri umani di sapere che si stanno chiamando per il bisogno di chiamarsi e basta.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Italo Calvino "Prima che tu dica pronto"&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7451609069753811454?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7451609069753811454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7451609069753811454&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7451609069753811454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7451609069753811454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/04/il-bisogno-di-chiamarsi-e-basta.html' title='Il bisogno di chiamarsi e basta'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8199064180403652151</id><published>2008-03-27T17:37:00.005+01:00</published><updated>2008-04-02T10:52:43.842+02:00</updated><title type='text'>Lago Titicaca e dintorni...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vT_HjK5II/AAAAAAAAAhY/9Kd5tHbh0xc/s1600-h/lago.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182468877531669634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vT_HjK5II/AAAAAAAAAhY/9Kd5tHbh0xc/s320/lago.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi chiedevo perchè fossi sparita per cosi tanto tempo - che silenzio! - dal mio spazio virtuale. Poi le pile di scartoffie sopra la mia scrivania mi hanno risucchiato nel torpore burocratico dei classici giorni d'ufficio. Mi sorprendo a pensare che ogni viaggio che faccio è pura energia, che viene inevitabilmente bruciata ad ogni mio ritorno, nel tentativo di assorbire lo shock culturale della me vagabonda alle prese con la me da scrivania...&lt;br /&gt;Sono appena (due settimane ad essere sinceri) tornata da una nuova entusiasmante trasferta in America Latina, che finalmente mi ha portato ad esplorare posti mai visti, dall'atmosfera surreale e leggera, come quella che si respira al confine tra Bolivia e Perù, nelle acque fluide e l'aria rarefatta dei 4000 metri del lago più alto del mondo: il Titicaca.&lt;br /&gt;Tra le isolette di giunchi galleggianti del mitico lago vivono ancora i discendenti di un mondo &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vUGHjK5JI/AAAAAAAAAhg/mb5gAE7JwdI/s1600-h/isola.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182468997790753938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vUGHjK5JI/AAAAAAAAAhg/mb5gAE7JwdI/s320/isola.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;preincaico quasi dimenticato, che cercano di trovare un equilibrio - alquanto precario - tra le loro antichissime tradizioni e l'inarrestabile invasione dei turisti di turno. Il risultato è bizzarro, forse eccessivamente colorato, plasticato, inevitabilmente artificiale. Ma in fondo va bene cosi, la cultura si preserva anche nell'incontro con l'&lt;em&gt;altro, &lt;/em&gt;soprattutto se questi altri sono turisti curiosi ma responsabili, consapevoli che il viaggio in un'altra terra - terra di altri - non andrebbe mai confuso con una gita allo zoo comunale.&lt;br /&gt;La guida in barca ci ha raccontato che la storia dell’antico regno incaico tramanda la tradizione di un’organizzazione comunitaria vagamente familiare. A seconda dei livelli – statale, comunale e familiare – gli inca dividevano il popolo in MITA, MINKA, AYNI, forme di lavoro comunitario che portava la gente a mettere a disposizione la propria forza lavoro, a seconda dei casi per costruire ponti, palazzi lussuosi del sovrano o aiutare i vicini e i parenti nella raccolta stagionale del mais.&lt;br /&gt;Erano gli albori dell’organizzazione cooperativa andina.&lt;br /&gt;Dal 900 d.c. ad oggi il movimento cooperativo peruviano ne ha fatta di strada , affrontando sconfitte e offrendo risposte ai grandi problemi locali: esclusione economica, povertá, ingiustizia sociale. E' bello sentire di far parte anche di questo mondo...&lt;br /&gt;Il trasferimento da Lima a Buenos Aires è stato veloce e umido, giusto il tempo di infilarmi nelle ultime pagine di in un libro da consigliare: Travesuras de la niňa mala, Mario Varga Llosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: letiziajp ©&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8199064180403652151?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8199064180403652151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8199064180403652151&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8199064180403652151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8199064180403652151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/03/lago-titicaca-e-dintorni.html' title='Lago Titicaca e dintorni...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vT_HjK5II/AAAAAAAAAhY/9Kd5tHbh0xc/s72-c/lago.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3018421348592666473</id><published>2008-03-27T17:34:00.003+01:00</published><updated>2008-03-27T17:37:27.415+01:00</updated><title type='text'>Lo spirito di Mondragon</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vNNnjK5GI/AAAAAAAAAhI/n21AxiSlGAI/s1600-h/1035287.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182461430058378338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vNNnjK5GI/AAAAAAAAAhI/n21AxiSlGAI/s320/1035287.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All’inizio degli anni 50 nasceva a &lt;a href="http://www.arrasate-mondragon.org/Herria" target="_blank"&gt;Mondragon&lt;/a&gt; (Arrasate in basco), nella regione basca, nel momento più oscuro della Spagna &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franchismo" target="_blank"&gt;franchista&lt;/a&gt;, il seme di un’iniziativa cooperativa destinata a fare storia. Poco conosciuto in Italia - dove esistono rarissimi casi di pubblicazioni in materia – l’esperienza del &lt;a href="http://www.mcc.es/" target="_blank"&gt;Gruppo Cooperativo Mondragon&lt;/a&gt; affonda le sue radici in un contesto storico duro e difficile, caratterizzato da scontri latenti, precarietà sociale, fame e povertà. Paradossalmente, come tante volte è capitato agli impulsi cooperativi di tante parti del mondo, è proprio dalle difficoltà che scaturirà la forza per reagire, la voglia di unirsi attorno ad un centro comune, per allontanare la tristezza e la rassegnazione che la guerra civile aveva lasciato nelle anime di tanti giovani del tempo...&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Continua su &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=75!30!74!11!49450!"&gt;Popolis&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3018421348592666473?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3018421348592666473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3018421348592666473&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3018421348592666473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3018421348592666473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/03/lo-spirito-di-mondragon.html' title='Lo spirito di Mondragon'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R-vNNnjK5GI/AAAAAAAAAhI/n21AxiSlGAI/s72-c/1035287.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6664027784702356222</id><published>2008-02-11T16:52:00.001+01:00</published><updated>2008-02-14T12:42:17.771+01:00</updated><title type='text'>Se potessi avere 1000 lire al...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R7GEXgE-DcI/AAAAAAAAAhA/pqzHVbcKZng/s1600-h/090907_peertopeer_500.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166055786853305794" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R7GEXgE-DcI/AAAAAAAAAhA/pqzHVbcKZng/s320/090907_peertopeer_500.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Prendiamo due persone, una con dei soldi da parte, l'altra con un'idea da farsi finanziare. I libri di tecnica bancaria ci insegnano che tra quelle due persone c'è un elemento in più - la banca - che accorcia le distanze e permette all'eccedenza del primo di contribuire al bisogno del secondo, senza che i due arrivino mai a guardarsi in faccia. Finora l'istituzione bancaria, piccola o grande che sia, è stata la regina incontrastata dell'intermediazione finanziaria. Da qualche anno a questa parte però, alcune esperienze originali - nate sull'onda di una relazione inversa tra il successo di Internet e la fiducia cittadina nel sistema bancario - ne stanno sfidando la supremazia.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si chiama &lt;em&gt;social lending&lt;/em&gt; (prestito sociale) e dopo aver fatto furore in Inghilterra, Olanda e Stati Uniti è approdato anche in Italia, sulla scia profumata di un discreto successo. Il meccanismo è banalmente semplice e per certi versi già visto - una versione moderna dell'ancestrale baratto - ma la sfida sottesa è degna di analisi: proporsi come punto di incontro &lt;em&gt;virtuale&lt;/em&gt; tra chi è disposto ad offrire un prestito e chi ha necessità di richiederlo, scavalcando a piè pari gli intermediari finanziari. Non è da poco scommettere sul fatto che la gente si fidi più di Internet che dello sportello di una banca, eppure il successo di società con simili intenti, come eBay, dimostrano che il sistema funziona, almeno per ora. Ne sono una prova esperienze come &lt;a href="http://www.blogger.com/www.zopa.it/ZopaWeb/"&gt;Zopa&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://www.boober.it/"&gt;Boober&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.kiva.org/"&gt;Kiva &lt;/a&gt;- le prime due già in versione italiana, la terza banco di prova della microfinanza in versione www. Tecnicamente cosa vuol dire?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La forza di queste tre società sta nel mettere a disposizione una piattaforma per prestiti on-line &lt;em&gt;peer-to-peer&lt;/em&gt;, ovvero prestiti personali tra privati dove gli iscritti possono offrire/richiedere direttamente denaro, evitando gran parte dei costi della comune attività di intermediazione. Le commissioni richieste dalle società sono molto più basse di quelle richieste dalle banche tradizionali (per Zopa è circa l'1% del prestato) e le condizioni offerte, sia a chi presta che chi riceve, molto più convenienti. Il social lending può essere usato sia per richiedere prestiti (che sono in genere classificabili come &lt;em&gt;micro&lt;/em&gt;) che per investire il proprio denaro, con tassi di ritorno di tutto rispetto. La domanda succesiva, ce l'hanno tutti stampata in fronte: è affidabile? I rispettivi gestori dicono di si, e fanno in modo di essere coerenti. Per quanto riguarda i portali versione italiana - Zopa e Boober - sono entrambi iscritti all'Ufficio Italiano Cambi e soggetti a regolamentazione della Banca d'Italia. Inoltre l'ammissione dei richiedenti è abbastanza selettiva, applicando un calcolo di rating capace da ridurre al minimo il rischio finanziario. Iniziative interessanti che probabilmente stanno già conquistandosi un futuro. Non come alternativa unica al sistema bancario, ma come offerta specifica per un mercato di nicchia, composto da gente che per un motivo o per l'altro sente più suo l'approccio peer-to-peer rispetto alla finanza delle grandi dimensioni. Può darsi che sia effettivamente &lt;em&gt;una&lt;/em&gt; delle alternative. Come è un'alternativa quella offerta dalle banche di comunità, le casse rurali, le banche cooperative, istituzioni in carne ed ossa che, non senza difficoltà e contraddizzioni, portano comunuque avanti una visione di finanza che guarda meno al profitto e più al benessere complessivo dei soci e dei territori di appartenenza, senza rinunciare ad un'intermediazione reale e concreta, che fa del rapporto diretto e della vicinanza con le persone, uno dei suoi punti di forza e di competitività. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per vedere da vicino cosa vuol dire, venerdi 15 febbraio le banche di credito cooperativo europee saranno riunite in &lt;a href="http://www.eurocoopbanks.coop/default.aspx?nav=289.403"&gt;convention &lt;/a&gt;a Bruxelles, per fare il punto sulle prospettive future di questo modo alternativo di pensare il &lt;em&gt;fare banca&lt;/em&gt; nel mondo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte foto: &lt;em&gt;&lt;a href="http://businessshrink.biz/psychologyofbusiness/2007/12/03/"&gt;TheBusinessShrink&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6664027784702356222?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6664027784702356222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6664027784702356222&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6664027784702356222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6664027784702356222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/02/se-potessi-avere-1000-lire-al.html' title='Se potessi avere 1000 lire al...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R7GEXgE-DcI/AAAAAAAAAhA/pqzHVbcKZng/s72-c/090907_peertopeer_500.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1465577330499356055</id><published>2008-01-30T17:04:00.000+01:00</published><updated>2008-01-30T17:41:41.618+01:00</updated><title type='text'>Parabeni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R6CnaHOi-0I/AAAAAAAAAg4/mHEjT5eUsRY/s1600-h/eyeshadow.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5161309240025086786" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R6CnaHOi-0I/AAAAAAAAAg4/mHEjT5eUsRY/s320/eyeshadow.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cosa sono? Non sostanze metafisiche, nè stupefacenti, nulla a che fare col bene comune, anzi. I parabeni hanno preso cittadinanza nella mia quotidianità da quando me ne ha parlato la mia amica Monica, che da anni lavora a Bruxelles per la &lt;a href="http://www.env-health.org/"&gt;Health and Environment Alliance&lt;/a&gt;, un'associazione europea che si occupa della diffusione di sapere e informazione sul rapporto virtuoso tra salute ed ambiente. Da allora li cerco ovunque, per evitarli. Mi è sembrato importante condividerne il perchè, ecco cosa dice la Moki al rispetto:&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Sui parabens (che ho scoperto in italiano chiamarsi "parabeni") in poche parole, si tratta di conservanti utilizzati per lo più in prodotti cosmetici e farmaceutici come shampoo, dentifricio , schiuma da barba, deodoranti e anche come additivi alimentari. Ne esistono diverse versioni ma la sostanza non cambia: methylparaben (E number E218), ethylparaben (E214), propylparaben (E216) e butylparaben. Secondo vari studi, i parabens interferiscono con le funzioni ormonali del nostro corpo e possono essere quindi tra le cause o concause del cancro al seno. Questi studi sono controversi, e fortemente contestati soprattutto dall'industria cosmetica e farmaceutica che li usa da anni...se cerchi "parabens" su wikipedia ti renderai conto che anche la scienza non è concorde su questo tema. Provare i legami e le connessioni tra agenti ambientali (come le sostanze chimiche insutriali) non è facile, i rapportidi causa-effetto non sono mai lineari anche perchè siamo esposti a una molteplicità di fattori, con tempistiche diverse e il nostro corpo reagisce in modi diversi. &lt;em&gt;Mentre la ricerca prosegue il suo corso&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;le prove che vengono raccolte dovrebbero spingere ad un atteggiamento sempre più precauzionale riguardo l'utilizzo dei parabeni.&lt;/em&gt; E invece, come mai, nel dubbio, le autorità competenti permettono ancora che circoli in commercio una crema per il viso o un deodorante che potrebbe aumentare il rischio di prenderci il cancro? &lt;em&gt;".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non è che vogliamo pensare male, ma proprio perchè la questione è ancora così incerta e controversa, la domanda diventa sospetto. Sono solo piccole gocce d'informazione, ma valeva la pena sollevare l'interrogativo. Vi abbiamo incuriosito? O forse...inquietato? Se volete saperne di più: &lt;a href="http://www.cosmeticsdatabase.com/index.php?nothanks=1"&gt;- Cosmetic Database&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.breastcancerfund.org/site/pp.asp?c=kwKXLdPaE&amp;amp;b=1203361"&gt;- Breast Cancer Fund&lt;/a&gt;; - &lt;a href="http://www.env-health.org/"&gt;Health and Environment Alliance &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.cosmeticsdatabase.com/index.php?nothanks=1"&gt;Fonte Foto&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1465577330499356055?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1465577330499356055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1465577330499356055&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1465577330499356055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1465577330499356055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/01/parabeni.html' title='Parabeni'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R6CnaHOi-0I/AAAAAAAAAg4/mHEjT5eUsRY/s72-c/eyeshadow.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6992900306101078726</id><published>2008-01-23T16:02:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T17:08:48.570+01:00</updated><title type='text'>Quanto contano le prime impressioni?</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158943361585052338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5g_p3Oi-rI/AAAAAAAAAfw/rAYdDer7nIE/s320/grande+B.JPG" border="0" /&gt;Prendiamo ad esempio Barcellona.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Prima di partire ho ricevuto fiumi di commenti entusiastici di chi c'era stato, di chi sognava andarci, di chi ne aveva solo sentito parlare. Strabiliante. Poi, giusto il giorno prima, un commento ambiguo, detto con un tono che non prometteva nulla di buono: &lt;em&gt;sembra Napoli. &lt;/em&gt;Mi è rimasto dentro come un tarlo, quel SembraNapoli e il suono sibilante associato alle parole, come a dargli una strisciata secca di definitività. Forse mi sono fatta suggestionare, ma la mia prima impressione di Barcellona &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hDgXOi-sI/AAAAAAAAAf4/ieW2dYcZNBs/s1600-h/perruueria.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158947596422806210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hDgXOi-sI/AAAAAAAAAf4/ieW2dYcZNBs/s320/perruueria.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;è stata velata da quel borbottio di fondo, che me l'ha fatta vedere sporca e trasandata, un pò triste e un pò sola - come tutti i porti di mare - sotto la superficie traslucida del suo infinito movimento. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Le prime impressioni, ti fregano ed è finita. Come Buenos Aires, che per mesi mi ha sussurrato all'orecchio il suo attaccamento viscerale a origini principalmente italiane, tanto da farmele vedere ovunque, nei modi di fare, nei palazzi, negli squarci di periferia. E non era vero niente, la lingua madre in fondo non inganna mai. Parlano spagnolo, altro che lunfardo, e adesso che l'ho vista mi rendo conto di come la Spagna riemerga prepotente in tutti i profili di Buenos Aires.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hDnHOi-tI/AAAAAAAAAgA/vrPjdEODgy4/s1600-h/piazza+di+sera.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158947712386923218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hDnHOi-tI/AAAAAAAAAgA/vrPjdEODgy4/s320/piazza+di+sera.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Barcellona è tanto bianco-nera di giorno quanto accesa e folle la notte. Bar ovunque popolati di gente a tutte le ore - anche le più piccole - locali alla moda, locali malfamati, eventi, spettacoli, teatrini di strada, concerti, e fiumi, letteralmente fiumi di persone che a partire dalle ventuno cominciano a restituire la vita alle strade, sonnacchiose e lente fino al calare del sole. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarà che vivo in pianura padana e posso anche farmi suggestionare da tanta notturna vitalità , ma il fenomeno va oltre il semplice divertimento giovanile. E' infuso nella &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hD1nOi-uI/AAAAAAAAAgI/LefBwNyxsrI/s1600-h/colombo.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158947961495026402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hD1nOi-uI/AAAAAAAAAgI/LefBwNyxsrI/s320/colombo.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cultura, negli usi popolari, è la gente vera a vivere di notte, di giorno mi guardo in torno e scopro solo facce come la mia, col bollino &lt;em&gt;turista&lt;/em&gt; stampato in fronte. Cammini per Barcellona dopo l'orario che in provincia di Brescia sarebbe definito "coprifuoco", e incontri anziani con la busta della spesa, mamme con passeggino, bambini in fila indiana, giovani a branchi, gente di mezza età che pascola senza fretta in cerca di un posto libero per cenare (meglio dopo mezzanotte). Le impressioni rimbalzano all'indietro, ancora &lt;em&gt;strabiliante&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quattro giorni di immersione totale nella guida, di chilometri percorsi a piedi, zigzagando tra i quartieri del porto - quelli scuri e stetti e poco rassicuranti - un'avventura finita presto in bicicletta - &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hEyHOi-yI/AAAAAAAAAgo/Vw6Jo3MBnG0/s1600-h/Gaudi+finestre.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158949000877112098" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hEyHOi-yI/AAAAAAAAAgo/Vw6Jo3MBnG0/s320/Gaudi+finestre.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ho bucato - una sistemazione alla buona in un ostello del centro, a contatto con polvere e multiculturalità - immancabili italiani &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hEGnOi-wI/AAAAAAAAAgY/9Thn5jxkO74/s1600-h/Gaudi+finestre.JPG"&gt;&lt;/a&gt;ovunque. Tutti ingredienti insufficienti a farmi un'idea. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma una sensazione mi resta ancora abbastanza addosso: le palme mediterranee scosse da un vento forte, costante, che rincorre impietoso anche dentro i vicoli più stretti; le architetture spiritate e gonfie dei palazzi di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoni_GaudÃ&amp;shy;"&gt;Gaudì&lt;/a&gt;; l'Aquarium con lo squalo che non può mai smettere di nuotare; la statua di Cristoforo Colombo col dito ferroso e fisso impettito sull'orizzonte; la sporcizia e l'abbandono di interi pezzi di città - città, come Genova e Marsiglia, città porto di mare - i viali timidi di giorno e brulicanti di notte, vivi di giocolieri, trapezisti e immigrati del nord Africa che vendono lattine di birra al pezzo e anche altro, sottovoce. Tutti questi &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hENnOi-xI/AAAAAAAAAgg/D_ccyly2LqQ/s1600-h/sagrada+familia.JPG"&gt;&lt;/a&gt;elementi scolpiscono nella mia mente l'immagine di una Barcellona incompiuta, in continua ricomposizione. Nella migliore tradizione del suo archittetto più celebre e celebrato, che con la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sagrada_Familia"&gt;Sagrada Familia &lt;/a&gt;aveva in mente una visione talmente geniale e complicata del sacro, che a distanza di un secolo è ancora lì, cantiere a cielo aperto, in attesa che il miracolo si compia e l'umana fatica - o finanziamenti ingenti - la portino finalmente a compimento. Del resto il nome &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hIEXOi-zI/AAAAAAAAAgw/d3p8mZ4VjFw/s1600-h/sagrada+familia.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158952612944608050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5hIEXOi-zI/AAAAAAAAAgw/d3p8mZ4VjFw/s400/sagrada+familia.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;completo dell'opera, in catalano suona come &lt;em&gt;Tempio espiatorio della Sacra Famiglia &lt;/em&gt;e la targa che indica le date di costruzione dice più o meno così: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;"1882 - (1926) - ??" L'ingresso costa 8 € e l'incasso è devoluto a finire i lavori. Turisti responsabili, ho contribuito a completare una pietra della mia Barcelona in movimento. Alla fine, tutto torna. &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Barcellona 10-14 gennaio 2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.letiziajp.blogspot.com"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;letiziajp&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ©&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6992900306101078726?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6992900306101078726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6992900306101078726&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6992900306101078726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6992900306101078726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/01/quanto-contano-le-prime-impressioni.html' title='Quanto contano le prime impressioni?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R5g_p3Oi-rI/AAAAAAAAAfw/rAYdDer7nIE/s72-c/grande+B.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-2115718962123029592</id><published>2008-01-10T10:12:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T10:16:32.077+01:00</updated><title type='text'>A scuola di TanGo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R4XiWB3IB9I/AAAAAAAAAfg/ECABp4WMKmw/s1600-h/tango-2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153774216680048594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R4XiWB3IB9I/AAAAAAAAAfg/ECABp4WMKmw/s400/tango-2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La scuola &lt;em&gt;Regina&lt;/em&gt; di via Malta 12, a Brescia, riapre i battenti con le nuove proposte di tango argentino per il 2008, rivolte sia ai ballerini più esperti, sia a tutti quelli che vogliono provare a muovere i "primi passi" nella disciplina.&lt;br /&gt;Il Tango argentino, nato più di un secolo fa nelle periferie buie e popolose di Buenos Aires, deve la sua duttilità universale a un'origine meticcia, frutto dell'incontro tra etnie e culture provenienti da tutto il mondo, che nella prima capitale del melting pot trovarono un loro fecondo momento di sintesi, nell'espressione corporea e passionale del ballo.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni il fenomeno del Tango ha assunto proporzioni e diffusione importanti anche in Italia, dove si moltiplicano i corsi, gli incontri con professonisti internazionali, i siti web, gli spettacoli d'alto livello e le reti sociali dedicate. Per capire come il Tango sia fermamente entrato nel nostro immaginario collettivo, basta pensare alle scelte di marketing delle aziende più disparate, che utilizzano la sensualità e il fascino del ballo per le loro campagne pubblicitarie a copertura nazionale.&lt;br /&gt;Anche se le piroette e i virtuosismi che ci propongono può farlo sembrare una disciplina per pochi eletti, in realtà il Tango è una danza accessibile a tutti coloro che con curiosità vogliono dare spazio alla libera espressine del proprio corpo.&lt;br /&gt;Con le parole dei due maestri della scuola Regina, Daniele e Roberta, "non esistono persone rigide nel Tango, ognuno può trovare il proprio stile. Il fine dell'apprendimento è portare l'allievo a pensare con il corpo, aiutarlo a scoprirne le regole, le resistenze e le possibilità, per aprirsi alla conoscenza e al dialogo con se e con l'altro". Provare per credere...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-2115718962123029592?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/2115718962123029592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=2115718962123029592&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2115718962123029592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2115718962123029592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/01/scuola-di-tango.html' title='A scuola di TanGo'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R4XiWB3IB9I/AAAAAAAAAfg/ECABp4WMKmw/s72-c/tango-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7798905079045704867</id><published>2008-01-04T11:23:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T10:34:55.427+01:00</updated><title type='text'>C'era una volta l'Agriasilo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R34KHB3IB8I/AAAAAAAAAfY/yCMqpKsAXKY/s1600-h/nido.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151566139633436610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R34KHB3IB8I/AAAAAAAAAfY/yCMqpKsAXKY/s320/nido.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando avevo circa dieci anni i miei genitori, seguendo uno spirito d'avventura all'epoca controcorrente, decisero di lasciare un paese ogni anno più caotico per trasferirsi in una casa di campagna, in collina, a pochi chilometri dal mare. Fu così che entrai nell'olimpo di quei fortunati bambini, destinati a vivere a stretto contatto con una natura benevola e ancora dignitosamente intatta.&lt;br /&gt;Ma i miei genitori avevano anche un altro regalo in serbo per me: il tempo. Il loro tempo, dedicato ad insegnarmi a riconoscere una quercia, piantare bulbi di tulipani e piantine di insalata, avvolgere nei fogli di carta le bottiglie di pomodoro da far cuocere nel calderone nero, per assicurare un'ottima passata per tutto l'inverno. Imparai anche ad individuare nel boschetto le tane delle volpi - le volpi, ancora numerose, solo pochi anni fa - e con la calce bianca e dell'acqua fresca, rubare per sempre l'impronta di qualsiasi animale che passasse di lì.&lt;br /&gt;Era il periodo in cui alle scuole elementari c'era solo una maestra, che diventava il punto di riferimento, la guida. Con lei in classe piantavamo i fagioli nel cotone, aspettando &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;trepidanti&lt;/span&gt; che si compisse il miracolo del borlotto trasformato in filo d'erba. A casa avevo un pollaio con oche, galline e conigli, le casette con le api e anche una capretta. Grazie a loro ho vissuto dal vivo la nascita di un pulcino, la stagionatura di una forma di formaggio, il ciclo di vita dal polline al miele.&lt;br /&gt;Una stagione ricca e fervida la mia infanzia, tanto da farmi sentire - forse a torto? - una privilegiata. Come fanno i bambini che vivono in città? O quelli i cui genitori lavorano tutto il giorno, quelli che vivono in appartamento o semplicemente tutti quelli che passano da casa a scuola e viceversa senza sperimentare mai, nemmeno per un attimo, il significato concreto del mondo che li circonda? Forse è anche a causa da questa lontananza dalla natura, dalla sperimentazione fisica del quotidiano, che, secondo &lt;a href="http://www.oecd.org/home/0,2987,en_2649_201185_1_1_1_1_1,00.html" target="_blank"&gt;l'OCSE&lt;/a&gt;, i giovani italiani sono tra i più ignoranti d'Europa?&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qualunque sia la risposta, c'è chi sta già pensando alle soluzioni migliori e più ingegnose per invertire la tendenza: da un'iniziativa della &lt;a href="http://www.coldiretti.it/default.asp" target="_blank"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Coldiretti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; nascono in Italia gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Agriasili&lt;/span&gt;, delle fattorie alternative che affiancano all'attività agricola caratteristica, un utilissimo servizio di asilo infantile. Il primo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;agriasilo&lt;/span&gt; italiano - &lt;a href="http://www.piemonte.campagnamica.it/BookingPiemonte/scheda.asp?cod_agrit=AG-PI.215" target="_blank"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Piemontesina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - pare sia nato a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Chiavasso&lt;/span&gt;, in provincia di Torino ed offre ai bambini ospiti la possibilità di seguire i lavori della campagna, accudire piccoli animali e osservare come crescono e producono le piante.&lt;br /&gt;Come afferma la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Coldiretti&lt;/span&gt;, "l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Agriasilo&lt;/span&gt; offre l'occasione di un incontro positivo tra le esigenze dei genitori di garantire un ambiente e un'alimentazione sana ai propri figli e quella delle imprenditrici e imprenditori agricoli alla ricerca di nuovi stimoli nel lavoro all'interno dell'azienda".&lt;br /&gt;L'idea funziona, tanto che attualmente in Italia si stanno moltiplicando le esperienze di questo tipo, autentiche "alternative ecologiche" agli asili spesso angusti di città. Ma anche sperimentazioni capaci di aprire finestre importanti per un settore agricolo messo alle strette da un mercato mondiale non più così generoso. Che sia una formula creativa ed efficace per piantare semi di responsabilità sociale nei cittadini di domani?&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Pubblicato anche su &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=75!30!74!75!49033!"&gt;Popolis&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.comune.montebelluna.tv.it/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;FonteFoto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7798905079045704867?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7798905079045704867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7798905079045704867&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7798905079045704867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7798905079045704867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/01/cera-una-volta-lagriasilo.html' title='C&apos;era una volta l&apos;Agriasilo'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R34KHB3IB8I/AAAAAAAAAfY/yCMqpKsAXKY/s72-c/nido.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7775634727381741083</id><published>2008-01-03T12:05:00.000+01:00</published><updated>2008-01-04T09:06:08.643+01:00</updated><title type='text'>Appostiamoci</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R3zFrB3IB7I/AAAAAAAAAfQ/CJoEbMzoJaE/s1600-h/posta.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151209416829700018" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R3zFrB3IB7I/AAAAAAAAAfQ/CJoEbMzoJaE/s200/posta.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"Poste Italiane è un innovativo e competitivo operatore di servizi finanziari e di pagamento. Ogni elemento interagisce con l'altro ed è funzionale a raggiungere e soddisfare le richieste del cliente. Onestà, trasparenza, correttezza, senso di responsabilità e affidabilità sono i valori che caratterizzano il Gruppo Poste Italiane e che guidano i comportamenti nelle relazioni interne e nei rapporti con l'esterno, generando fiducia e credibilità. Poste Italiane è un servizio pubblico con un'importante funzione sociale: il Servizio Universale. " (&lt;a href="http://www.poste.it/"&gt;http://www.poste.it/&lt;/a&gt;) &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La citazione non è tratta da un libro di fantascienza ma dal rispettabile sito della Poste Italiane. Ho selezionato le frasi più significative, quelle che più di ogni altra evocano nella memoria i momenti indimenticabili passati infilata in coda, in quel modo tutto italiano che hanno le code di disfarsi e sfaldarsi man mano che ci sia avvicina allo sportello. Della posta del paese dove abito conosco per inerzia ogni anfratto nei muri, la forma inflessibile dell'orologio, le cartoline di Natale e i francobolli col Papa, tutti amorevolmente appiccicati ai vetri di quegli sportelli perennemente in disuso, così da farli sembrare meno inesorabilmente vuoti alla trentina di persone che aspettano - sbruffando come balene - che si sia liberato l'unico operatore (&lt;em&gt;innovativo e competitivo&lt;/em&gt;) disponibile. Appena varcata la porta del nostro ufficio postale, scatta dentro qualcosa di antropologicamente interessante: un certo senso di ineluttabilità misto a fatalismo, che al massimo trova sfogo in timidi tentativi di protesta esternati col tuo vicino, più per ingannare il tempo che per farsi davvero sentire.&lt;br /&gt;Perchè, nonostante quello che vorrebbe raccontarci il sito delle Poste Italiane, il servizio, lungi dal generare &lt;em&gt;fiducia e credibilità&lt;/em&gt;, ha generato nel pubblico la stessa umana reazione di molti altri servizi statali, che chiamereri piuttosto...spirito di sopravvivenza, che in alcuni rari casi sfocia in esasperazione. Nella maggioranza dei casi invece sopportiamo code interminabili, uffici sottodimensionati, impiegati isterici che se la prendono con noi e noi con loro, e usciamo da li carichi di un'energia negativa - capace di illuminare tutti i colossei d'Italia - che viene dispersa nelle ricadute inevitabili di una mattinata buttata via per pagare una bolletta. I seguaci di &lt;a href="http://www.slowfood.it/"&gt;slow food&lt;/a&gt; potrebbero obiettare che la velocità è la vera malattia e potremmo utilizzare il tempo speso in piedi negli &lt;em&gt;affidabili &lt;/em&gt;uffici postali per pensare a noi stessi, recitare una poesia, scambiare due chiacchiere col mondo. Una pratica tutta orientale della calma e della tolleranza che mi ha quasi convinto, finchè è entrato un indiano e si è lanciato in un sermone di lamenti, per il tempo che gli tocca perdere ogni volta che deve mandare due lire in India (per non parlare che adesso le poste sono addette ai rinnovi dei permessi di soggiorno....amen). Neanche in India gli capitava di aspettare tanto? Incredibile, quanti pregiudizi, quanti stereotipi incondizionati!&lt;br /&gt;Forse dovremmo ringraziarle le Poste Italiane, per questa ginnastica forzata all'attesa a cui ci hanno addomesticato. Il servizio pubblico che riesce nell'impresa di educare alla pazienza, alla docilità, un cittadino pienamente consapevole che i servizi che gli offre lo Stato (offre? ma non servivano a questo le tasse...?) sono un disastro insensato (davvero cosi difficile da sanare?) di inefficienza e mediocrità, ma continua ad usarli senza opporre eccessiva resistenza. La sottomissione, ecco la vera rivoluzione sociale dei nostrani &lt;em&gt;servizi universali.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7775634727381741083?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7775634727381741083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7775634727381741083&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7775634727381741083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7775634727381741083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/01/appostiamoci.html' title='Appostiamoci'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R3zFrB3IB7I/AAAAAAAAAfQ/CJoEbMzoJaE/s72-c/posta.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-2823432889931520433</id><published>2008-01-03T10:17:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T10:19:53.073+01:00</updated><title type='text'>Io come Alice</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p align="center"&gt;Se non sai dove stai andando, qualunque strada ti ci porterà&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lewis_Carroll"&gt;&lt;em&gt;Lewis Carroll&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-2823432889931520433?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/2823432889931520433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=2823432889931520433&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2823432889931520433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2823432889931520433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2008/01/come-alice.html' title='Io come Alice'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3309077925405498521</id><published>2007-12-24T09:38:00.000+01:00</published><updated>2007-12-24T10:24:58.107+01:00</updated><title type='text'>Alla vita, che non finisce mai</title><content type='html'>Mi porto dietro quest'immagine dell'infanzia, dove i mesi sono ordinatamente divisi in due file parallele, a sinistra gennaio-giugno, a destra luglio-dicembre. E' chiaro quindi che questa parte dell'anno la vedo da sempre come la coda del calendario, il mozzicone andato che fuma ricordi dai camini delle case agghindate a festa. E questi ultimi giorni...una tasca, un limbo scuro e caldo dove mi rifugio crogiolando ciò che è stato, per allontanare ancora un poco il pensiero della macchina che si rimette in moto verso le strisce dritte delle mie due parallele. Da qui, il miglior augurio che mi sento di poter fare è che la vita vi sia lieve e che voi siate tra quelli capaci di stupire l'universo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;La vita è grande. Rovina e fortuna, patimento e gioia, schiavitù e affrancamento, rotolano e si cozzano tra loro su un tavolo talmente vasto, in un gioco cosi complicato, che solo un pazzo può pensare di poterlo governare per intero e per sempre, per se stesso e per gli altri. Naturalmente i pazzi in questa natura abbondano. Capita addirittura che alcuni di loro invece di passare per quello che sono, per pazzi scatenati, godano momentaneamente fama di persone avvedute, sapienti oltre ogni limite sopra il proprio e l'altrui destino, dotati di provvidenziali capacità e poteri. Costoro se la spassano da signori per un pò di tempo, fino a quando la vita, la tragica grande storia delal vita, si incarica di svelare l'obbrobrio della loro follia. Chi l'avrebbe mai detto, lamentano sconcertati i loro seguaci ed estimatori. Già, chi l'avrebbe mai detto. Il fatto è che la vita non finisce mai, il suo orizzonte è oltre l'ultimo orizzonte visibile. Il fatto è che lo sguardo, anche il più acuto, è sempre meno lungo di quanto faccia piacere crederlo. E per fortuna che è cosi, altrimenti gli umani sarebbero già finiti da un bel pezzo; malamente, miseramente, prevedibilmente finiti. E invece, dopo tante sventure e disastri, sono ancora lì a stupire l'universo. (Maurizio Maggiani&lt;em&gt;, La Regina Disadorna)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3309077925405498521?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3309077925405498521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3309077925405498521&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3309077925405498521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3309077925405498521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/12/alla-vita-che-non-finisce-mai.html' title='Alla vita, che non finisce mai'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1047286583223867885</id><published>2007-12-19T17:19:00.000+01:00</published><updated>2007-12-20T11:23:34.882+01:00</updated><title type='text'>Oltre quale confine</title><content type='html'>Cosa vi viene in mente se dico "immigrato"?&lt;br /&gt;Forse dipende dalla vostra età, dal ceto sociale, da quante storie hanno avuto la possibilità di raccontarvi i vostri i nonni nelle sere d'inverno davanti al fuoco. O forse dipende dal vostro vicino di casa e dalla vostra professione, se lavorate in posta o in un cantiere, al bar o all'ultimo piano di un edificio commerciale. Se dovessi dirvi io, la prima immagine che mi sale agli occhi sono gli spot delle banche all'avanguardia, la western union, il mercato del sabato a Brescia, l'odore di spezie e peperoncino sul pianerottolo di casa, i miei vicini indiani, lo scoramento delle maestre per la percentuale di bambini che arriva a metà anno senza parlare una parola di italiano e il terrorismo mediatico della stampa nostrana, sempre pronta ad usare le parole in maniera a dir poco strumentale (come se ci fosse differenza tra un rapinatore "rumeno" e uno italiano).&lt;br /&gt;Ma questa è la mia contemporaneità, l'immigrazione che ho vissuto per interposta persona, vedendomela pasare accanto ogni giorno, per strada, in TV, nelle nuove strategie di marketing aziendale. Ma qui dovrebbe intervenire la memoria (storica), per ricordare anche il passato che non abbiamo vissuto, per rendere più relativa l'esistenza e più morbido il nostro atteggiamento nei confronti degli altri. E' un pensiero banale, ma viste le grida popolari alla "emergenza immigrati" non poi cosi scontata...me l'ha fatto venire in mente il romanzo di gioventù di John Fante, l'unica opera scritta in terza persona, quasi a prendere un certo distacco da una storia pur tutta autobiografica, quasi a guardare dall'esterno quel bambino spaurito che era, impegnato ogni giorno contro le sue origini italiane in un'America ostile del primo novecento. "&lt;em&gt;Si chiamava Svevo Bandini e abitava in quella strada, tre isolati più avanti. Aveva freddo e le scarpe sfondate. Quella mattina le aveva rattoppate con dei pezzi di cartone di una scatola di pasta. Pasta che non era stata pagata. Detestava la neve. Faceva il muratore e la neve gelava la calce tra i mattoni che posava. Anche da ragazzo, in Italia, in Abruzzo, detestava la neve...Era cosi povero, con tre figli a carico, e non aveva neppure pagato la pasta, per non parlare della casa che ospitava figli e pasta."&lt;/em&gt; E il figlio di Svevo, , l'alter-ego indiscusso di J. Fante sempiterno protagonista di ogni sua storia&lt;em&gt;"di nome faceva Arturo, ma avrebbe preferito chiamarsi John. Di cognome faceva Bandini ma lui avrebbe preferito chiamarsi Jones. Suo padre e sua madre erano italiani ma lui avrebbe preferito essere americano. Suo padre faceva il mutratore, ma lui avrebbe preferito diventare il lanciatore dei Chicago Cubs".&lt;/em&gt; (John Fante - Aspetta Primavera, Bandini - 1938)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1047286583223867885?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1047286583223867885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1047286583223867885&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1047286583223867885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1047286583223867885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/12/oltre-confine.html' title='Oltre quale confine'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5240324420516256539</id><published>2007-12-11T16:03:00.000+01:00</published><updated>2007-12-11T16:12:12.448+01:00</updated><title type='text'>E il Dirigibile...torna a volare (by I.R.)</title><content type='html'>10 dicembre 2007, per ricordare Ahmet Ertegun, mitico fondatore dell’etichetta Atlantic &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R16ntrW8yUI/AAAAAAAAAfA/2OrI9ZmXlDU/s1600-h/LedZeppelinMothership.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142732227678619970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R16ntrW8yUI/AAAAAAAAAfA/2OrI9ZmXlDU/s320/LedZeppelinMothership.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Records, e loro caro amico e scopritore, Robert Plant, Jimmy Page e Jonh Paul Jones decidono di riaccendere i motori del dirigibile per riportarlo in volo ancora una volta, dopo che si erano tragicamente spenti il 25 settembre 1980 con la morte del batterista Jonh “Bonzo” Bonham. Oggi al suo posto è stato chiamato il figlio Jason, 41 anni, cresciuto come in una famiglia all’interno della più grande Rock band di tutti I tempi. Chi ha potuto assistere all’evento (…ed io purtroppo non ero tra questi), parla di una emozione crescente quando alle 21.00 in punto si sono accesi gli amplificatori, ed i cuori di milioni di fan, sulle note di “Good times bad times”, canzone datata 1969 e prima traccia del primo disco dei Led Zeppelin, quasi si volessi ricominciare da là, dall’inizio di tutto. La scaletta ha poi toccato tutte le tappe della storia del Rock segnate da canzoni degli Zeppelin come “Black Dog”, “Dazed and Confused”, “Stairway to heaven” fino a “Whole lotta love”. Dalle poche immagini passate alla TV, spiccano i cenerei lunghi capelli di Page, ed una diffusa calvizie tra il pubblico presente, segno del tempo che è passato da quei favolosi anni settanta, che rimangono però sempre vivi nei cuori, e pronti a riaccendersi sulle note emozionanti di una canzone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Autore articolo: Ivan R. (U.T.L'U.R.)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5240324420516256539?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5240324420516256539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5240324420516256539&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5240324420516256539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5240324420516256539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/12/e-il-dirigibiletorna-volare-by-ir.html' title='E il Dirigibile...torna a volare (by I.R.)'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R16ntrW8yUI/AAAAAAAAAfA/2OrI9ZmXlDU/s72-c/LedZeppelinMothership.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5867939796847012287</id><published>2007-12-06T16:16:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T10:18:46.021+01:00</updated><title type='text'>"Gindobre" Polonia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gch7W8yPI/AAAAAAAAAeY/I8EMyOb10Q8/s1600-h/piazza.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140890343838632178" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gch7W8yPI/AAAAAAAAAeY/I8EMyOb10Q8/s320/piazza.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho letto prima di partire che la Polonia ha almeno due primati: è il paese più esteso dell'Europa dell'Est, ma è anche il paese con il più alto tasso di povertà in Europa. Ad avermelo chiesto avrei detto "Romania", che adesso va cosi tanto di moda nei banchetti sensazionalistici della stampa nostrana. E invece no. Polonia.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Va anche precisato che, in un ordine inverso rispetto al nostro comune sentire, è il Nord del paese ad essere più disastrato, mentre il Sud gode dei benefici della crescita economica che quest'anno corre a ritmi del 5%. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le strade a sud non sono tanto ben messe, ma le città, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gcT7W8yOI/AAAAAAAAAeQ/Fcm6TLj2g2I/s1600-h/cimitero.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140890103320463586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gcT7W8yOI/AAAAAAAAAeQ/Fcm6TLj2g2I/s320/cimitero.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;soprattutto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Cracovia&lt;/span&gt; - la capitale culturale - conservano una dignità quasi maestosa, con quella piazza che si apre cosi, all'improvviso, perdendosi nell'ampiezza di un perimetro quasi vuoto e che per questo dà l'impressione di essere immenso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quelli che incontriamo parlano poco di politica, ma sembrano tutti sollevati dall'esito delle recenti elezioni, che hanno visto uscire dalla scena almeno uno dei gemelli accentratori. L'Europa è già dentro le frontiere polacche, una cosa già scontata ma non risolta, c'è la sensazione che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;finché&lt;/span&gt; non ci sarà una moneta unica e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;finché&lt;/span&gt; la libera circolazione dei lavoratori non sarà effettiva in tutti i paesi, i polacchi sentiranno ancora un piede ancorato alla vicina Russia, silenziosa ma onnipresente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La religiosità permea la società polacca e le sue architetture, fatte di chiese imponenti e di chiese piccole, croci e cimiteri di campagna, tutti legati ad un solo nome, una figura che stringe eternamente la gioventù &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gcv7W8yQI/AAAAAAAAAeg/TrsEguiqpp0/s1600-h/statua.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140890584356800770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gcv7W8yQI/AAAAAAAAAeg/TrsEguiqpp0/s320/statua.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Carol&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Wojtyla&lt;/span&gt; alla fede della sua gente, che ovunque lo acclama "santo subito".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma anche uscendo da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Cracovia&lt;/span&gt; la sensazione non cambia, quel primato di povertà devo cercarlo ma a stento ne vedo i contorni. Sarà forse per la neve - che è caduta copiosa sui nostri brevi cinque giorni di permanenza polacca - che attutisce tutto vestendo di un elegante bianco composto anche i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;grigiumi&lt;/span&gt; più ostinati. Sarà il calore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;generoso&lt;/span&gt; di tutti quelli che ci hanno ospitato pur senza averci mai visto, aprendo la porta di case, agriturismi, uffici, come fosse un cortile privato dove accogliere amici lontani. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oppure sarà ancora l'emozione di un nuovo viaggio - &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;altra&lt;/span&gt; tappa nel cammino verso il centro della mia casa - però io faccio ancora fatica a capire il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;perché&lt;/span&gt; di questo "tasso di povertà più alto d'Europa". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gdxbW8yTI/AAAAAAAAAe4/Lfb9mCnE8Ng/s1600-h/formaggi.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140891709638232370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gdxbW8yTI/AAAAAAAAAe4/Lfb9mCnE8Ng/s320/formaggi.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' stato un viaggio troppo veloce, intenso, dove il Nord dimenticato di cui si parla in tanti studi sul Paese è passato troppo al di sopra di noi, distante...forse le mie risposte sono li, e mi toccherà tornare.... &lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error"&gt;PS&lt;/span&gt;: "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Gindobre&lt;/span&gt;" vuol dire Buongiorno e ovviamente non si scrive cosi, ma l'importante è la pronuncia no??&lt;/span&gt; &lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Polonia 28 novembre - 2 dicembre&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Foto: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;letiziajp &lt;/span&gt;©&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5867939796847012287?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5867939796847012287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5867939796847012287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5867939796847012287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5867939796847012287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/12/gindobre-polonia.html' title='&quot;Gindobre&quot; Polonia'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R1gch7W8yPI/AAAAAAAAAeY/I8EMyOb10Q8/s72-c/piazza.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4540502080046185084</id><published>2007-11-27T09:28:00.000+01:00</published><updated>2007-11-27T10:31:33.444+01:00</updated><title type='text'>Nave...fuori dal mare</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R0vgfuUUS-I/AAAAAAAAAd8/mabApbzFVYY/s1600-h/20070606220715_s.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137446635559996386" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R0vgfuUUS-I/AAAAAAAAAd8/mabApbzFVYY/s320/20070606220715_s.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Ford"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Mark&lt;/span&gt; Ford&lt;/a&gt; è nato a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Los&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Angeles&lt;/span&gt; in un aprile qualunque degli irruenti fine anni sessanta e io lo ammetto, proprio non l'avevo mai sentito nominare. Ma è una pecca mia, quella di non ricordarmi i nomi, per cui ci ho fatto poco caso quando domenica sera - un giorno freddissimo e umido - mi hanno detto entusiasti e basiti che si andava tutti al Teatro San Costanzo di Nave a sentire &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Mark&lt;/span&gt; Ford.&lt;br /&gt;Per fortuna ci pensa sempre il mio "gruppo spalla" ad &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;alfabetizzarmi&lt;/span&gt; la memoria, e allora dietro l'entusiasmo ho capito anche il &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;perché&lt;/span&gt; dello stupore. Scopro che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Mark&lt;/span&gt; Ford è il famosissimo chitarrista americano che si è permesso il lusso di suonare nei &lt;a href="http://blackcrowes.com/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Black&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Crows&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;e con &lt;a href="http://www.benharper.net/"&gt;Ben &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Harper&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;per poi abbandonarli entrambi, per lanciarsi proprio in questi giorni in una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;tourné&lt;/span&gt; italiana a dir poco bizzarra, sia per la composizione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;picassiana&lt;/span&gt; dalla band che per la scelta originale delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;location&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Appunto, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;location,&lt;/span&gt; e veniamo allo sgomento sghignazzante dei miei accompagnatori. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nave_(BS)"&gt;Nave &lt;/a&gt;è un comune di 10.000 abitanti situato nella Valle del Garza, insomma, Provincia di Brescia. E il Teatro San Costanzo è nientemeno che il teatro dell'Oratorio di Nave, di quelli con le poltroncine &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;blu&lt;/span&gt; di velluto, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;doppiopalco&lt;/span&gt; per gli spettacoli di Natale degli scout e il bar subito fuori &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;gestito&lt;/span&gt; dalla &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;perpetua &lt;/span&gt;di turno, che vende patatine, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;golosine&lt;/span&gt; e coca cola a prezzi calmierati. Domenica sera avevano anche la birra, non si sa se per politica fissa o se hanno fatto un'eccezzione vista l'occasione.&lt;br /&gt;Insomma, uno spettacolo..surreale...Mark Ford, lo stesso che accompagnava i virtuosismi di Ben H. in un magico luglio di poco tempo fa, al ritmo di &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Welcome&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;to&lt;/span&gt; the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Cruel&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;World&lt;/span&gt;,&lt;/em&gt; domenica sera ha portato la sua famosissima chitarra fino al Teatro parrocchiale di Nave, dove la sua faccia sulla locandina era stata appiccicata sopra agli orari della programmazione di &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44452"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Ratatouille&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;e a fianco del recital di fine anno. Come a dire che anche nei posti più impensabili, quando pensi che sei finito a vivere in una landa desolata, basta guardarsi bene attorno per trovare perle rare a prezzi decisamente onesti. E che in fondo non importa tanto il tempo, lo spazio o il prestigio di chi ti accompagna, ma la passione che ti muove nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.newtimesslo.com/index.php?p=showarticle&amp;amp;id=2519"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4540502080046185084?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4540502080046185084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4540502080046185084&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4540502080046185084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4540502080046185084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/11/navefuori-dal-mare.html' title='Nave...fuori dal mare'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/R0vgfuUUS-I/AAAAAAAAAd8/mabApbzFVYY/s72-c/20070606220715_s.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5443333049277128678</id><published>2007-11-20T11:01:00.000+01:00</published><updated>2007-11-20T11:33:24.535+01:00</updated><title type='text'>Prima l'uovo o la gallina?</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Il conflitto armeno-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;azerbaigiano&lt;/span&gt; sorto sul territorio del &lt;a href="http://209.85.135.104/search?q=cache:saBkDSMx4xkJ:www.direonline.it/servlets/resources%3FcontentId%3D157205%26resourceName%3Dallegato%26border%3Dfalse+cronologia+conflitto+nagorno+karabakh&amp;amp;hl=it&amp;amp;ct=clnk&amp;amp;cd=3&amp;amp;gl=it"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Nagorno&lt;/span&gt;-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Karabakh&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;(1991 - ...) ha portato allo scellerato assassinio della popolazione azera che viveva in Armenia, una ferocia che ha portato all'esilio dai luoghi natii più di 300mila azeri. Desideriamo precisare anche che, quale conseguenza dei pogrom commessi dagli armeni nella città azera di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Khodjaly&lt;/span&gt;, sono state assassinate decine di migliaia di persone innocenti: bambini, donne e anziani, con la totale distruzione della stessa &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;città&lt;/span&gt;! E' stato a tutti gli effetti un genocidio nei confronti del popolo azero. (...) Purtroppo però l'Armenia a assunto una posizione fermamente contraria alla soluzione costruttiva del problema, creando cosi una forte instabilità in tutta l'area Transcaucasica. &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Emil&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Karmov&lt;/span&gt;, Ambasciatore dell'Azerbaigian&lt;/em&gt;, da &lt;a href="http://www.internazionale.it/home/"&gt;Internazionale &lt;/a&gt;19/10/2007)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Commissione affari esteri della camera dei rappresentanti americana ha approvato una risoluzione che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;riconosce&lt;/span&gt; il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno"&gt;genocidio degli armeni &lt;/a&gt;tra il 1915 e il 1917 all'epoca dell'Impero Ottomano. Il testo, che sarà ora sottoposto all'intera assemblea, è stato approvato nonostante l'opposizione del presidente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Bush&lt;/span&gt;. Il governo turco ha minacciato ritorsioni, mentre il parlamento ha dato il via libera alle operazioni nel nord dell'Iraq contro i ribelli curdi. &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;em&gt;Schiaffo ad Ankara&lt;/em&gt;, da &lt;a href="http://www.blogger.com/www.internazionale.it"&gt;Internazionale &lt;/a&gt;del 19/10/2007)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5443333049277128678?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5443333049277128678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5443333049277128678&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5443333049277128678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5443333049277128678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/11/prima-luovo-o-la-gallina.html' title='Prima l&apos;uovo o la gallina?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8688168700639240467</id><published>2007-11-07T14:28:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T10:19:22.268+01:00</updated><title type='text'>Pisco e "sicsapa"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHPrWoc0XI/AAAAAAAAAds/IkXldUOW4Ik/s1600-h/Molo.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130109794268270962" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHPrWoc0XI/AAAAAAAAAds/IkXldUOW4Ik/s320/Molo.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Perù è ricco, il Perù è povero. Tutto vero e tutto falso e tutte e due le cose insieme. Questa volta il lavoro prevedeva spostamenti oltre il confine degli uffici governativi e finalmente Lima mi ha svelato le sue periferie malconce, mentre imboccavo la strada per Rioja, 900 chilometri più a nord. Viaggiare fuori da Lima permette di capire cosa vuol dire realmente &lt;em&gt;urgenza di decentralizzazione&lt;/em&gt;, la santa missione laica del presidente della repubblica Alan Garcia: la finanza, i flussi di denaro, le infrastrutture, i quartieri alla moda, le multinazionali e le fabbriche operaie, il cuore vivo e pulsante dell'economia sono una prerogativa della sola capitale, un involucro di 8 &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHNBmoc0PI/AAAAAAAAAcs/B75UBYkaS5Y/s1600-h/rioja.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130106877985476850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHNBmoc0PI/AAAAAAAAAcs/B75UBYkaS5Y/s320/rioja.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;milioni di abitanti in un paese che ne ospita 28. Questa è Lima e fuori di lei, oltre i limiti brevi dei suoi quartieri popolari, si sviluppa un territorio ricco di potenzialità umane e naturali ancora trascurato, disertato come una casa da cui si vuole solo fuggire, incapace di trovare alternative appetibili in grado di intaccare il centro gravitazionale della capitale. Intanto il potere contrattuale di Lima - capace di spostare capitali come sassetti nel mare - cresce e influenza indirettamente le scelte di spesa, secondo una logica dubbia del "chi più tasse paga più si aspetta in ritorno".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Mi guardo intorno a Rioja, città di selva e di frontiera, e quello che vedo &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHQDWoc0YI/AAAAAAAAAd0/DRJSGqfrU0E/s1600-h/cattedrale.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130110206585131394" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHQDWoc0YI/AAAAAAAAAd0/DRJSGqfrU0E/s320/cattedrale.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;è in gran parte povertà. Eppure, anche se cosi distante dai quartieri eleganti e torniti di Miraflores e San Isidro, lontano dai fasti della capitale, il paesaggio di Rioja conserva la dignità dei paesi umili, dove una vegetazione rigogliosa e florida, baciata da un sole che Lima non vede mai, rende discreta e pulita anche la povertà più estrema delle baracche di paglia e fango ai due lati della strada.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cooperativa di credito al posto del bancomat ha una cassiera sorridente seduta dietro ad uno sportello troppo alto per il suo metro e cinquanta, che fino alle dieci di sera offre servizio di prelievo e versamento ad una fila ordinata e composta di gente arrivata dopo l'orario di chiusura ufficiale. Le strade secondarie sono di terra battuta, la guida che mi ha accompagnato nel parco di &lt;a href="http://www.tarapoto.com/provincias_de_san_martin/rioja.php"&gt;Tioyacu &lt;/a&gt;ha nove anni e di andare a scuola non ne vuole sapere, la gente del posto vive di agricoltura e il narcotraffico è una realtà silenziosa e strisciante che toglie il sonno ai potenti locali. L'aeroporto di &lt;a href="http://www.tarapoto.com/"&gt;Tarapoto &lt;/a&gt;è in continuo rifacimento e qualche nuvola bassa mi ha lasciato a piedi per due giorni. Ma tutto l'insieme ha la sua forza, il suo prorompente colore, la sua incontrastata dignità. Pian piano Lima deporrà la corona e la gente &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHOWmoc0TI/AAAAAAAAAdM/U3y6BXSZO1g/s1600-h/cartello.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130108338274357554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHOWmoc0TI/AAAAAAAAAdM/U3y6BXSZO1g/s320/cartello.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;smetterà di migrare come un &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHOIWoc0SI/AAAAAAAAAdE/Fj15coOgll8/s1600-h/processione.JPG"&gt;&lt;/a&gt;fiume lento verso la grande città, per scoprire che anche fuori dalla propria casa, tra la propria gente, anche li dove la terra è polvere e il cielo uno specchio infuocato, anche nei posti più dimenticati lo Stato sta promettendo di investire. Politiche e ridistribuzione delle risorse riporteranno al Perù all'antico splendore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo la vita scorre vivace e festosa, nella spinta della semplicità ricca del popolo latinoamericano, sempre in grado di sorridere, di accogliere, di ospitare nelle braccia aperte della propria casa, dove cosi tante volte ho potuto assaggiare pezzetti di cultura e umanità che nessun libro potrà mai raccontare. Anche stavolta l'America latina mi ha lasciato perle della sua saggezza, sociale e culinaria: tra le usanze più antiche ricordo il &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHOwmoc0UI/AAAAAAAAAdU/Dc4da4t9HLk/s1600-h/specchietto.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130108784950956354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHOwmoc0UI/AAAAAAAAAdU/Dc4da4t9HLk/s320/specchietto.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Sebinacuy&lt;/em&gt;, parola quetchua che per gli antichi popoli indicava la pratica - molto diffusa - della convivenza prima del matrimonio, per avvicinare le giovani coppie ad una scelta consapevole del fatidico "per sempre". Mentre in cucina, si sa, le perle sono rare. Questa qui ve la lascio sulla fiducia, perché stavolta un atavico istinto ha prevalso sulla curiosità e non sono riuscita ad assaggiare. Dicono che siano buonissime, stesso sapore del mais tostato annaffiato di pisco fresco. Si chiamano &lt;em&gt;Sicsapa&lt;/em&gt; e sono formiche, nere e grasse. La modernità sposata alla tradizione, nulla mai si perde realmente, l'America latina è un continente contraddittorio che vale sempre la pena di scoprire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto: Peru, ottobre 2007 - letiziajp ©&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHPJGoc0VI/AAAAAAAAAdc/ie-9kaDyHDM/s1600-h/barca2.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8688168700639240467?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8688168700639240467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8688168700639240467&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8688168700639240467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8688168700639240467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/11/pisco-e-sicsapa.html' title='Pisco e &quot;sicsapa&quot;'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzHPrWoc0XI/AAAAAAAAAds/IkXldUOW4Ik/s72-c/Molo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4666379881549000505</id><published>2007-11-06T08:54:00.000+01:00</published><updated>2007-11-06T08:59:47.175+01:00</updated><title type='text'>Ciao Enzo, buon viaggio...</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzAeIWoc0MI/AAAAAAAAAcU/9XdSpzZA53A/s1600-h/biagi2_169big.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129633104438022338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzAeIWoc0MI/AAAAAAAAAcU/9XdSpzZA53A/s400/biagi2_169big.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;I protagonisti per me sono ancora i fatti, quelli che hanno segnato una generazione: partiremo da uno di questi, e faremo un passo indietro per farne un altro, piccolo, avanti. Senza intenzione di commemorarci.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/www.corriere.it"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;CorrieredellaSera&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4666379881549000505?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4666379881549000505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4666379881549000505&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4666379881549000505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4666379881549000505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/11/ciao-enzo-buon-viaggio.html' title='Ciao Enzo, buon viaggio...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RzAeIWoc0MI/AAAAAAAAAcU/9XdSpzZA53A/s72-c/biagi2_169big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5300225796079970327</id><published>2007-10-24T08:36:00.000+02:00</published><updated>2007-10-24T08:41:57.682+02:00</updated><title type='text'>Una legge per il web: disciplina o bavaglio?</title><content type='html'>Un disegno di legge licenziato dal Cdm lascia intravedere l'obbligo di iscrizione al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito. Aumenterebbero quindi anche per i "piccoli" su Internet spese e sanzioni penali. Il sottosegretario Levi: "Non è questo lo spirito, deciderà l'Autorità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;leggi &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html"&gt;&lt;em&gt;Aldo Fontanarosa&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, Repubblica, 19/10/2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5300225796079970327?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5300225796079970327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5300225796079970327&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5300225796079970327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5300225796079970327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/una-legge-per-il-web-disciplina-o.html' title='Una legge per il web: disciplina o bavaglio?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7393664794417523770</id><published>2007-10-23T10:51:00.000+02:00</published><updated>2008-01-24T10:19:47.812+01:00</updated><title type='text'>He's back.....</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rx24LNAMwKI/AAAAAAAAAcM/deJPRPuqQ88/s1600-h/gnu.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124454453626060962" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rx24LNAMwKI/AAAAAAAAAcM/deJPRPuqQ88/s400/gnu.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.... more pics coming soon....&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: Ivan (Kilimangiaro, Tanzania 5-21 ottobre) ©&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7393664794417523770?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7393664794417523770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7393664794417523770&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7393664794417523770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7393664794417523770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/hes-back.html' title='He&apos;s back.....'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rx24LNAMwKI/AAAAAAAAAcM/deJPRPuqQ88/s72-c/gnu.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-6826162079858396977</id><published>2007-10-19T16:49:00.000+02:00</published><updated>2007-10-19T17:46:07.544+02:00</updated><title type='text'>Il mercato delle b(o)lle</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxjQKdAMwHI/AAAAAAAAAb0/KKy28g9-yj4/s1600-h/bollicine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123073454136672370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxjQKdAMwHI/AAAAAAAAAb0/KKy28g9-yj4/s320/bollicine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sul finire dell'ottocento un comunissimo farmacista di Atlanta, il dott. John Styth Pemberton, dava alla luce quella che di li a poco tempo si sarebbe rivelata la più redditizia delle alchimie: era il 1886, la data di nascita della &lt;em&gt;Coca Cola&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Inventata come un rimedio efficace per qualsiasi male, la bevanda con le bolle uscì illesa da tutti gli attacchi volti a mettere in dubbio la presunta insalubrità dei suoi misteriosi ingredienti, per arrivare fino a noi quasi intatta, trasformata da versione liquida dell'aspirina a colosso mondialmente incontrastato delle bibite analcoliche. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però qualcosa ad un certo punto deve essere andato storto. Sarà il momento storico delle lotte epocali ai grassi e calorie - soprattutto nella patria sovrappeso di Mc Donald e patatine. Sarà che all'attenzione maggiore che prestiamo alla linea si asocia per fortuna una più profonda e urgente attenzione alla salute - nostra e dell'ambiente in cui viviamo. Qualsiasi cosa sia stata, si dà il fatto che il modello Coca Cola ha cominciato a scricchiolare, trascinando con sè la &lt;em&gt;Pepsi, &lt;/em&gt;concorrente diventata socia di sventura. Il primo colpo l'ha lanciato la comunità scientifica statunitense, che ha recentemetne puntanto il dito contro la pratica della Coca Cola e della Pepsi di sostituire il saccarosio proveniente dalla canna da zucchero con un più conveniente - dal punto di vista esclusivamente economico - concentrato di fruttosio proveniente da mais OGM.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una volta creata la crepa, l'acqua - gassata? - comincia ad entrare e mina le basi precarie della salubrità delle sorelle Coca &amp;amp; Pepsi. A inizio 2007 la Chicago Medical Association ha proposto una tassa aggiuntiva sulle suddette bevande - i cui dolcificanti sono una delle maggiori cause di obesità infantile - per dedicarne i proventi a campagne di educazione alla salute.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E non bisogna pensare che si tratti solo di una crociata americana contro una propria creazione. Nell'agosto del 2006 lo stato indiano del Kerala (!) ha vietato alla Coca Cola e alla Pepsi la produzione e la vendita delle loro bevande in tutta la regione (!!!) dopo che un'indagine del Centro per la scienza e l'ambiente di New Delhi aveva rinvenuto residui di pesticidi nelle bibite, in quantità 24 volte superiori ai limiti indiani (!!!!!!!!).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per non parlare che in India il mais - preferito dalle multinazionali per i motivi suddetti- impoverisce i contadini, perchè sostituisce le coltivazioni locali di canna da zucchero. Se si considera poi che per produrre un litro di Coca Cola servono nove litri di acqua, si capiscono anche le ragioni dietro alle denunce avanzate nello stato del Kerala per inquinamento dei terreni e furto di acqua destinata all'irrigazione e al consumo umano. Nel Kerala sono stati prosciugati 260 pozzi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che ironia che tanti attentati alla nostra salute derivino dall'invenzione fortunata di un farmacista, a cui di solito chiediamo piuttosto cure - non cause - per le nostre umanissime pene. Ma si sa, siamo esseri irrazionali, a volte anche l'informazione più efficace non serve a farci desistere dalla tentazione. Finchè continueremo ad essere entusiasti e affezzionatissimi consumatori ci sarà mercato, salutare o no che sia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-6826162079858396977?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/6826162079858396977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=6826162079858396977&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6826162079858396977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/6826162079858396977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/il-mercato-delle-bolle.html' title='Il mercato delle b(o)lle'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxjQKdAMwHI/AAAAAAAAAb0/KKy28g9-yj4/s72-c/bollicine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3582651746107613983</id><published>2007-10-15T16:59:00.000+02:00</published><updated>2008-01-24T10:20:22.979+01:00</updated><title type='text'>Il Danubio passa per dieci Paesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOQQ9AMwEI/AAAAAAAAAa8/Y19IuuRnDZY/s1600-h/cartello.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121595822178091074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOQQ9AMwEI/AAAAAAAAAa8/Y19IuuRnDZY/s320/cartello.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;aeroporto&lt;/span&gt; ho provato il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;pizzicorio&lt;/span&gt; di quei film dove l'eroe vince la monotonia del quotidiano infilandosi nel primo aereo in partenza da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;NY&lt;/span&gt;. Solo che io non ero a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;NY&lt;/span&gt; ma in una banalissima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Malpensa&lt;/span&gt; e il mio aereo non era proprio a caso, ma quasi. Destinazione Belgrado, classica decisione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;last&lt;/span&gt; minute e un week-end di quelli strani nel mezzo, dove la sensazione che mi rimane non è di tempo, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;né&lt;/span&gt; di spazio ma piuttosto di suoni e sapori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;A Belgrado ci ho pensato un sacco di volte, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;perché&lt;/span&gt; la mia amica Vera vive là e per me e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Moki&lt;/span&gt; è stato per un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;po'&lt;/span&gt; uno di quei viaggi-miraggi, da tirar fuori nei momenti di asfissia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;sociolavorativa&lt;/span&gt;, come oasi ideale per ricaricare umanissime batterie. Poi abbiamo smesso di pensarci e allora si, siamo finalmente partite. Dai Balcani mi aspettavo i ritmi improbabili dei film di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emir_Kusturica"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Kosturica&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;e gli squarci crudi e tristi a cui mi aveva abituato la Slovenia di fine anni 90. Da Belgrado non mi aspettavo niente, se non l'immaginario distorto da tanti racconti e l'entusiasmo di chi c'era stato prima di me. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOCrNAMv5I/AAAAAAAAAZk/gTMy7PY8jKI/s1600-h/vecchina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121580879986868114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOCrNAMv5I/AAAAAAAAAZk/gTMy7PY8jKI/s320/vecchina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho trovato gli stessi mercati di Tegucigalpa, con gli equilibri precari di frutta e verdura, ma con volti diversi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;dietro&lt;/span&gt; i banchi, più affilati, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;inspigoliti&lt;/span&gt; da quella lingua costantemente interrotta da consonanti impronunciabili. Tutto così umanamente diverso dai paesaggi a cui mi ha abituato l'America Latina!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non so se mi è piaciuta Belgrado in &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;sé&lt;/span&gt;, la città intendo, o piuttosto l'incredibile coincidenza di equilibri tra tutti noi, coinquilini improvvisati a casa di V. Ho tutti i sensi falsati da un week-end che mi è sembrato una lunga interminabile notte, fatta di chiacchierate fitte, ricordi intensi, sensazioni riscoperte come dopo una conversazione interrotta, tre o quattro anni fa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Belgrado è grigia nei giorni d'inverno, di un freddo pungente e secco. La mia prima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;mezz&lt;/span&gt;'ora di camminata in Serbia mi ha messo &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOHZtAMv-I/AAAAAAAAAaM/dfyfqdK3wr8/s1600-h/torre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121586076897296354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOHZtAMv-I/AAAAAAAAAaM/dfyfqdK3wr8/s320/torre.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;addosso la stessa desolazione che provavo ogni volta che da Gorizia passavamo la frontiera per andare a Nova &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Goriza&lt;/span&gt;, per andare a vedere cosa voleva dire Europa dell'Est.&lt;br /&gt;Poi si è aperto il cielo e si sono aperte le piazze su parchi verdi e fitti, passaggi più ampi in una lunga camminata fino al Danubio, il fiume evocativo dei libri di &lt;a href="http://www.italialibri.net/autori/magrisc.html"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Magris&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;e di qualche &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;riminiscenza&lt;/span&gt; sbiadita dell'università.&lt;br /&gt;Fa bene ogni tanto sentirsi smarriti, sperimentare su di se lo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;stordimento&lt;/span&gt; del migrante, analfabeta della lingua locale in balia della compassione degli autoctoni. Mi viene in mente una scena sul treno Bologna- Ancona. Un gruppo di slavi cercava di chiedere informazioni in un italiano sgrammaticato e la gente passava oltre accelerando, come fossero fatti d'aria, come se il solo fatto di non parlare italiano (o essere tutti indistintamente e comunque "albanesi"?) giustificasse l'espressione di fastidio e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;disapprovazione&lt;/span&gt;. Per fortuna i serbi sono un popolo accogliente, il tassista all'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;aeroporto&lt;/span&gt; mi ha perfino prestato il suo cellulare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Belgrado è una città di giovani in fermento, che ha davanti a se l'epoca della ricostruzione, che vive un presente geografico e storico fatto di mille contraddizioni in movimento da cui si alimentano speranze, sogni, spazi vivi di futuro. Ho capito cosi poco in queste poche ore, certi viaggi lasciano in eredità &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxONHNAMv_I/AAAAAAAAAaU/JQqAOlRoTO8/s1600-h/piazzale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121592356139483122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxONHNAMv_I/AAAAAAAAAaU/JQqAOlRoTO8/s320/piazzale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;solo l'urgente bisogno di approfondire. Dentro la mia idea di Belgrado ci ho messo un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;po'&lt;/span&gt; di tutto: i vicoli di Bruxelles con i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;tamvia&lt;/span&gt; traballanti, i mercati del Centro America, pezzi dei viali di Buenos Aires. Per fortuna Vera si è prodigata a raccontarci un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;po'&lt;/span&gt; di storia e la città alla fine nella mia mente ha ripreso il giusto posto in un continente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;frammentato&lt;/span&gt;, ancora profondamente diviso nelle sue battagliere etnie, dove tutti parlano la stessa lingua ma la chiamano in modo diverso per giustificare la finzione di non capirsi. La guerra alle spalle, cosi vicina anche a noi: dal mio lato di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Adriatico&lt;/span&gt; qualcuno racconta di aver sentito le bombe cadere. E la questione &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;sempre&lt;/span&gt; aperta dello status di un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Kosovo&lt;/span&gt; che si vede solo indipendente, lascia scoperte tutte le contraddizioni di questo lembo d'Europa che risponde alle logiche delle zolle terrestri, in perenne stato di precario assestamento. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOP29AMwBI/AAAAAAAAAak/zoKafhEzQSQ/s1600-h/pozzanghera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxRY6dAMwFI/AAAAAAAAAbE/FGImOjG5h9c/s1600-h/kiohu.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121816437468217426" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxRY6dAMwFI/AAAAAAAAAbE/FGImOjG5h9c/s320/kiohu.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma, lascio Belgrado con poche certezze, con il sapore buono della capacità innata che abbiamo di ricreare le atmosfere vivide dell'amicizia in ogni contesto, ad ogni incontro. E poi mi resta l'orgoglio un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;po'&lt;/span&gt; infantile di sentirmi speciale, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;perché&lt;/span&gt; quando vado a trovare i miei amici non attraverso mai la strada o un isolato, ma come minimo devo farmi un'ora di aereo o dieci di treno. Il privilegio indiscusso di sentirsi sempre dentro ad un viaggio, dove il cibo e gli usi locali sono sempre per forza di cose sapori da scoprire. Stavolta è toccato ai &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cevapcici"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;cevapcici&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;annaffiati di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rakia"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;rakia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (letto "racchia"), mentre l'accesso ad Internet &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;broadband&lt;/span&gt; ci permetteva di risolvere l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;ennesimo&lt;/span&gt; dubbio atavico: quanti Stati attraversa il Danubio nel suo viaggio verso il mar nero?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Belgrado"&gt;Belgrado &lt;/a&gt;- Serbia, 12-15 ottobre 2007, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;letiziajp&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; © &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(peccato la macchia un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;po'&lt;/span&gt; scadente rubata all'ufficio... la mia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Nokia&lt;/span&gt; (...&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Panasonic&lt;/span&gt;!!!) nello stesso momento era sulla vetta del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Kilimangiaro&lt;/span&gt;...tutta un'altra storia da &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;raccontare&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3582651746107613983?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3582651746107613983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3582651746107613983&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3582651746107613983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3582651746107613983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/il-danubio-dei-dieci-paesi.html' title='Il Danubio passa per dieci Paesi'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RxOQQ9AMwEI/AAAAAAAAAa8/Y19IuuRnDZY/s72-c/cartello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-2120362374215489829</id><published>2007-10-11T08:23:00.000+02:00</published><updated>2007-10-11T08:27:50.690+02:00</updated><title type='text'>Festival per l'Economia Interculturale</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rw3BudAMv0I/AAAAAAAAAY8/geLhSkqMDz0/s1600-h/29422.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119961355193728834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rw3BudAMv0I/AAAAAAAAAY8/geLhSkqMDz0/s320/29422.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dal 12 al 20 ottobre si svolgerà in diverse città italiane (Milano, Torino, Biella, Cossato) la prima edizione di un Festival tutto dedicato all'Economia Interculturale. Cosa vuol dire?&lt;br /&gt;La manifestazione nasce dalla volontà di valorizzare l'economia nella sua dimensione tridimensionale, fatta non solo di formule e numeri ma anche di colori, espressioni e scelte imprenditoriali multiformi, che dipendono dalla cultura, dalla provenienza etnica, anagrafica e sessuale di chi le esprime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più, articolo completo e programma su &lt;a href="http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=74!30!74!0!48598!"&gt;&lt;em&gt;Popolis&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-2120362374215489829?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/2120362374215489829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=2120362374215489829&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2120362374215489829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/2120362374215489829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/festival-per-leconomia-interculturale.html' title='Festival per l&apos;Economia Interculturale'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rw3BudAMv0I/AAAAAAAAAY8/geLhSkqMDz0/s72-c/29422.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8392150043792566381</id><published>2007-10-09T17:00:00.000+02:00</published><updated>2007-10-09T17:46:55.403+02:00</updated><title type='text'>Massambalo?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwubuNAMvzI/AAAAAAAAAY0/mGUhQlSEKWU/s1600-h/eldorado.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119356619503484722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwubuNAMvzI/AAAAAAAAAY0/mGUhQlSEKWU/s320/eldorado.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Chi?" chiese l'uomo avvolto in una coperta&lt;br /&gt;"Il dio dei migranti" rispose con calma l'ivoriano.&lt;br /&gt;"Come l'hai chiamato?"&lt;br /&gt;"Massambalo. hamassala o El-Rasthu" rispose "ha molti nomi. vive da qualche parte in Africa, sottoterra, dentro un buco da cui non esce mai".&lt;br /&gt;"E come fai a capire che aspetto ha?" chiese un ragazzo con espressione circospetta.&lt;br /&gt;"Non lo so" riprese quello che raccontava" ma ci sono degli spiriti che viaggiano per conto suo. Li chiamano le ombre di Massambalo. Percorrono il continente, dal Senegal allo Zaire, dall'Algeria al Benin. le ombre non dicono nulla ma attraverso i loro occhi Massambalo vede il mondo, guarda ciò che loro guardano, sente ciò che loro sentono. Così veglia sulle centinaia di migliaia di uomini che hanno lasciato la loro terra. Non parlano e non dicono mai chi sono, sta al viaggiatore indovinare la loro identità. Se ci riesce deve avvicinarsi lentamente, con rispetto e fare una semplice domanda: &lt;em&gt;Massambalo?.&lt;/em&gt; Se l'ombra annuisce allora può lasciare un dono. l'ombra di Massambalo prende l'offerta e la conserva. E' il segno che il viaggio di quell'uomo andrà a buon fine, che il vecchio Dio veglierà su di lui." &lt;em&gt;(Laurent Gaudé&lt;/em&gt;, Eldorado)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8392150043792566381?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8392150043792566381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8392150043792566381&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8392150043792566381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8392150043792566381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/massambalo.html' title='Massambalo?'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwubuNAMvzI/AAAAAAAAAY0/mGUhQlSEKWU/s72-c/eldorado.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3234877167633651578</id><published>2007-10-05T09:11:00.000+02:00</published><updated>2007-10-05T10:06:35.695+02:00</updated><title type='text'>La geopolitica dei maglioncini</title><content type='html'>La &lt;em&gt;United Colors&lt;/em&gt; torna a far discutere, questa volta con un risultato sorprendente: mettere Iran e Stati Uniti dallo stesso lato della barricata. La guerra in questione fortunatamente è solo dialettica e riguarda l'aggressiva campagna d'espansione commerciale del gruppo Benetton in Medio Oriente. In ogni caso nessuna pace fatta tra Teheran e Washington, l'imputato è lo stesso ma le similitudini finiscono qui. Le ire dell'Iran contro l'azienda di Porzano Veneto sono tutte ispirate alla morale e riguardano la cattiva influenza che la moda italiana potrebbe avere sulle donne iraniane. Le paure degli Stati Uniti vanno invece nella direzione opposta.&lt;br /&gt;Essendo quotata nella Borsa Americana, nel corso degli ultimi mesi la Sec - la Consob USA - si è affrettata a chiedere alla Benetton rassicurazioni sul fatto che gli affari del gruppo italiano non stessero in qualche modo riempiendo le tasche del governo di Teheran, iscritto da tempo nella lista nera americana degli "Stati canaglia" insieme a Cuba e alla Siria. La questione con gli americani si è risolta con un "nulla da eccepire" della Sec e la battaglia politica iraniana non sembra preoccupare più di tanto la Benetton, che continua la sua campagna di espansione nella regione, dichiarando tramite un proprio portavoce che l'obiettivo "è quello di espanderci in modo capillare in tutte le più importanti città della Repubblica islamica".&lt;br /&gt;Di certo l'espansione della &lt;em&gt;United Colors&lt;/em&gt; nel mondo contribuirà più ai processi di omologazione delle mode che di risoluzione dei conflitti. E' anche vero che l'azienda è stata più volte attaccata per mancata responsabilità sociale, ma questa è un'altra storia, un altro capitolo da approfondire. Piuttosto, l'espansione dei colori e dei modelli di casa Benetton in un Medio Oriente in alcuni casi sempre più chiuso in se stesso, potrebbe contribuire indirettamente ad aprire spiragli nelle maglie di governi poco propensi a mettere in agenda la voce "libertà di espressione". Tema difficile e controverso che va ben oltre le tensioni geopolitiche di due governi nemici. Ma una nota positiva possiamo trovarla: finalmente è l'espansione di un'azienda di maglioncini a fare notizia e non quella di eserciti sul piede di guerra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3234877167633651578?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3234877167633651578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3234877167633651578&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3234877167633651578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3234877167633651578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/la-geopolitica-dei-maglioncini.html' title='La geopolitica dei maglioncini'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-3727930328390660561</id><published>2007-10-03T14:26:00.000+02:00</published><updated>2007-10-05T10:08:58.274+02:00</updated><title type='text'>Vacanze: diritto di tutti</title><content type='html'>Circa il 40% della popolazione Europea non va in vacanza, principalmente per motivi economici. Una forma di turismo sociale, sostenibile e accessibile potrebbe garantire a chiunque "il diritto alla vacanza" e, al tempo stesso, essere un'opportunità per lo sviluppo di molte comunità locali. I cosidetti "buoni vacanza" stanno diventando sempre più comuni all'interno delle imprese. Questo nuova forma di &lt;em&gt;benefit&lt;/em&gt; potrebbe essere inclusa in un prossimo futuro anche negli accordi contrattuali.&lt;br /&gt;Questa ed altre interessanti tematiche saranno oggetto del Forum Europeo sul Turismo Sociale che si terrà a Riva del Garda il prossimo 2-5 ottobre, organizzato dalla Federazione Trentina delle Cooperative. Per saperne di più: &lt;a href="http://www.turismosociale.to/"&gt;http://www.turismosociale.to/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-3727930328390660561?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/3727930328390660561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=3727930328390660561&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3727930328390660561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/3727930328390660561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/vacanze-diritto-di-tutti.html' title='Vacanze: diritto di tutti'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-42136058347834073</id><published>2007-10-03T11:07:00.000+02:00</published><updated>2008-01-24T10:20:49.262+01:00</updated><title type='text'>The sky's the limit</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwNeV9AMvxI/AAAAAAAAAYk/NEEegYHNcmc/s1600-h/argentina3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117037332868677394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwNeV9AMvxI/AAAAAAAAAYk/NEEegYHNcmc/s400/argentina3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwNcJtAMvuI/AAAAAAAAAYQ/JKQTH4Xczto/s1600-h/argentina8.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Aconcagua, Argentina (6962 m)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: Ivan!&lt;/span&gt; ©&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-42136058347834073?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/42136058347834073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=42136058347834073&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/42136058347834073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/42136058347834073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/10/skys-limit.html' title='The sky&apos;s the limit'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RwNeV9AMvxI/AAAAAAAAAYk/NEEegYHNcmc/s72-c/argentina3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4744024750219645901</id><published>2007-09-28T08:20:00.000+02:00</published><updated>2007-09-28T08:28:22.772+02:00</updated><title type='text'>Rosso Myanmar</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RvydRNAMvrI/AAAAAAAAAR4/VCRyzs75hT8/s1600-h/rosso_03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115136195659873970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RvydRNAMvrI/AAAAAAAAAR4/VCRyzs75hT8/s400/rosso_03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tam Tam per la &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/09_Settembre/27/birmania_sms.shtml"&gt;Birmania&lt;/a&gt;, basta un segno, rosso, un segno di solidarietà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4744024750219645901?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4744024750219645901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4744024750219645901&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4744024750219645901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4744024750219645901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/rosso-myanmar.html' title='Rosso Myanmar'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RvydRNAMvrI/AAAAAAAAAR4/VCRyzs75hT8/s72-c/rosso_03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8031045747056660338</id><published>2007-09-26T11:49:00.000+02:00</published><updated>2007-09-26T11:52:08.051+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Se dovessimo passare sei mesi da soli sull’altra faccia della luna a frugarci dentro, quale ricchezza di materiale pensate ne salterebbe fuori? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1976/bellow-bio.html"&gt;Saul Bellow&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;Ne muoiono più di crepacuore&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8031045747056660338?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8031045747056660338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8031045747056660338&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8031045747056660338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8031045747056660338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/se-dovessimo-passare-sei-mesi-da-soli.html' title=''/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7656654488618248448</id><published>2007-09-25T08:59:00.000+02:00</published><updated>2007-09-25T09:20:49.692+02:00</updated><title type='text'>Poveri noi...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rvi2CdAMvqI/AAAAAAAAARw/Psqbbkk_ZSM/s1600-h/salvadanaio.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114037530140655266" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rvi2CdAMvqI/AAAAAAAAARw/Psqbbkk_ZSM/s320/salvadanaio.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da un recente studio realizzato da tre ricercatori di Bankitalia, il rischio povertà per i giovani di oggi-pensionati di domani è tornato a crescere dopo le riforme previdenziali degli anni 90. Secondo il trend analizzato, le giovani generazioni avranno benefici previdenziali minori che andranno ad incidere su redditi da lavoro in media minori rispetto a quelli percepiti dalla generazione precedente. Oltre ad una fotografia grigio-nero sulla nostra pensione, i tre economisti tracciano anche auspicabili vie da seguire per correggere la rotta e permetterci di guardare al traguardo con un pò più di...serenità? La verità è che sono ancora giovane e lavoro come se dovessi lavorare per sempre. La parola pensione ce l'hanno tolta dal codice genetico per relegarla nel recinto sicuro e magico della mitologia. Politiche alternative ci sono, c'è chi ci studia sopra e le propone. Al lettore il piacere di entrare nel merito.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Daniele Franco, Maria Rosaria Marino, Pietro Tommasino, "&lt;strong&gt;Pension policy and poverty in Italy: recent developments and new priority",&lt;/strong&gt; Giornale degli Economisti&lt;/em&gt; - &lt;a href="http://www.enteluigieinaudi.it/"&gt;Ente L. Enaudi &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7656654488618248448?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7656654488618248448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7656654488618248448&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7656654488618248448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7656654488618248448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/poveri-noi.html' title='Poveri noi...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rvi2CdAMvqI/AAAAAAAAARw/Psqbbkk_ZSM/s72-c/salvadanaio.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5103839945083748811</id><published>2007-09-25T08:13:00.000+02:00</published><updated>2007-09-25T08:47:41.713+02:00</updated><title type='text'>Informazione...viscosa</title><content type='html'>"Mattel fa marcia indietro e si scusa con Pechino. Ieri l'azienda che produce le Barbie, travolta dallo scandalo dei giocattoli realizzati in Cina e ritirati dal mercato per l'eccessiva concentrazione di piombo nelle vernici, ha fatto ammenda con i propri clienti, ma soprattutto con Pechino, dove i pezzi tossici sono stati prodotti. Il Governo cinese, finito sotto accusa per i suoi standard di sicurezza, è stato cosi scagionato dalla stessa corporation" &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Simone Filippetti, Sole24Ore 22/09/07)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A metà agosto Mattel aveva accusato i fornitori cinesi di violare standard e requisiti di sicurezza nella produzione di giocattoli, costringendo l'azienda a ritirare dal mercato più di 20 milioni di pezzi &lt;em&gt;made in China&lt;/em&gt;. Ma poco dopo il capo dell'amministrazione generale cinese sul controllo qualità aveva rilevato che il difetto derivava dalla progettazione e non dalla produzione, evidenza che porterà il direttore esecutivo di Mattel, il 12 settembre, a porgere le sue "sincere" scuse ai consumatori Usa e a Pechino. Tocchi e contraccolpi di un'informazione viscosa, che sembra sempre passare troppo al di sopra della nostre teste. In un momento passeggero da &lt;em&gt;conspiracy theory&lt;/em&gt; mi viene quansi da pensare che dietro tante giravolte debbano esserci dei serissimi studi di impatto, che non riguardano certo la nostra salute ma piuttosto il trend della visibilità in seguito ad una certa azione. Una volta che un paese, un governo, una persona, vengono pubblicamente screditati sulla piazza del pubblico dissenso, che impatto hanno nel subconscio dei consumatori le "sincere scuse" del pentito accusatore? La Cina continueremo a guardarla con sospetto anche dopo il dietrofront pubblico di Mattel, perchè le parole trasmesse via cavo hanno un peso fluido e un senso disarmante, che rimane impresso nella retina ancor prima che nella memoria. E anche perchè quel continente cosi misterioso, immenso e incomprensibile agli occhi dei più deve lavorare ancora molto per rendersi accessibile, credibile, affidabile. Di sicuro non è solo questione di decodificazione del linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio di come una corretta informazione possa essere determinante per la nostra vita? Me lo manda la mia amica Monica, che da anni ci lavora e che spero continui sempre a mantenermi vigile anche sui più piccoli dettagli del quotidiano: "&lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/75f34cd0-6649-11dc-9fbb-0000779fd2ac.html"&gt;The brave new risks of nanotechnology&lt;/a&gt;", Financial times&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5103839945083748811?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5103839945083748811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5103839945083748811&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5103839945083748811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5103839945083748811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/informazioneviscosa.html' title='Informazione...viscosa'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4857782093051545526</id><published>2007-09-24T16:10:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T16:19:57.521+02:00</updated><title type='text'>Giallo come il Centro America</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RvfGAtAMvpI/AAAAAAAAARo/i_GsT4Ntl8Q/s1600-h/1666-7.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113773617285217938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RvfGAtAMvpI/AAAAAAAAARo/i_GsT4Ntl8Q/s320/1666-7.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gli accordi di libero commercio firmati – con gli Stati Uniti d'America – e quelli in corso di negoziato – con l'Unione europea –, i megaprogetti come il Plan Puebla Panamá, lo sfruttamento delle risorse naturali (acqua, diversità biologica, minerali) da parte di imprese multinazionali, la fine dell'agricoltura con l'abbandono della campagna e l'emigrazione verso le città o gli Usa, sono i moderni "cavalli di Troia" che arrivano a fiaccare la resistenza delle popolazioni locali.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa la tesi, questi gli argomenti trattati da Luca Martinelli nel suo libro&lt;a href="http://www.emi.it/schede.asp?idem_aut=Luca+Martinelli&amp;amp;pg=1&amp;amp;valore=1"&gt; "I colori del mais", &lt;/a&gt;presentato recentemente a Roma, alla Camera dei deputati, in occasione del convegno "Quale cooperazione tra l'Italia e l'America Centrale?".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un libro che è anche un viaggio "dentro la vera ricchezza dell'America Centrale, laddove i sistemi di cooperazione con l'occidente partoriscono accordi economici asimmetrici e neocoloniali, ispirati al libero scambio piuttosto che allo sviluppo sostenibile".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4857782093051545526?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4857782093051545526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4857782093051545526&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4857782093051545526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4857782093051545526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/giallo-come-il-centro-america.html' title='Giallo come il Centro America'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RvfGAtAMvpI/AAAAAAAAARo/i_GsT4Ntl8Q/s72-c/1666-7.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8694537476703977612</id><published>2007-09-20T08:38:00.000+02:00</published><updated>2007-09-20T09:26:47.956+02:00</updated><title type='text'>La chiamavano cooperazione Sud-Sud ma....</title><content type='html'>Il Governo di Kinshasa ha recentemente annunciato che il Governo di Pechino è pronto a concedere alla Repubblica Democratica (?) del Congo un prestito di 5 miliardi di $, con la possibilità che diventino 8 nel medio periodo. La Cina che corre in aiuto dell'Africa, non è la prima volta del resto. Nel 2004 Pechino aveva offerto finanziamenti ingenti anche all'Angola e poi al Sudan, alla Nigeria e allo Zambia, in una corsa all'aiuto che solo superficialmente potrebbe apparire una formula complessa di "cooperazione Sud-Sud". Guardiamo più a fondo, cosa accomuna i paesi prescelti da Pechino per la sua crociata africana? Ingenti riserve minerarie. Oro, nickel, stagno, rame e cobalto e in Nigeria anche greggio. Ma stiamo parlando anche di paesi sconvolti da guerre civili, dove i processi di democratizzazione sono in atto da anni ma non hanno mai messo radici, come specchietti fragili dietro cui si nascondono élites corrotte, che nella guerra vivono e speculano ai danni dell'intera nazione.&lt;br /&gt;La Cina non è il Sud, ma un gigante economico in continua crescita e la contropartita alle sue strategie d'aiuto è palesata fin dagli accordi siglati con i governi africani. Come riportato da Roberto Bongiorni (Sole24Ore 19/09/07) la Cina otterrà in cambio dei suoi generosi investimenti concessioni minerarie e faraonici progetti infrastrutturali dove saranno coinvolte imprese cinesi. La verità è che Pechino si è ormai affermata come "la grande multinazionale della ricostruzione africana" e non si fa molti scrupoli a difendere i suoi nuovi clienti davanti alla Comunità internazionale quando i loro affari interni diventano casi evidenti di violazioni dei diritti umani.&lt;br /&gt;La prima tranche concessa al Congo servirà a costruire ospedali, cliniche e università. Ma soprattutto a tagliare in due una foresta vergine per la costruzione di 3400 km di autostrada che dovrà collegare il Congo allo Zambia, dove mamma Cina ha investito 800 milioni di $ in miniere di rame. E le compagnie minerarie mondiali si lamentano perchè non riescono a tenere il passo del Grande Dragone nella sua modernissima campagna alla colonizzazione di un continente martoriato. E quando tutte le risorse saranno sfruttate, succhiate, esportate, dove si rivolgerà l'avidità del continente più popoloso del mondo? Ma soprattutto, che fine fa in questi casi l'intransigenza morale che le democrazie Europee sono disposte a sfoderare con altri paesi considerati...scorretti? Business as usual....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8694537476703977612?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8694537476703977612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8694537476703977612&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8694537476703977612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8694537476703977612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/la-chiamavano-cooperazione-sud-sud-ma.html' title='La chiamavano cooperazione Sud-Sud ma....'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-5433236868493334355</id><published>2007-09-06T14:41:00.000+02:00</published><updated>2007-09-06T15:02:03.427+02:00</updated><title type='text'>La sicurezza delle divinità</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;KATHMANDU - Funzionari della compagnia aerea di bandiera hanno sacrificato due capre per placare Akash Bhairab, il dio Indù del cielo, in seguito a problemi tecnici con uno dei loro Boing 757, a causa dei quali laNepal Airlines, che ha due Boing, poco tempo fa aveva dovuto sospendere il servizio. I funzionari hanno fatto sapere che le capre sono state sacrificate di fronte all'aereo difettoso domenica, nell'unico aereoporto internaizonale di Kathmandu, nel rispetto delle tradizioni Indu. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.msnbc.msn.com/id/20590374/"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt;, 4 settembre 2007&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Segnalato da Fabioski&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-5433236868493334355?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/5433236868493334355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=5433236868493334355&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5433236868493334355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/5433236868493334355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/la-sicurezza-delle-divinit.html' title='La sicurezza delle divinità'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-4704047143100329423</id><published>2007-09-04T16:02:00.000+02:00</published><updated>2007-09-04T16:30:15.448+02:00</updated><title type='text'>Saper leggere nei fondi del caffè...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rt1mElYrLuI/AAAAAAAAARg/onMzOKqKKhQ/s1600-h/copCaffe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5106349781449125602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rt1mElYrLuI/AAAAAAAAARg/onMzOKqKKhQ/s320/copCaffe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;"25 milioni di produttori di caffè stanno affrontando una crisi drammatica. Il prezzo internazionale del caffè si è più che dimezzato negli ultimi tre anni e i produttori di caffè dei Paesi in Via di Sviluppo, in prevalenza piccoli coltivatori diretti, oggi sono costretti a vendere i loro raccolti a un prezzo molto inferiore dei costi di produzione. Si potrebbe pensare che anche le multinazionali, che trasformano i chicchi di caffè in pacchetti, stiano attraversando una fase critica. Errore. Attualmente le quattro grandi multinazionali del caffè (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Karft&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Nestlè&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Procter&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;and&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Gamble&lt;/span&gt; e Sara &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Lee&lt;/span&gt;) posseggono marchi che fruttano ogni anno più di un miliardo di dollari. Se i benefici fossero ripartiti tra tutti, questo non sarebbe un problema. Invece, i contadini ricevono un prezzo talmente basso da non coprire neppure i costi di produzione, cosi che i guadagni esorbitanti delle multinazionali sono "pagati" dalle persone più povere al mondo"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosi ha inizio il viaggio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Oxfam&lt;/span&gt; nell'universo economico e umano che ruota attorno alla produzione del caffè, un bene materiale cosi importante, soprattutto per noi italiani, capace di scandire il tempo delle nostre pause lavorative, riunioni, incontri con gli amici, sveglie mattutine. Un gesto automatico e quotidiano che ci accomuna tutti, creando sfumature solo tra le preferenze - &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;moka&lt;/span&gt;, macchinetta, macchiato. lungo o stretto o polvere solubile. E come tante cose che fanno ormai parte della nostra &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;quotidianità&lt;/span&gt;, raramente ci soffermiamo più del necessario a chiederci....cosa c'è dentro e oltre le nostre tazzine di caffè? Ho provato a sfogliare &lt;a href="http://www.terre.it/catalogo/index.php?id=52&amp;id_topic=6"&gt;questo libro &lt;/a&gt;(in vendita in Italia nelle Botteghe del Commercio Equo) ed ho cominciato improvvisamente a notare un sacco di altri dettagli, insignificanti in teoria ma significativi nel merito. Tipo, sfogliando la pagina finanziaria del Sole24 Ore, mi sono accorta oggi per la prima volta che beni quotati come il Caffè, il Cacao e lo Zucchero vengono tutti catalogati sotto il curioso titolo"COLONIALI". Magari cerco la pulce nell'acqua...ma uno degli effetti della lettura di questo libro è stato proprio questo: fino a prova contraria, farmi dubitare delle buone intenzioni...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-4704047143100329423?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/4704047143100329423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=4704047143100329423&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4704047143100329423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/4704047143100329423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/saper-leggere-nei-fondi-del-caff.html' title='Saper leggere nei fondi del caffè...'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rt1mElYrLuI/AAAAAAAAARg/onMzOKqKKhQ/s72-c/copCaffe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1904567364379429539</id><published>2007-09-03T08:51:00.000+02:00</published><updated>2007-09-03T09:13:07.463+02:00</updated><title type='text'>Biciclettando</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RtuyX1YrLrI/AAAAAAAAARI/hMdWp_eE6AI/s1600-h/nav_bike_girl.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105870725091897010" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RtuyX1YrLrI/AAAAAAAAARI/hMdWp_eE6AI/s400/nav_bike_girl.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Circa sei anni fa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Channing&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Durak&lt;/span&gt; è partito dal Texas in bicicletta e ha attraversato 40mila chilometri tra Americhe, Europa e Asia. Lungo la strada, nel tempo, altre 125 persone si sono unite a lui, dando vita al &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Cyclown&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Circus&lt;/span&gt;....&lt;/em&gt;un movimento più che un'organizzazione, un modo di pensare più che un ente strutturato. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Inizialmente&lt;/span&gt; potrebbero sembrare eccentrici turisti in cerca di una curiosa alternativa alla monotonia. Invece ciò che li muove è un obiettivo ben preciso: denunciare la dipendenza delle nostre società dal petrolio e proporre la bicicletta come soluzione a traffico ed inquinamento. E &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;perché&lt;/span&gt; il messaggio sia chiaro si muovono in massa, puntano sul numero sempre crescente come veicolo visivo del loro pensiero. Nel frattempo si guadagnano da vivere attraverso spettacoli di clown, dividendo i guadagni e impegnandosi ad esibirsi gratuitamente per i bambini più bisognosi. Un'organizzazione rigorosamente collettiva di spazi e risorse che forse sarà difficile mantenere per lunghi periodi man mano che il gruppo cresce. Ma per chi può permetterselo (sia mentalmente che fisicamente...) è sicuramente un modo originale ed efficace di trasmettere un pensiero senza che questo si perda nella dimensione metafisica di astratte parole. Magari potrebbe essere interessante seguire il &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Circus&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; per un breve tratto del loro vagabondare...molto più che una vacanza alternativa, un modo fluido di sentirsi vivi, zigzagando in bicicletta a favore di un'idea che andrebbe a sicuro vantaggio dell'intera società.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per saperne di più: &lt;a href="http://cyclown.org/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;CyclownCircus&lt;/span&gt;!&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1904567364379429539?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1904567364379429539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1904567364379429539&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1904567364379429539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1904567364379429539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/09/biciclettando.html' title='Biciclettando'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RtuyX1YrLrI/AAAAAAAAARI/hMdWp_eE6AI/s72-c/nav_bike_girl.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-1609788054614874601</id><published>2007-08-31T12:44:00.000+02:00</published><updated>2007-08-31T12:54:53.403+02:00</updated><title type='text'>Anche Cremona ha i suoi Buskers</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RtfzFFYrLqI/AAAAAAAAAQ8/8XRL7bcGVBc/s1600-h/850eea4a85275eb67a3cc84662bf0fc4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104815971318312610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RtfzFFYrLqI/AAAAAAAAAQ8/8XRL7bcGVBc/s400/850eea4a85275eb67a3cc84662bf0fc4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Buskers o artisti di strada. Dopo quello frequentatissimo di Ferrara, il Festival degli artisti di strada sbarca anche a Cremona, dove dal 31 agosto al 2 settembre le strade si riempiranno di clown, giocolieri, acrobati, pupazzi e burattini, mimi, bande e fanfare ...a testimoniare in questa prima edizione cremonese che "Il teatro di strada non è (praticamente mai) volgare; colpisce con la poesia malinconica contrastante il caos cittadino, con l’ingegno creativo che rompe la monotonia, con la comicità o l’ironia graffiante che ferma la corsa. Per dirci che il tempo e lo spazio del divertimento o dell’arte non sono necessariamente luoghi e momenti separati dal quotidiano vivere". Il Cremona BuskerShow si inserisce nel calendario e nella mappa di una serie di festival che in tutt’Italia aprono le vie e le piazze ai musicisti e agli artisti di strada provenienti da tutto il mondo. Per saperne di più: &lt;a href="http://cremonabusker.splinder.com/"&gt;CremonaBuskersShow&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-1609788054614874601?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/1609788054614874601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=1609788054614874601&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1609788054614874601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/1609788054614874601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/08/anche-cremona-ha-il-suo-buskershow.html' title='Anche Cremona ha i suoi Buskers'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/RtfzFFYrLqI/AAAAAAAAAQ8/8XRL7bcGVBc/s72-c/850eea4a85275eb67a3cc84662bf0fc4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-8407654446616495167</id><published>2007-08-24T14:39:00.000+02:00</published><updated>2008-01-24T10:21:31.134+01:00</updated><title type='text'>Innovative Marketing Solutions</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rs7SDVYrLpI/AAAAAAAAAQ0/m2zpDgdKiZE/s1600-h/P1000717.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102246382579429010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rs7SDVYrLpI/AAAAAAAAAQ0/m2zpDgdKiZE/s400/P1000717.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Leno, esterno giorno, agosto 2007&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto: &lt;a href="http://www.blogger.com/www.letizijp.blogspot.com"&gt;letizijp&lt;/a&gt; ©&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-8407654446616495167?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/8407654446616495167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=8407654446616495167&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8407654446616495167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/8407654446616495167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/08/innovative-marketing-solutions.html' title='Innovative Marketing Solutions'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/Rs7SDVYrLpI/AAAAAAAAAQ0/m2zpDgdKiZE/s72-c/P1000717.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7289860202488314336</id><published>2007-08-24T08:39:00.000+02:00</published><updated>2007-08-24T09:21:19.643+02:00</updated><title type='text'>la Tigre del Caucaso</title><content type='html'>"Siamo come voi, gli italiani sono gli armeni del Mediterraneo", dice Hayak, giovane economista armeno, a Riccardo Sorrentino del Sole24Ore. L'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armenia"&gt;Armenia&lt;/a&gt;, piccola repubblica euroasiatica senza sbocchi sul mare, negli ultimi anni è cresciuta a ritmi del 10%, guadagnandosi il titolo di &lt;em&gt;Tigre del Caucaso.&lt;/em&gt; Eppure il paese paga ancora il suo isolamento storico e geografico, con un'economia che è ampiamente sostenuta da una diaspora ricca e influente. Si stima che arrivino dall'estero 1,5 miliardi di dollari l'anno, il 20% del PIL nazionale, con effetti non sempre benefici sulla competitività della moneta locale. La diffidenza della popolazione nel sistema bancario, memore dei fallimenti degli istituti sovietici, fa si che le risorse circolino nel paese in contanti, alimentando un'economia sotterranea che pur spingendo il paese verso un veloce sviluppo alimenta un mercato nero del lavoro, ampia corruzzione (le imprese preferiscono versare tangenti pur di non pagare tasse allo stato) e una concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, mentre fuori da Yerevan la povertà resta elevata e l'agricoltura di sussitenza. E' chiaro dunque che, dentro le cifre, la &lt;em&gt;Tigre del Caucaso,&lt;/em&gt; orgogliosa del proprio miracolo, ha ancora molta strada da fare e le premesse ci sono. L'Armenia punterà sul proprio capitale umano, l'unica vera risorsa in grado di garantire un futuro. Intanto la Lycos è sbarcata a Yerevan, dove si attendono entro fine anno sette banche straniere e la Borsa di Stoccolma. L'Armenia cristiana delle origini, l'Armenia fiera della propria indipendenza che a fatica ricuce le ferite di un popolo nei confronti del quale, a distanza di quasi un secolo, la Turchia bandisce ancora la parola &lt;em&gt;genocidio.&lt;/em&gt; L'Armenia che si sente occidentale pur nei suoi tratti orientali, dove la classe media vuole avere un ruolo attivo nella prosperità del paese e godere dei suoi frutti, guarda con ottimismo al futuro. Sarebbe buono se gli "armeni del Mediterraneo" guardassero al proprio domani con altrettanta,propositiva, energia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(Liberamente tratto da: Sole24Ore del 24 agosto 2007)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7289860202488314336?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7289860202488314336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7289860202488314336&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7289860202488314336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7289860202488314336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/08/la-tigre-del-caucaso.html' title='la Tigre del Caucaso'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24725424.post-7764138521192208757</id><published>2007-08-22T08:03:00.000+02:00</published><updated>2007-08-22T08:14:41.692+02:00</updated><title type='text'>Sviluppo ed aumento dei consumi......di chi??!</title><content type='html'>"L'autostrada sull'Everest si farà: il governo di Pechino inizierà a costruirla la prossima settimana in vista delle Olimpiadi dell'agosto 2008. Il progetto è stato pensato per il passaggio della fiaccola olimpica e sarà realizzato in quattro mesi, con largo anticipo rispetto all'inizio dei giochi: 108 chilometri di cemento collegheranno la cittadina tibetana di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Tingri&lt;/span&gt; al Campo Base a 5.200 metri di altezza. All'Everest, la montagna più alta del mondo, si può accedere sia dal Nepal che dal Tibet, sotto controllo cinese. Il governo ha già stanziato 15 milioni di euro per i lavori e tutto l'itinerario della torcia olimpica ( 137.000 km, 130 giorni di percorso a staffetta) è stato disegnato dal regime per portare in regioni come il Tibet sviluppo ed aumento dei consumi."&lt;br /&gt;&lt;a href="http://http://www.metamorfosi.info/infodetail.asp?categoryid=44&amp;amp;infoid=4127"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte: Metamorfosi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commenti? A me sembra che parole come &lt;em&gt;sviluppo &lt;/em&gt;siano oggi troppo inflazionate per aver conservato un significato che faccia rima con &lt;em&gt;sostenibile, efficace, duraturo. &lt;/em&gt;Ma soprattutto, sembra che poco dovrebbero avere a che fare con la deturpazione di uno dei posti più suggestivi del mondo e con il relativo aumento dei consumi di folle di turisti orgogliosi di farsi immortalare con alle spalle la vetta più alta del pianeta, dopo aver percorso faticosamente afflosciati in macchina con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;hamburger&lt;/span&gt; e patatine &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;kilometri&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;kilometri&lt;/span&gt; di puro...cemento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24725424-7764138521192208757?l=letiziajp.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letiziajp.blogspot.com/feeds/7764138521192208757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24725424&amp;postID=7764138521192208757&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7764138521192208757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24725424/posts/default/7764138521192208757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letiziajp.blogspot.com/2007/08/sviluppo-ed-aumento-dei-consumi.html' title='Sviluppo ed aumento dei consumi......di chi??!'/><author><name>Letizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10555511190283103872</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='20' src='http://4.bp.blogspot.com/_Qo6ppZGV29A/SnLJZx4cgSI/AAAAAAAAA9Q/nz1HbE62-tI/S220/LETI.bmp'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
